Il ricordo della tragedia del ponte Morandi è ancora vivo tra gli italiani. Sono trascorsi quasi due anni e le immagini di quella giornata piovosa a Genova sono rimaste scolpite nel ricordo collettivo. Rabbia e desolazione, così come tutte le tragedie causate da errori umani producono. Dall’altra parte nel corso degli ultimi 20 anni si è persa la concezione dello ’Stato padrone’, dopo le privatizzazione degli anni Novanta si è maturato il concetto che le aziende devono essere gestite dagli imprenditori e al governo tocca emanare le regole del mercato. D’altronde questo concetto è divenuto sempre più forte anche con il presupposto che non è giusto...

Il ricordo della tragedia del ponte Morandi è ancora vivo tra gli italiani. Sono trascorsi quasi due anni e le immagini di quella giornata piovosa a Genova sono rimaste scolpite nel ricordo collettivo. Rabbia e desolazione, così come tutte le tragedie causate da errori umani producono.

Dall’altra parte nel corso degli ultimi 20 anni si è persa la concezione dello ’Stato padrone’, dopo le privatizzazione degli anni Novanta si è maturato il concetto che le aziende devono essere gestite dagli imprenditori e al governo tocca emanare le regole del mercato. D’altronde questo concetto è divenuto sempre più forte anche con il presupposto che non è giusto investire i soldi dei cittadini in attività imprenditoriali, visto che nel libero mercato questo dovrebbe essere il ruolo degli industriali. Pertanto ci si è sempre chiesto se è giusto o meno che i soldi pubblici debbano essere utilizzati per attività di rischio, così come qualsiasi azione imprenditoriale prevede.

Questa doppia premessa è importante in quanto ci fa comprendere la posizione degli italiani in relazione all’entrata dello Stato in Autostrade. Ciò che potrebbe sembrare ad una prima lettura un pensiero schizofrenico è invece una metabolizzazione di quello che era stato finora nei fatti il rapporto tra lo Stato ed imprenditori, il primo arbitro del mercato, il secondo operatore che rischia con mezzi finanziari propri. Pertanto sulla scelta del governo di far acquisire il pacchetto di maggioranza della società Autostrade alla cassaforte statale Cassa Deposito e Prestiti i cittadini sono molto critici: il 60% dichiara di essere contrario. Al contempo, però, la maggioranza assoluta delle stesse persone (74%, cioè 3 su 4) interpellate nell’indagine condotta da Noto Sondaggi afferma che sarebbe stato giusto trovare forme di penalizzazioni elevate nei confronti di Autostrade in quanto responsabile della manutenzione del ponte Morandi.

Pertanto è come se prevalesse il concetto che per ’punire’ la società, da molti ritenuta responsabile della tragedia di Genova, non ci sarebbe stato bisogno di nazionalizzare la stessa società. Bisogna anche dire che questa posizione non è espressa unicamente nei confronti della vicenda che vede coinvolta Autostrade, ma per esempio anche per la questione Alitalia. In questo caso il 59% della popolazione esprime giudizi negativi sulla scelta governativa che permette allo Stato di diventare il maggiore azionista della nostra compagna di bandiera. In linea generale si può dire che gli italiani non vedono di buon occhio quando lo Stato diventa il principale azionista di una società privata anche perché il 56% dei cittadini dice che comunque per gestire le aziende ci si deve fidare più degli imprenditori che dello Stato.

Tra le maggiori criticità delle società acquisite dal ’Pubblico’ viene indicata dal 61% gli interessi della politica che ne possono condizionare le performance, dal 59% la burocrazia che non permette di avere un approccio agile nel mercato competitivo con il grande rischio di essere fagocitati dai concorrenti che hanno una capacità di processi decisionali più smart, dal 54% la contraddizione di essere l’arbitro che deve fare rispettare le regole del mercato e, al contempo, l’attore in campo. Dopo più di 20 anni sta ritornando il timore dello ’Stato padrone’.

*Direttore Noto Sondaggi