Roma, 8 luglio 2019 - Una delle battaglie storiche dei 5 stelle - il taglio dei vitalizi - secondo il capo politico M5S è vinta. Luigi Di Maio posta su Facebook un post esultante, che rende nota la decisione della Cassazione in materia. I supremi giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione presentato dal professor Paolo Armaroli.

SCHEDA / A chi vengono tagliati e quanto

"Vi ricordate il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari che abbiamo fatto nei mesi scorsi? - scrive Di Maio - Qualcuno ha fatto ricorso per conservare il privilegio che percepiva ingiustamente da anni. Ma oggi è arrivata una bellissima notizia: la Cassazione ha bocciato il ricorso! Perché sui vitalizi e sulle indennità parlamentari decidono solo gli organi dell'autodichia, a garanzia dell'autonomia del Parlamento. E gli Uffici di Presidenza delle Camere, anche grazie ai nostri portavoce, hanno deciso di tagliare questi privilegi assolutamente iniqui".
Poi il leader grillino fa un po' di conti: "Con l'eliminazione dei vitalizi sapete quanto andremo a risparmiare? Circa 280 milioni, tra Camera e Senato, a legislatura. Soldi che invece di finire nelle tasche di pochi privilegiati potranno essere usati a favore degli italiani".

Il ministro Riccardo Fraccaro, che prima della nomina ha lavorato alla norma, la mette così: "L'abolizione dei vitalizi dei parlamentari, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, è una conquista dei cittadini italiani. Chi ancora vuole difendere gli insopportabili privilegi deve fare i conti con il cambiamento ormai inarrestabile".  "L'ordinanza emessa dalla Cassazione - prosegue Fraccaro - ribadisce l'autonomia delle Camere e stabilisce che il Parlamento è l'organo legittimato a determinare il taglio dei vitalizi secondo il principio dell'autodichia. Ci dicevano che sarebbe stato impossibile ma ancora una volta i fatti ci danno ragione".

ARMAROLI: ANDIAMO AVANTI - Da parte sua Armaroli, che aveva presentato il ricorso, commenta: la decisione della Cassazione sui vitalizi "non è negativa. Il bicchiere è mezzo pieno. Andremo avanti". Armaroli - dopo avere impugnato davanti al Consiglio di Giurisdizione della Camera la delibera del luglio scorso dell'ufficio di presidenza di Montecitorio, per effetto della quale il suo vitalizio da ex parlamentare era stato decurtato del 44,41% - chiedeva che fosse dichiarata la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario o, in subordine, di quello amministrativo. Con la decisione di oggi la Cassazione "riconosce al giudice camerale la pienezza del giudizio e la possibilità di arrivare fino alla Corte Costituzionale, il massimo della garanzia - spiega Armaroli - per questo non è negativo il giudizio di oggi. Il bicchiere è mezzo pieno", quindi "andremo avanti".

E anche  Antonello Falomi, presidente dell'Associazione degli ex Parlamentari, spiega: "La Cassazione si è limitata a stabilire chi è il giudice che ha la competenza a giudicare. Sul merito, invece, ha ribadito quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè che il vitalizio, come l'indennità parlamentare, non è un privilegio ma una garanzia. La garanzia posta dalla Costituzione a tutela dell'accesso dei cittadini alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza e del libero esercizio della funzione del parlamentare senza vincolo di mandato".