Roma, 7 marzo 2019  - Matteo Salvini: "Io sulla Tav vado fino in fondo. Vediamo chi ha la testa più dura". Luigi Di Maio: "Salvini viola il contratto di governo e minaccia la crisi? E' da irresponsabile". Va in scena in serata lo scontro più duro mai consumato nel governo gialloverde. E il motivo del contendere è l'alta velocità Torino-Lione, su cui le posizioni di Lega ed M5s restano le stesse anche dopo il vertice fiume di ieri. Posizioni inconciliabili che portano con sé venti di crisi di governo. Il Movimento 5 Stelle vorrebbe fare un decreto per fermare i bandi sulla Tav, ma la Lega non ci pensa neppure. Di tempo per decidere ce n'è poco: lunedì si riunirà il Cda di Telt che deve decidere sul via libera ai bandi da 2,3 milioni di euro. Se non partiranno, Bruxelles taglierà a marzo 300 milioni sugli 813 di finanziamento. Da parte sua il premier Conte sembra sbilanciarsi per il No: se il cantiere dovesse partire subito, si "batterebbe" contro, ha detto. 

I 5 stelle non cedono di un millimetro e Luigi Di Maio, all'assemblea  serale dei parlamentari M5s ha dichiarato tra gli applausi: "Non sono disposto a mettere in discussione il nostro no alla Tav". Toninelli aggiunge: "L'analisi costi-benefici è inconfutabile, lo stato di avanzamento lavori è zero".

E' in serata che arriva, dopo molte ore di silenzio, la posizione del leader leghista Matteo Salvini, che a 'Dritto e rovescio' su Rete4 scandisce: "L'Italia ha bisogno di infrastrutture, strade e treni. La Tav va fatta, nessuno mi farà cambiare idea". Le sue parole sono un crescendo:  "nessun ministro della Lega firmerà per fermare i lavori", minaccia lanciando la sfida al vicepremier a 5 stelle: "Vediamo chi ha la testa più dura". Replica al veleno di Di Maio: "Oltre a forzare una violazione del contratto Salvini minaccia pure di far cadere il governo? Io questo lo considero un comportamento irresponsabile".

Infine a tarda sera  esce un comunicato della ministra dei Trasporti francese, che si dice "aperta a una discussione fra partner".

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CONTE: FORTI DUBBI SULL'OPERA - Per il premier Conte "alla luce dei forti dubbi sul progetto, è d'obbligo procedere a una interlocuzione con i partner, Francia e Ue". I dubbi sono quelli che emergono dall'analisi costi benefici, che Conte - "dopo perplessità iniziali" - ritiene "fondata". La conclusione è che "se dovessimo cantierizzare il progetto oggi mi batterei perché non fosse realizzato". Il presidente del Consiglio ha sintetizzato la sua linea in una lunga conferenza stampa oggi pomeriggio, con una premessa: le decisioni "non saranno dettate da preconcetti ideologici, tattici o emotivi". Sui bandi, che dovrebbero essere avviati dalla società italo-francese Telt lunedì prossimo, c'è ancora "stallo", riconosce il premier. Stallo dovuto alle diverse posizioni delle due forze di governo. "Scioglieremo la riserva nelle prossime ore". 

Una delle perplessità di Conte riguarda le tempistiche di realizzazione. "Dobbiamo considerare che l'opera dovrebbe terminare nel 2013 ma chi si occupa di queste cose sa che quella data è una chimera. E anche a non voler considerare la lievitazione dei costi noi ci ritroveremmo comunque in una fase temporale in cui il sistema dei trasporti si sarà evoluto e c'è il rischio che l'opera si riveli poco funzionale rispetto al sistema dei trasporti con cui avremo a che fare". Un altro interrogativo è sul criterio di finanziamento: "Quest'opera è finanziata in buona parte dall'Italia, in misura più modesta dalla Francia e poi dalla Ue. Il fatto che ci sia un'iniqua ripartizione oneri è stata giustificata dal fatto che la nostra tratta è più contenuta. Ma al momento non risultano opere nazionali francesi". 

"Il nostro no alla Tav non è in discussione"

DI MAIO,TONINELLI, PARAGONE  - Nel corso della riunione serale dei parlamentari 5 Stelle a Montecitorio, Di Maio fa la voce grossa: "Non sono disposto a mettere in discussione il nostro no alla Tav", avrebbe detto tra gi applausi. E ancora: "Per me fa fede l'analisi Mit, che dice che è negativa l'opera". Quindi, "per noi i bandi devono essere sospesi proprio perché stiamo ridiscutendo l'opera, come previsto dal contratto".

