Tav, Matteo Salvini al Senato dopo il voto sulle mozioni (foto Ansa)
Tav, Matteo Salvini al Senato dopo il voto sulle mozioni (foto Ansa)

Roma, 7 agosto 2019 - Resa dei conti nella maggioranza. Il Senato ha votato oggi le mozioni sulla Tav Torino-Lione. Passano quelle favorevoli, di Partito Democratico, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Bonino. Bocciata la risoluzione contraria del Movimento 5 Stelle. Un atto che intendeva "impegnare il Parlamento, non il governo", avevano premesso i grillini. Ma per Salvini la posizione dei Cinque Stelle è la cartina di tornasole che certifica la rottura all'interno dell'esecutivo. Ieri il leghista aveva alzato il tiro: basta litigi su Tav e manovra, avvertiva, oppure si torna alle urne. Al di là dell'esito, scontato, del voto, ora si misureranno le conseguenze politiche.

Intanto l'assemblea congiunta dei parlamentari M5S, che doveva cominciare stasera, è stata rinviata. Il capo politico Luigi Di Maio è rimasto a Palazzo Chigi. I parlamentari pentastellati sono arrivati a Palazzo Madama alle 21 circa e, dopo circa un'ora, stanno lasciando a piccoli gruppi l'edificio.

Vertice Conte-Salvini

Intanto Salvini in serata si è recato a Palazzo Chigi per un incontro con il premier Giuseppe Conte. Dopo circa cinquanta minuti  il leader leghista ha lasciato Palazzo Chigi. Fonti del Carroccio definiscono il colloquio tra i due "lungo, pacato e cordiale". 

A quanto si apprende da fonti della maggioranza, il summit avrebbe prodotto un accordo di massima per rivedere la squadra di governo. Il segretario della Lega più volte aveva puntato il dito contro i ministri Danilo ToninelliElisabetta Trenta, e Sergio Costa. Sembrano questi i primi ruoli che saranno sostituiti, non necessariamente con nomi del Carroccio. 
Da qualche voce di corridoio arrivano rumors anche sul ministro dell'Economia, Giovanni Tria, sul quale Salvini ha avuto da ridire nelle ultime settimane. Stando sempre alle fonti, Luigi Di Maio, nel pomeriggio, ha avuto colloqui separati con Conte. 

Su queste congetture però arriva da Sabaudia la doccia fredda: Salvini, durante il comizio che avrebbe dovuto contenere un 'annuncio importante', chiarisce di non volere "rimpasti e rimpastini" anche se dice anche che nel governo "qualcosa si è rotto" e che a lui non piace "scaldare le poltrone".

La posizione dei 5 stelle

Da parte loro i 5 stelle sarebbero pronti a dare il via al rimpasto, ma non a cedere sui dossier (reddito di cittadinanza, salario minimo), perché poi - è la convinzione - il leader leghista alzerebbe sempre più l'asticella. Di Maio ha affidato la risposta a Salvini a un post su Facebook. "Qualunque sarà la conseguenza noi siamo orgogliosi del nostro NO a un`opera come la Torino-Lione, un`opera nata vecchia, di 30 anni fa, senza un futuro. Un`opera che vogliono solo Bruxelles e Macron". Domani i due potrebbero avere un faccia a faccia di chiarimento.

Lega: "M5s vota contro? Conseguenze nei prossimi giorni"

RISULTATO DEL VOTO: NO TAV SULLE BARRICATE - Questi i voti incassati stamani dalle varie mozioni: M5s 110 sì, 181 no. Pd: 180 sì, 109 no, 1 astenuto. +Europa: 181 sì, 107 no e 1 astenuto. FdI: 181 sì, 109 no e 1 astenuto. FI: 182 sì, 109 no e 2 astenuti. L'opzione di Leu, contraria alla Tav, è decaduta, in quanto ritenuta simile a quella dei pentastellati. "Con oggi cala definitivamente il sipario su un dibattito di cui avremmo fatto volentieri a meno, ma ciò che conta è che adesso la Tav è un'opera irreversibile", commenta il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Rispondono i No Tav: quella di oggi in Senato è "una sceneggiata dall'esito scontato - si legge su notav.info -. La nostra storia la scriviamo noi. Ci vediamo nella valle che Resiste!".

Governo spaccato in Aula sulla Tav

Nelle dichiarazioni di voto Massimo Garavaglia, leghista e viceministro al Mef, ha dato parere favorevole alle mozioni pro-Tav, mentre il sottosegretario Vincenzo Santangelo (M5S) si è rimesso all'Aula. Il ministro delle Infrastrutture Toninelli dichiara di aver votato contro ("non me ne frega niente nella mia poltrona, io vado sereno nell'interesse della gente"). Insomma, il governo si è diviso, così come nelle intenzioni, anche nell'urna. Il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo chiariva subito prima della chiama: "E' vero che la vostra mozione impegna il Parlamento e non il governo - ha detto rivolto ai banchi del Movimento  - ma non nascondiamoci che la questione politica resta aperta (...). Se fate parte del governo e il premier ha detto che l'opera va fatta dovete essere a favore della Tav, non ci sono alternative è una questione anche di credibilità complessiva di tutto il governo. Chi vota no alla Tav si prenderà la responsabilità politica delle conseguenze che seguiranno nei prossimi giorni e nei prossimi mesi". Vedremo quali saranno queste conseguenze.

