Il cantiere della Tav in Francia (Ansa)
Il cantiere della Tav in Francia (Ansa)

Roma, 19 febbraio 2019 - Ridiscutere integralmente il progetto della linea dell'alta velocità Torino-Lione, nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia. E' questa la mozione sulla Tav, che rimanda al contratto di governo, firmata dai capigruppo alla Camera di M5s e Lega, Francesco D'Uva e Riccardo Molinari. Mozione che l'Aula di Montecitorio sarà chiamata a votare domani insieme a quella "sì Tav" presentata da Forza Italia.

La maggioranza quindi sceglie di non scegliere, nonostante l'ultimatum dell'Unione Europea che minaccia la revoca dei fondi. "Se la maggioranza approverà questa mozione, sarà come mettere una pietra tombale sulla Torino-Lione", dice il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. Molinari però chiarisce che "la posizione della Lega resta sempre la stessa: richiamiamo il contratto di governo che ci impegna a valutare come realizzare quest'opera nel rispetto degli accordi internazionali". Nessuno stop all'opera, insomma, spiega il Carroccio.

Intanto le opposizioni attaccano parlando di uno scambio di favori tra gli alleati di di governo, dopo il caso Diciotti e il no a procedere contro il ministro dell'Interno. "L'Italia butta via miliardi, sviluppo, posti di lavoro. Per un processo scansato. Per una poltrona salvata", scrive Emanuele Fiano della presidenza del gruppo Pd alla Camera su Twitter. Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, parla di una mozione "incomprensibile e inaccettabile", mentre la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni di "condanna dell'Italia a far parte del terzo mondo". Critico anche il sistema delle imprese, che chiede di ritirare la mozione.

Nel testo della mozione si ricorda, fra l'altro, tutto l'iter facendo anche riferimento all'analisi costi-benefici chiesta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha dato mandato di predisporre una nuova valutazione dell'adeguamento dell'asse ferroviario in questione. Obiettivo dell'analisi consentire "un'allocazione delle risorse più efficiente per supportare il procedimento decisionale, con cognizione di causa, se attuare o meno una proposta di investimento o se optare per eventuali alternative", si legge ancora. I due paesi, con il ministro Danilo Toninelli e l'omologa francese, nel contempo, hanno firmato "congiuntamente una lettera per posticipare i bandi di gara relativi al tunnel di Base. Un iter, secondo quanto espresso dal ministro, che persegue "l'obiettivo di avere un rapporto di collaborazione e condivisione con la Francia e, contestualmente, con la Commissione Ue. Del resto, viene osservato, "secondo la Corte dei Conti europea, l'analisi costi benefici è per definizione lo strumento analitico utilizzato per valutare una decisione di investimento confrontando i relativi costi previsti e i benefici attesi". 

TRIA - Intanto sull'opportunità dell'opera si esprime anche il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. "Tutti i cantieri pubblici già cominciati, quelli che sono stati già oggetto di contratti, di trattati, di accordi internazionali, devono realizzarsi", risponde il titolere del tesoro a un giornalista francese della tv pubblica France 3 che gli aveva chiesto cosa pensasse del futuro della Tav. "Noi - aggiunge - non soltanto dobbiamo rilanciare gli investimenti pubblici, ma dobbiamo mandare un messaggio di serenità a tutti quelli che vogliono investire sul lungo termine in Italia".