Domenica 14 Luglio 2024
ELETTRA BERNACCHINI
Politica

Tolkien, il mito della nuova destra italiana celebrato nella mostra di Roma

Un connubio che ha radici negli Anni ‘70 e che la premier Giorgia Meloni ha saputo sfruttare nel dibattito culturale con gli avversari politici

Giorgia Meloni in visita alla mostra di Tolkien a Roma (Ansa)

Giorgia Meloni in visita alla mostra di Tolkien a Roma (Ansa)

Fino all'11 febbraio 2024 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma sarà possibile far visita alla mostra "Tolkien. uomo, professore, autore". Sono passati cinquant'anni dalla morte del linguista, scrittore e filosofo britannico, e sono cinquant'anni che in Italia l'immaginario delle sue celebri opere – "Il Signore degli Anelli", "Lo Hobbit", "Il Silmarillion" – si associano alla storia di una parte della destra italiana, quella oggi espressa dal presidente del consiglio Giorgia Meloni. L'origine di questo accoppiamento sta in un'interpretazione ideologica, e quindi inevitabilmente parziale e viziata, della poetica tolkeniana, che trova ancora riscontro nella dialettica politica odierna. "Stupiscono le polemiche dei soliti noti sull'organizzazione della più grande mostra mai dedicata in Italia all'autore di uno dei libri più venduti e amati della storia della letteratura. Dimostra il nervosismo di chi ha pensato che la cultura gli appartenesse, che potesse essere appannaggio di una parte politica e non di tutti", ha scritto la premier sui social.  

La prima edizione italiana

La prima traduzione italiana del "Signore degli Anelli" esce nel 1970 con la prefazione, voluta dall'editore Edilio Rusconi, a firma dell’intellettuale Elémire Zolla, vicino in qualche modo alla corrente ideologica della Nuova Destra. A grandi linee, nella lettura simbolica che Zolla fa di uno dei racconti capostipiti del genere fantasy, la lotta di Frodo Baggins e compagni contro le forze oscure che hanno forgiato l'Anello del Potere diventa lo scontro tra il progresso tecnologico che vorrebbe tutti assoggettati e obbedienti nei confronti di un'autorità quasi impalpabile e imposta dall'alto (oggi un esempio potrebbe essere "l'Europa" burocrate) e la fedeltà a una tradizione identitaria fatta di purezza, ordine e spiritualità (ad es. i valori cattolici).  

Il contesto storico

Questa pubblicazione avvenne in un momento in cui, nel pieno degli Anni di Piombo, le nuove leve del Movimento Sociale Italiano sono in cerca di una rinnovata legittimazione alternativa a quella ereditata dal fascismo. In un estratto del libro "L'anello che non tiene" del 2003, pubblicato sul blog minima&moralia, si legge: " Si sviluppa, insomma, una fitta rete di attività culturali accomunate da un richiamo almeno esteriore all’opera di Tolkien, funzionale a veicolare il messaggio ideologico e i valori politici del movimento anche al di fuori dell’ambiente cui normalmente si riferisce e rompere l’isolamento culturale in cui era rimasto per trent’anni".  

Da i Campi Hobbit ai Raduni della Contea

Su questo humus si sviluppano i semi che nel 1977 portano alla realizzazione, al campo sportivo di Montesarchio (Benevento), del primo "campo hobbit", promosso da diversi dirigenti del Fronte della Gioventù facenti capo all'area ispirata a Giuseppe Rauti. Dibattiti, musica, cultura, socialità: era la risposta agli eventi di piazza organizzati dei movimenti extraparlamentari di sinistra. La formula funziona e se ne organizzano altri quattro fino al 1991, l'ultimo avvenuto al Castello di Santa Severa. Successivamente le iniziative continuano, con nomi e forme diverse a seconda dei casi (uno su tutti "Raduno della Contea"), e alla riflessione puramente ideologica si somma mano mano la necessità di alimentare il network tra giovani militanti di destra (e nerd). È nel 1995 che avviene la svolta di Fiuggi e la nascita di Alleanza Nazionale per mano del segretario Gianfranco Fini.  

Giorgia "Samwise" Meloni

In un contesto del genere si forma la diciottenne Giorgia Meloni, insieme ai fratelli e alle sorelle di politica. A questo punto, l'orizzonte culturale e simbolico fatto di elfi, re degli uomini, druidi e hobbit diventa non solo un'ispirazione ideologica ma anche una questione di appartenenza e autoaffermazione generazionale. E a spuntarla tra tutti i personaggi non sono Aragorn, Gandalf, Gimli o Legolas ma l'insospettabile Sam. Come si legge nell'autobiografia "Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee": "Senza di lui Frodo non avrebbe mai compiuto la missione. Sa che non saranno le sue gesta a essere cantate in futuro, ma non è per la gloria che rischia tutto. 'Sono le piccole mani a cambiare il mondo'". Poco importa se i conti non tornano del tutto quando si tratta di aderire alla figura storica di John Ronald Reuel Tolkien e al messaggio trasmesso nelle sue opere.  

La premier nerd

Dai tempi in cui usava il nickname della draghetta "Khy-ri" per chattare su Undernet – una delle prime community online per appassionati di fantasy – al messaggio della sorella Arianna dopo la vittoria di FdI alle elezioni politiche del 2022: "Ti accompagnerò sul monte Fato a gettare quell’anello nel fuoco, come Sam con Frodo", Giorgia Meloni ha sposato l'epica tolkeniana così come è stata trasmessa dai "figli" di Giorgio Almirante e la sfrutta ancora oggi, da accorta conoscitrice della materia, per sfidare gli avversari politici sul campo della cultura, proprio come avvenne negli Anni 70. Un ulteriore salto in avanti è già stato fatto, basta pensare alla scelta di chiamare la manifestazione di Fratelli d'Italia "Atreju", come l'eroe del romanzo "La Storia Infinita", che insieme al piccolo Bastian salva il mondo di Fantàsia dalla minaccia di distruzione del Nulla. L'anno prossimo saranno quarant'anni dall'uscita del film tratto dal romanzo di Michael Ende, chissà che il ministro Sangiuliano non abbia in serbo qualche sorpresa.

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