I grandi corridoi di trasporto in Europa (Ansa)
I grandi corridoi di trasporto in Europa (Ansa)

Roma, 6 dicembre 2018 - Il conto (salato) rischia di arrivare fino a 1,2 miliardi. Il tesoretto da restituire alle casse di Bruxelles è l'altra faccia dello stop alla Tav, l'Alta velocità tra Torino e Lione, con i bandi bloccati almeno fino al 2019. La cifra è la somma dei contributi già incassati da Roma e di quelli previsti da qui fino al 2020. Poi ci sarebbero fondi previsti per il periodo 2021-2027 (quando la quota di confinanziamento dell'Ue passerà dal 40 al 50%). In caso di blocco definitivo dell'opera l'Italia perderà pure quelli. Nello scenario No Tav, la restituzione dei denari già incassati rischia di essere la beffa finale. 

L'EUROPA - "La Commissione Ue non può escludere di chiedere all'Italia di ripagare i contributi già avuti se i fondi non possono essere ragionevolmente spesi in linea con le scadenze dell'accordo di finanziamento", ha affermato un portavoce della Commissione Ue ribadendo il mantra di Bruxelles: "Usare o perdere i fondi". Dall'Unione, almeno per il momento, di più non si dice. "Non si può indicare una cifra - ha aggiunto il portavoce della Commissione -. Ma speriamo questo non succeda perché pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante".

TONINELLI - Nei giorni scorsi, il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, aveva chiesto insieme alla collega francese Elisabeth Borne di rinviare i bandi di gara all'anno prossimo. La lettera siglata dai due ministri era arrivata negli uffici di Telt, la società italo-francese incaricata di realizzare e poi gestire la nuova ferrovia. Era anche partita la richiesta alla Commissione Ue di definire un nuovo calendario.

LE CIFRE - Le parole del portavoce confermano che da Bruxelles hanno intenzioni diverse. Secondo le prime indiscrezioni, il conto che verrebbe presentato al governo di Roma potrebbe arrivare a 1,2 miliardi tenendo conto delle risorse nel bilancio Ue ancora disponibili per la Tav fino al 2020. Fondi che andrebbe cancellati. I fondi del bilancio comunitario già versati all'italia per la Tav sono di circa 500 milioni. Soldi che, in caso di mancata realizzazione, andrebbero ripagati. Nel dettaglio per il periodo di bilancio 2007-2013, l'Ue ha effettuato esborsi parti a 370 milioni, a cui si aggiungono i 120 milioni già pagati per il periodo 2014-2020.

Poi, come detto, ci sono i 694 milioni disponibili fino al 2020. Addio anche a quelli. Al conto, infine, andrebbero aggiunte le risorse del periodo di bilancio 2021-2027 quando la quota di cofinanziamento a carico dell'ue dovrebbe passare dal 40% al 50%. Così il conto dell'addio alla Tav rischia di superare anche le previsioni più pessimistiche. Il ministro Toninelli su Twitter ha predicato calma: "Tutto l'iter sarà gestito in condivisione con la Francia e nel rispetto del contratto di governo. Non verranno sprecati soldi pubblici e anzi saranno utilizzati al meglio", ha detto il ministro.