"Silvio è tornato!" gridano, di giubilo, i suoi, mentre lo vedono recarsi alle urne in discreta forma, consapevoli che la promessa "torno presto" stavolta non sarà disattesa. Anche perché insieme all’eterno Cavaliere, da poco 85 enne, tornano anche altre vecchie glorie della Seconda Repubblica. Come l’ex “re“ – o “viceré“ – di Napoli e della Campania, Antonio detto Totonno Bassolino (classe 1947, età 74 anni) che si candida a sindaco di Napoli la terza volta. Elezioni comunali: si vota fino alle 15 di lunedì Il presidente di Forza Italia si è recato al seggio della scuola di via...

"Silvio è tornato!" gridano, di giubilo, i suoi, mentre lo vedono recarsi alle urne in discreta forma, consapevoli che la promessa "torno presto" stavolta non sarà disattesa. Anche perché insieme all’eterno Cavaliere, da poco 85 enne, tornano anche altre vecchie glorie della Seconda Repubblica. Come l’ex “re“ – o “viceré“ – di Napoli e della Campania, Antonio detto Totonno Bassolino (classe 1947, età 74 anni) che si candida a sindaco di Napoli la terza volta.

Elezioni comunali: si vota fino alle 15 di lunedì

Il presidente di Forza Italia si è recato al seggio della scuola di via Fratelli Ruffini, a Milano, per votare. La novità è che Berlusconi non faceva uscite pubbliche da tempo. Prima del voto, l’ex premier è stato circondato dalla stampa e da molti curiosi, in cerca dell’immancabile selfie. Dopo aver votato, è andato a casa dell’amico, e presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, per un caffè. "Sto bene – dice il Cavaliere –, sto aspettando il risultato di alcuni esami, che credo siano tutti buoni, per riprendere la normale attività. È possibile che già da questa settimana possa tornare a Roma, dopo tanto tempo. Se penso al Quirinale? Penso non sia il caso di parlarne fino a quando c’è un presidente della Repubblica che onora il suo ruolo". Ecco, appunto, Mattarella. Votare non vota, dato che risiede a Palermo, mentre nel frattempo sta cercando casa a Roma (piccola, per di più), giusto per mandare un messaggio a chi non avesse ancora capito che non concederà alcun “bis“.

E gli altri leader, quelli effettivamente in campo? Nella prima giornata di silenzio elettorale spendono, ovviamente, "fiumi di parole". Una regola, quella del silenzio elettorale, negli ultimi anni più volte violata. Non che Berlusconi si faccia scappare l’occasione: lancia una bordata contro "il metodo" di scelta dei candidati del centrodestra e frena sulla federazione, proponendone una "allargata a Fd’I". La leader di Fd’I, Giorgia Meloni, posta un video, sui social, già di mattino, sull’inchiesta di Fanpage.

Nel centrosinistra, invece, i leader sono più ligi e prevale il silenzio, ma trattasi di silente ottimismo tra foto postate dai seggi con la tessera elettorale in mano e un pizzico di scaramanzia. Sia Enrico Letta che Carlo Calenda chiudono i loro tweet con l’emoticon delle dita incrociate. Solo Andrea Orlando punge la Meloni via social ("c’è una vera difficoltà della Meloni a fare i conti col fascismo"). Il leader del M5s, Giuseppe Conte, invece, si limita a invitare gli elettori a votare mentre la sindaca uscente di Roma, Virginia Raggi, urla il suo "#sonoscomoda ma #nonmollo".

A non mollare ci prova anche Matteo Salvini, ma – come la Meloni – gli ultimi eventi si fanno sentire: "Agli insulti, alle bugie e agli attacchi di una sinistra che odia, che pensa solo a tasse e clandestini, che usa tivù e giornali per diffamare e non per informare, noi rispondiamo col sorriso".

Che, di solito, è il claim che usa Matteo Renzi…