Il governo Draghi avrà quasi certamente una caratura anche ‘politica’, come chiedono i partiti, non solo ‘tecnica’. Dunque, l’ex governatore della Bce dovrà rinunciare, almeno in parte, a un dream team di super-tecnici e dovrà cedere ad alcuni desiderata dei principali partiti che ne sosterranno lo sforzo. Se la Lega di Salvini ci sarà, entrerà con due ministri, probabilmente Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia. In caso contrario, tutto tornerà in gioco. Consultazioni: il...

Il governo Draghi avrà quasi certamente una caratura anche ‘politica’, come chiedono i partiti, non solo ‘tecnica’. Dunque, l’ex governatore della Bce dovrà rinunciare, almeno in parte, a un dream team di super-tecnici e dovrà cedere ad alcuni desiderata dei principali partiti che ne sosterranno lo sforzo. Se la Lega di Salvini ci sarà, entrerà con due ministri, probabilmente Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia. In caso contrario, tutto tornerà in gioco.

Consultazioni: il calendario del secondo giro

Governo Draghi: l'ok della Lega spiazza il Pd

Per il Pd sono sicure almeno due, se non tre, caselle: Dario Franceschini (Beni culturali) e Lorenzo Guerini (Difesa) e anche l’attuale vicesegretario dem, Andrea Orlando, forse all’Ambiente. Per i 5 Stelle è quasi certa la riconferma del ‘vero’ capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, alla Farnesina, ma anche del ministro allo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, sebbene in un’altra casella. Si parla molto del possibile coinvolgimento del premier dimissionario, Giuseppe Conte, ma col passare delle ore la possibilità sfuma sempre più. Difficile il coinvolgimento al governo del segretario dem, Nicola Zingaretti: in caso entrasse andrebbe agli Interni.

Le quotazioni di Roberto Gualtieri all’Economia, dicastero nevralgico nel futuro governo e che Draghi seguirà passo passo, sono ridotte al lumicino, ma a sostituirlo non dovrebbe essere Fabio Panetta: buon amico di Draghi, resterà dov’è perché l’Italia, ove Panetta se ne andasse, perderebbe l’unico membro italiano alla Bce.

I nomi che girano per il Mef sono sempre gli stessi (Scannapieco, Ignazio Visco e Vittorio Colao), ma torna a salire l’ipotesi di chiedere al commissario Ue, Paolo Gentiloni, un ‘sacrificio’ per farlo tornare in Italia. E piazzare, al suo posto, proprio Conte. Altri nomi non politici riguardano invece gli Interni (Luciana Lamorgese) e la Giustizia (Marta Cartabia).

L’ingresso di LeU in maggioranza, a causa della probabile presenza della Lega, è in bilico, ma nel caso la sinistra continuasse a restare al governo il nome è uno solo: Roberto Speranza alla Salute. Dentro FI dovrebbe toccare ad Antonio Tajani poter ambire al dicastero dello Sviluppo economico (delicata però la questione a causa della sovrapposizione con il dossier tv cari a Berlusconi), oppure agli Affari europei. Italia Viva dovrebbe confermare Teresa Bellanova o proporre Ettore Rosato. Azione punta su Carlo Calenda.