"Set, game, match", dice un big renziano che ama il tennis. "In un colpo solo – sorride un altro – Matteo si è liberato di Conte, facendolo uscire dalla porta di servizio di Chigi, ha mandato all’aria i 5Stelle, che ora si spaccheranno a metà come una mela, e ha mandato in bambola il Pd, da giorni un pugile suonato. Dai, ammetti: ha fatto un ca-po-la-vo-ro!". Al netto degli entusiasmi dei renziani doc, nell’analisi dei pasdaran del renzismo c’è: il timing, l’idem sentire tra Renzi e il Colle è impressionante. Ieri sera, all’ora di cena, dopo aver ricevuto da Fico la rinuncia al suo mandato per impraticabilità di campo, il Capo dello Stato spiega agli italiani, in diretta tv, perché non si può andare a votare. Poi rispunta fuori il suo...

"Set, game, match", dice un big renziano che ama il tennis. "In un colpo solo – sorride un altro – Matteo si è liberato di Conte, facendolo uscire dalla porta di servizio di Chigi, ha mandato all’aria i 5Stelle, che ora si spaccheranno a metà come una mela, e ha mandato in bambola il Pd, da giorni un pugile suonato. Dai, ammetti: ha fatto un ca-po-la-vo-ro!".

Al netto degli entusiasmi dei renziani doc, nell’analisi dei pasdaran del renzismo c’è: il timing, l’idem sentire tra Renzi e il Colle è impressionante. Ieri sera, all’ora di cena, dopo aver ricevuto da Fico la rinuncia al suo mandato per impraticabilità di campo, il Capo dello Stato spiega agli italiani, in diretta tv, perché non si può andare a votare. Poi rispunta fuori il suo portavoce, Giovanni Grasso, e annuncia che, per stamane, Mattarella ha convocato Draghi. Del tutto casualmente, il tweet di Matteo Renzi è istantaneo: ovviamente, trattasi di un sì entusiasta a Draghi.

Ma già una settimana fa, quando Renzi era salito al Colle per le consultazioni, a Mattarella aveva detto: perché non dare un incarico esplorativo che smini i problemi tra di noi? Ed ecco che Mattarella incarica Fico di esplorare se i cocci si possono ricomporre all’interno degli ex alleati. Poi, però, la trattativa si fa subito difficile, tutta in salita. Si parla di temi, all’inizio, ma dal tavolo convocato da Fico in via semi-permanente nella sala della Lupa di palazzo Montecitorio nessuno riesce a tirar fuori un ragno dal buco. I tavoli si susseguono ai tavoli, ma su tutti i temi cari agli italovivi, dal lavoro all’economia, dal Recovery Plan alle Infrastrutture, non ci si riesce a mettere d’accordo. Fino al diapason di ieri, lo scontro al fulmicotone sulla giustizia. Iv gioca sempre al più uno, i 5Stelle si arroccano, vanno di sponda col Pd (lato Nazareno), fanno catenaccio. Dicono no alla Bellanova al Lavoro ("c’è il veto della Cgil", spiega il Pd), alla Bonetti alla Scuola (no del M5s). Pd e M5s vogliono Bonafede e Orlando come vicepremier, "una vera provocazione" per Renzi, e tenere Conte premier. I 5Stelle si impuntano sul no alla Boschi ("Non la regge la nostra base") che dovrebbe andare alle Infrastrutture e pure su Bonafede che vorrebbero piazzare gli Interni, e via così.

La rottura viene sancita dal vertice vis a vis tra Renzi da una parte del tavolo, Zingaretti, Crimi (per conto di Di Maio) e Speranza dall’altra parte. Un’ora di riunione, gelo, male parole, recriminazioni, vola pure qualche insulto. Di fronte alla scelta cui lo stringono democrat e 5Stelle, quella da ’o svolta o rottura’, come si diceva dentro il Pci (Renzi parlerà di "niet", che ricordano quelli del Pcus…), Renzi sceglie la rottura e via tweet parla di "ex alleati".

I 5Stelle vomitano bile, il Pd erutta fiele: dal Nazareno in giù tutti i big di tutte le aree del partito urlano contro "quel pazzo irresponsabile che ci porterà alle urne". Ma, alle 21.30 Mattarella chiama Draghi. Esattamente il nome che voleva Renzi. Ora, dentro Iv, si fanno i conti: "tra Camera e Senato, il governo Draghi godrà di una solida maggioranza perché sia i 5Stelle, con 50 circa dei loro, che LeU si spaccheranno e il centrodestra, tranne Fd’I, dirà sì. Salvini ce lo ha promesso".

Nella notte, poi, già irrompono le prime dichiarazioni di peso dei 5 Stelle dopo la scelta del Colle. "Ringrazio il Presidente Mattarella ma noi siamo sempre stati chiari dicendo apertamente che il M5S avrebbe sostenuto solo un esecutivo guidato da Giuseppe Conte", twitta Riccardo Fraccaro. Ancora più chiaro il capo politico M5S Vito Crimi: "Il Movimento 5 Stelle, già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l’unico governo possibile sarebbe stato un governo politico. Pertanto non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi".