Milano, 19 novembre 2019 - E alla fine ha ceduto. L'ex ministro Trenta vuole mettere a tacere le polemiche legate alla casa nel quartiere romano di San Giovanni e decide di rifare le valige. "Mio marito, pur essendo tutto regolare, e sentendosi in imbarazzo, per salvaguardare la famiglia ha presentato istanza di rinuncia per l'alloggio. Il suo è un atto d'amore nei miei confronti", ha annunciato l'ex ministro della Difesa stamane a 24 Mattino su Radio 24. "Lasceremo l'appartamento nel tempo che ci sarà dato per fare un trasloco e mettere a posto la mia vita da un'altra parte. Sona una cittadina come gli altri, chiedo e pretendo rispetto", ha dichiarato.

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E ha aggiunto: "La vicenda è stata strumentalizzata, io mi sono attenuta alle regole. Di Maio con cui ho parlato ha capito le mie ragione". L'ex ministro non ha nascosto l'amaro in bocca: "Mi è spiaciuto che prima di giudicare nessuno mi ha chiamata per sapere come stavano le cose. La mia colpa è essere una persona perbene". 

Il palazzo nel quartiere San Giovanni dove abita l'ex ministro Trenta (LaPresse)

Continua la difesa della Trenta: "Si sta lasciando passare l'idea che l'ex ministro abbia mantenuto la casa di servizio: è falso. Quell'alloggio è stato assegnato temporaneamente a mio marito. Ci dormo perchè sono la moglie. E' stato assegnato a mio marito perché lo prevede un regolamento, ha le caratteristiche per usufruire di quella assegnazione", ha aggiunto.

Infine l'affondo: "Mentre c'è Venezia che affoga, e sappiamo il motivo, si parla per giorni sul nulla di un ex ministro. Vorrei che la stampa avesse un ruolo diverso".