Matteo salvini e Danilo Toninelli (ImagoE)
Matteo salvini e Danilo Toninelli (ImagoE)

Roma, 22 febbraio 2019 - La questione della Tav Torino-Lione continua a far fibrillare il governo gialloverde. Il giorno dopo l'ok alla mozione che di fatto blocca l'opera in attesa di una 'ridiscussione' - col Pd che inalbera cartelli in Aula 'Salva Salvini boccia la Tav' - il vicepremier leghista interviene per assicurare: "Non c'è alcun blocco della Tav, c'è solo una revisione del progetto con l'obiettivo di portare a termine il progetto". Dal canto suo Toninelli sottolinea che sarebbe meglio usare i soldi "per mettere in sicurezza l'esistente". Intanto il governatore Chiamparino verifica la possibilità di indire un referendum sulla Tav a livello regionale. E Salvini gli risponde in diretta: "Ai referendum siamo sempre e comunque favorevoli".

"Faccio e farò tutto il possibile"

SALVINI - Intervenendo a 'Mattino 5', Salvini ribadisce la sua posizione sull'alta velocità: "Faccio e farò tutto il possibile perché la Tav si faccia, il progetto può essere rivisto e si possono risparmiare dei soldi, ma il treno inquina meno e costa meno delle auto".
Al momento però i cantieri si fermano. "Erano già fermi - precisa Salvini - e spero ripartano prima possibile". E bolla come "una sciocchezza planetaria" il presunto scambio di favori tra Lega e 5 Stelle tra caso Diciotti e Tav.  "Vogliono processarmi, indagarmi: facciano pure. Devo essere processato perché ho difeso i confini della sicurezza del mio Paese? Avanti, si accomodino. Io continuo a fare il ministro e vado avanti come un treno senza avere paura di niente e di nessuno", ha concluso Salvini.

E il leader leghista insiste: nel contratto di governo con il Movimento 5 stelle non c'è il blocco della Tav: "c'è la revisione del progetto con l'obiettivo di andare avanti e di finire il progetto". E attacca: "è un dibattito che alimentate voi giornalisti. Io ripeto quello che dico da mesi: faccio e farò tutto il possibile perché la Tav si faccia". 

"Nessuno scambio Diciotti-Tav"

TONINELLI - Dal canto suo il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, a Radio 24 garantisce che l'ipotesi di uno scambio tra M5s e Lega sul voto per il caso Diciotti e la Tav "è una barzelletta, non abbiamo l'impostazione umana di mettere sul tavolo cose differenti, un conto è la Diciotti, un conto il resto, non siamo il Partito democratico. E questa non è una battuta". 

E nel merito ripete: l'analisi costi-benefici sul Tav "è di natura scientifica e i dati io non li posso confutare. Non rappresenta una valutazione politica - aggiunge - la politica viene dopo, e dopo aver visitato le strade groviera che ci sono in Italia, gli 8 miliardi e 100 del Tav preferirei usarli per mettere in sicurezza l'esistente".
E continua:  "Prima dell'analisi costi-benefici ho dedicato molti giorni a fare sopralluoghi personali di cantieri e sono una groviera. Abbiamo tanti miliardi impegnati in una galleria che costa all'Italia 3,5 miliardi per la parte italiana e 4,6 per l'altra parte per un totale di 8 miliardi e 100, preferirei usarli per mettere in sicurezza l'esistente. Non sto dicendo che quell'opera non serve in termini assoluti, ma non p al primo posto nell'ordine di priorità". 

"Se Salvini vuole essere coerente sblocchi i bandi"

CHIAMPARINO - Intanto il tema della Tav torna nell'aula del Consiglio regionale del Piemonte:  il governatore Sergio Chiamparino ha inviato una lettera al presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti in cui chiede di fare comunicazioni sulla Tav nella seduta di martedì, "anche al fine di verificare la possibilità di indire una consultazione popolare sull'opera".

"Martedì in Consiglio regionale porterò la richiesta di una consultazione popolare, perché i cittadini possano liberamente pronunciarsi - ha spiegato il governatore - Salvini continua a mentire e a prendere in giro i piemontesi e gli italiani. Se vuole essere coerente sblocchi i bandi, tutto il resto sono balle". E ancora: "Salvini dice che non c'è blocco dell'opera, quando il governo ha chiesto fin dall'autunno a Telt di non avviare i bandi, mettendo a rischio concreto i contributi europei e la realizzazione della Tav. Dice che i cantieri sono già fermi, mentre sul versante francese si continua a scavare il tunnel di base, giunto ormai a oltre 7 chilometri, e si fermerà presto proprio per il blocco dei nuovi bandi", ha concluso.

"Mandiamo subito a casa i 5 stelle"

BERLUSCONI - "La Tav va fatta. Non è solo la Torino-Lione, è un'infrastruttura molto grande e complessa", dice Silvio Berlusconi da Cagliari. E quando gli chiedono se occorra fare un referendum come proposto dal governatore piemontese Chiamparino, l'ex premier replica: "Un referendum, non so se serva o meno. Adesso serve mandare subito a casa questi signori dei cinquestelle che sono una vera e propria iattura per tutti...".

"Da Toninelli colossale bufala"

FASSINO - Dal Pd attacca l'ex sindaco di Torino: "Toninelli ha una radicata tendenza a raccontare bugie, continuando a far credere - come ha fatto ancora in queste ore - che il blocco della Tav consentirebbe di risparmiare 8 miliardi da spendere altrove. E' una colossale bufala perché il costo dell'opera per l'Italia è di 4.7 miliardi. E peraltro bloccare l'opera già avviata costerebbe - tra penali e ripristini - non meno di 3 miliardi. Gli 8 miliardi di risparmi sono una pura invenzione. Così come è una penosa bugia rappresentate come obiettiva e indiscutibile la analisi costi-benefici".

"L' unica verità - sostiene Fassino - è che Toninelli e 5stelle sono mossi da in pregiudizio ideologico e pauperistico contro la Tav e per paura di perdere la faccia".

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