Una manifestazione a favore della Tav Torino-Lione (ImagoE)
Una manifestazione a favore della Tav Torino-Lione (ImagoE)

Un dato è evidente: gli italiani conoscono la Tav. Meglio: sanno di che cosa si parla quando viene narrato il romanzo (a puntate...) dell’Alta Velocità. Le tematiche inerenti alla Torino-Lione è praticamente conosciuta da tutti: dal 97% degli elettori della Lega al 98% dei votanti Pd. Insomma, di italiani ignari praticamente non v’è traccia. Il dato non sorprende più di tanto perché in questo caso conta la potenza mediatica: il pressing di giornali, televisioni, radio, Internet e via elencando verso i cittadini su questo tema è fortissimo e perciò diventa un tema prioritario anche per la popolazione. 

Tav, il sondaggio di Noto

Inoltre, non va trascurato assolutamente il fatto che la discussione sulla Tav Torino-Lione è percepita come decisiva, oltre che divisiva, per questo governo e, se non verrà trovato un accordo, si rischia la crisi ancora prima che Conte possa spegnere la sua prima candelina a Palazzo Chigi. Dunque, ruolo dei media decisivo.

Ma prima di entrare nel dettaglio, è bene tener presenti due fattori. La pubblica opinione non ne vuol sapere di governi instabili (e su questo tema torneremo più avanti) e, in generale, è favorevole nella stragrande maggioranza dei casi alle Grandi Opere. Si potrebbe pensare che questa opinione sia derivante dalla possibilità di creare posti di lavoro. Sentimento, questo, assolutamente vero, ma non decisivo. Gli italiani sono affamati di modernità e quindi sono a favore, dalle Alpi alla Sicilia, anche, per esempio alla Linea Alta Velocità Napoli-Bari (60%) e alla possibilità di collegamenti veloci in tutto il Sud (63%). Insomma la mobilità non è una questione che riguarda solamente una parte del Paese. Stesso discorso va fatto, ovviamente, anche per il Brennero e altre Grandi Opere. L’italiano chiede sviluppo. 

Pertanto il 62% è a favore della realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione, il 22% contrario. Le cifre variano: dai leghisti compatti (84 per cento di Sì), al Pd ancor di più (87 per cento), agli azzurri di Forza Italia (dove i Sì arrivano al 63). La percentuale si abbassa drasticamente, ovviamente, tra gli elettori 5Stelle. In questo caso è però da registrare che il 20 per cento è comunque favorevole. Si arriva quindi a un tema caldissimo e di estrema delicatezza: può essere decretata su questo tema la fine dell’esecutivo oppure si può ritenere ragionevole un appoggio di parte dell’opposizione? Insomma, si può andare avanti anche senza il voto dei 5Stelle e con il consenso di democratici e azzurri? Su questo punto gli italiani eccellono in razionalità. E non si scandalizzano affatto se la soluzione, se il ‘deus ex machina’ proviene dai banchi della minoranza purché si realizzi la Tav.

E in caso di crisi di governo quale sarebbe la soluzione migliore? Anche qui, i cittadini mostrano di non tollerare vuoti di potere. Qualcuno che comanda ci vuole. Quindi, invece di situazioni non chiare, molto meglio andare al voto

Da notare come l’ipotesi ‘governo tecnico’ sia quanto di più lontano dai desideri della gente: dall’esecutivo Monti in poi è sempre stato così. Ma chi sarebbe il responsabile di un’eventuale crisi? Le colpe ricadrebbero più su Di Maio che su Salvini. Questo dato è in sintonia con il fatto che il 70% degli italiani è a favore della Tav e quindi vede le maggiori responsabilità nel principale leader che invece si dichiara contrario.

* Il sondaggio, realizzato da Noto Sondaggi per Quotidiano nazionale, è stato condotto l'8 marzo  2019. Estensione territoriale: nazionale. Campione: Panel Omnibus rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Tecnica di somministrazione delle interviste: Tempo Reale. Consistenza numerica del campione: mille. Rispondenti 92%