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Consigliere piemontese M5s: "Ora tutti a casa"

Si attendono anche le future mosse del M5s. I vertici hanno finora dichiarato che la mozione parlamentare non riguardava Palazzo Chigi. Ma dall'interno del Movimento arrivano spinte diverse. "La Lega ha violato platealmente il contratto di governo. Vi prego: tutti a casa e cerchiamo di recuperare il nostro meraviglioso progetto così com'era concepito", scrive sui social Francesca Frediani, consigliere regionale M5S in Piemonte, valsusina. Hashtag #RidateciilM5S. La pasionaria No Tav sentenzia: "I Cinque Stelle hanno perso completamente la Valle. Hanno tentato di salvarsi l'anima portando questa mozione in Parlamento, ma si sapeva come sarebbe andata a finire". All'accusa di tradimento replica direttamente il fondatore Beppe Grillo: "Non avere la forza numerica per bloccare l'inutile piramide non significa essersi schierati dalla parte di chi la sostiene". 

Zingaretti: "Conte salga al Quirinale"

Il Pd diviso

Va all'attacco il Partito Democratico. "La seduta del Senato ha dimostrato in maniera evidente che il governo non ha più una maggioranza", tuona il segretario del Pd Nicola Zingaretti, ricalcando quanto già detto dalla sua vice questa mattina. Dal Nazareno filtra soddisfazione per il lavoro fatto a Palazzo Madama che ha messo in evidenza tutte le contraddizioni della compagine di governo. Dopo l'assemblea dei senatori che ieri ha dato mandato al presidente Andrea Marcucci di scegliere la strada da seguire sulle mozioni, stamane nuovi contatti tra Marcucci e Nicola Zingaretti rafforzavano l'idea di votare la mozione pro Tav presentata dal Pd. Non sono pochi, tuttavia, gli esponenti dem convinti che una astensione avrebbe reso plastica la spaccatura all'interno della maggioranza e del governo. Addirittura, per Carlo Calenda, fino all'estrema conseguenza delle dimissioni del presidente del Consiglio. "Sono felice per la mozione Pd pro Tav che ho sempre sostenuto andasse votata", scrive l'eurodeputato. "Se fosse passata quella del M5S con l'astensione delle opposizioni, la spaccatura sarebbe diventata una sfiducia politica a Conte. Ma ormai non vale più la pena parlarne", aggiunge. Ma è il tesoriere del partito, Luigi Zanda, a guidare la 'fronda' degli astensionisti: "Io personalmente sono a favore della Tav, ma ho votato per disciplina del gruppo, perché politicamente sarebbe stato molto più utile uscire dall'Aula", afferma.

Berlusconi

"Il presidente Conte si rechi immediatamente al Quirinale dal presidente Mattarella per riferire della situazione di crisi che si è creata", scrive Silvio Berlusconi in una nota. 

M5s accusa: "E' inciucio Pd-Lega"

Nel giorno del voto, si sono alzati ancora i toni. Stamani Salvini rispondeva con un tweet al ministro grillino Toninelli che in un'intervista lo definisce "un nano sulle spalle di giganti che lavorano". "Gli insulti di Renzi, della Boschi e del Pd mi divertono - scrive il vicepremier - gli attacchi quotidiani dei 5Stelle mi dispiacciono. Come si fa a lavorare così?". Del resto ieri il leghista aveva dato dell'inadeguato al collega. Che da parte sua non pensa alle dimissioni e replica: "Vado avanti sereno. Sono critiche generiche", dice prima di elencare su Facebook le opere sbloccate sotto il suo ministero. 

Il Movimento 5 Stelle ne ha per gli alleati di governo e per i dem: "Abbiamo portato il Tav in Parlamento e sono venuti allo scoperto - si legge in un post sulla pagina Facebook del Movimento -. Ma la cosa più ridicola è che la Lega li sostiene dopo che il Pd ha presentato una mozione di sfiducia su Salvini. L'inciucio è servito! Aprite gli occhi!". In effetti il Partito democratico ha modificato le parti del testo della sua mozione, su cui la Lega avrebbe votato contro chiedendo il voto per parti separate. Il grillino Airola incalza:  "Hanno riscritto la mozione per andare incontro alla Lega, e parlano di coerenza!".  

Decreto sicurezza, 5 Stelle sotto choc: siamo all'angolo

Torino-Lione, la posizione del premier Conte

Alla vigilia del voto Palazzo Chigi ricordava "che il tentativo di revisione del progetto Tav si è rivelato infruttuoso per la determinazione della Francia di proseguire nella realizzazione dell'opera e per la disponibilità della Commissione europea a integrare il finanziamento già stanziato". "Il Governo - continuava la nota -, in ragione degli accordi bilaterali già sottoscritti con la Francia e ratificati dal Parlamento italiano, non è in condizione di sottrarsi, con determinazione autonoma e unilaterale, agli impegni già assunti". "Ovviamente il Parlamento, nelle sue prerogative sovrane, potrà valutare diversamente, assumendosi la responsabilità di intraprendere un percorso finalizzato a impedire, in maniera unilaterale, la realizzazione dell'opera. La votazione sulla mozione-Tav in programma domani al Senato non prefigura in alcun modo un sindacato sull'operato del Governo né tantomeno sull'operato del presidente del Consiglio".