Prima dell'assemblea il capo politico ha scritto a deputati e senatori pentastellati: "Per fermare il Tav ci sono due passaggi - si legge nel messaggio -. Il primo è quello del blocco dei bandi (sui quali bisogna decidere entro questo lunedì) e ciò può avvenire o tramite una delibera del consiglio dei ministri o tramite un atto bilaterale Italia - Francia che intervenga direttamente sul Cda di Telt ( la società italo francese che gestisce gli appalti del Tav)". Ma per lo stop definitivo serve "un passaggio parlamentare". 

Il ministro Toninelli è sulla stessa lunghezza d'onda: "L'analisi costi benefici è inconfutabile", ha detto alla riunione pentastellata. E avrebbe aggiunto: "Lo stato di avanzamento dei lavori definitivi è zero. La Francia non ha alcuna intenzione di finanziare la sua tratta prima del 2038. Cade quindi la motivazione per finanziare il tunnel di base. Siamo noi col nostro sforzo ad aver finora garantito a Telt che partano i bandi".

In serata, DI Maio replica a Salvini: "Abbiamo solo chiesto la sospensione dei bandi per un'opera vecchia di 20 anni, lo abbiamo chiesto perché previsto dal contratto siglato tra M5S e Lega. E cosa fa Salvini? Oltre a forzare una violazione del contratto minaccia pure di far cadere il governo? Se ne assuma le responsabilità di fronte a milioni di italiani". "Sono davvero sbalordito da questa minaccia di crisi di governo - aggiunge DI Maio - Il movimento cinque stelle è compatto. Questo è un momento in cui ci sono milioni di italiani che aspettano di essere risarciti perché truffato dalle banche, e altri attendono il reddito di cittadinanza. E Salvini minaccia una crisi di governo? Mi pare un atteggiamento irresponsabile".

E Gianluigi Paragone: "Se Salvini vuole far cadere il governo sulla Tav lo farà cadere lui. Noi lo vogliamo salvare. La Tav la vuole Salvini, Berlusconi e Zingaretti, la maggioranza ce l'hanno. Il Movimento 5 stelle non farà nessuno buco nella montagna. Se il governo pensa di andare avanti con il buco nella montagna se lo scorda".

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"La Tav va fatta, nessuno mi farà cambiare idea"

SALVINI -  Oggi "sono andato a Potenza: quattro ore di macchina, quattro ore di treno. Questo mi rende ancora più certo che l'Italia ha bisogno di più infrastrutture, strade e treni. di sbloccare, aprire e scavare. Non si può tornare indietro, bisogna andare avanti", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a 'Dritto e rovescio' su Rete4. Insomma, "la Tav va fatta, nessuno mi farà cambiare idea". 
Ma sulla possibile crisi di governo è cauto: "Non sono uno che si sposta a seconda delle convenienze o dei sondaggi. Conto di continuare a fare il ministro con questa formazione, a meno che i 'no' diventino i troppi". E rispetto al 'no' di Di Maio: "Vediamo chi ha la testa più dura, io sono cocciuto e sono pronto ad andare fino in fondo". Ma quindi il governo cadrà? "Farò di tutto - ha risposto - affinché non accada".

Per tagliare la testa al toro: "Nessun ministro della Lega firmerà per fermare i lavori - minaccia Salvini - Ci sono posizioni diverse tra Lega e 5S, io sono favorevole e loro contrari. Ma abbiamo speso dei soldi per scavare chilometri di tunnel sotto una montagna - aggiunge - Il treno è più veloce e sicure e nessuno mi farà mai cambiare idea su questo. Spero che nelle prossime ore si riparta" con i lavori. Salvini continua sfidando apertamente i 5 stelle: "Se qualcuno mi dice che non servono i treni, non serve aiutare gli imprenditori, gli agricoltori e i pendolari e va fino in fondo, anche io vado fino in fondo perché l'Italia non può rimanere scollegata dal resto d'Europa".

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FRANCIA: APERTI A DISCUSSIONE - "La Francia ha sempre rispettato l'auspicio del governo italiano di una riflessione" sul progetto Tav ed è "aperta a una discussione fra partner". A ricordarlo  è un comunicato diffuso in serata dalla ministra dei Trasporti, Elisabeth Borne. Nel comunicato, si propone il "lancio di bandi per il proseguimento dei cantieri", "consentendo di rispettare il tempo di riflessione auspicato dall'Italia pur preservando i finanziamenti europei".

LETTERA UE - Sulla questione Tav pesa la posizione Ue, principale finanziatore dell'opera: da Bruxelles filtra la notizia che la Commissione europea sarebbe pronta a inviare una nuova lettera all'Italia per ricordargli che l'eventuale 'no' alla Tav comporterà la violazione di due regolamenti Ue del 2013 e la perdita di circa 800 milioni di cui 300 milioni entro marzo e il resto successivamente. Oggi un portavoce della Commissione Ue, riguardo all'ipotesi di una lettera in arrivo dall'Ue al Governo italiano, ha ribadito: "La nostra posizione sulla Tav non è cambiata".