13 dic 2021

Stato di emergenza: verso proroga al 31 marzo. Cosa prevede

Partiti in pressing, forse già oggi (martedì) un Cdm ad hoc per varare il decreto. Letta e Conte: "Necessaria". Meloni sbotta: "Ripristinare i diritti". Cosa dicono i virologi

Roma, 13 dicembre 2021 - Lo stato di emergenza non terminerà il 31 dicembre. La proroga sembra ormai chiara, anche se la durata resta oggetto di discussioni. Dopo le voci che si sono levate oggi da illustri esponenti di maggioranza, in serata fonti di agenzia riferiscono che il Governo è intenzionato a protrarre l'emergenza per almeno altri 2-3 mesi, probabilmente fino al 31 marzo. I dati epidemiologici (qui il bollettino del 13 dicembre) sarebbero alla base di una scelta che fino a pochi giorni fa appariva tutt'altro che scontata. Una proroga di tre mesi che potrebbe essere decisa in Cdm, al momento non ancora in agenda, che potrebbe avere luogo nelle prossime 24-48 ore.

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Ad aprire lo stato di emergenza è stato la prima volta il Governo Conte nel gennaio 2020. La legge ordinaria prevede che il provvedimento possa durare un anno ed essere prorogato per altri 12 mesi per una durata complessiva di massimo due anni. In questa occasione di proroghe se ne sono avute ben più di una, le ultime decise in aprile e in luglio dal premier Mario Draghi. E a gennaio 2022 scadrà pure il termine dei due anni. Questo significa che per non far decadere lo stato di emergenza servirà un passaggio in Parlamento, con un intervento legislativo mirato (conversione del decreto in legge). 

Cosa cambia con lo stato di emergenza

Durante uno stato di emergenza il Governo acquisisce poteri speciali che gli facilitano decisioni immediate. Come ad esempio gli ormai celebri Dpcm a cui può ricorrere senza bisogno di un passaggio in Parlamento. Ministeri, Regioni e Protezione Civile possono firmare ordinanze (pensiamo a quelle di Speranza per il cambio colore delle Regioni) in deroga alle disposizioni di legge. Anche il Green pass, l'obbligo di mascherine e il distanziamento sociale trovano strada più agevole grazie allo stato di emergenza. Restano poi in piedi la struttura del Commissario Straordinario, il Comitato tecnico scientifico così come le regole per lo smart working e le procedure per le restrizioni. Con lo stato di emergenza è poi possibile imporre un lockdown generalizzato, esperienza che l'Italia ha provato in diverse occasioni negli ultimi (quasi) due anni. 

Pd e M5s: necessaria. Salvini cauto

Sulla proroga allo stato di emergenza la maggioranza di governo non è compatta. Favorevoli il Partito Democratico (Enrico Letta parla di tempi "maturi" per una proroga "necessaria" a "non trovarci oggi come l'Olanda", in un "nuovo lockdown") e il Movimento 5 Stelle con Giuseppe Conte - colui che inaugurò per la prima volta l'emergenza Covid - che conferma la linea di Draghi, incontrato oggi: "Rispetto alla curva epidemiologica e a una variante che appare molto contagiosa ci sembra necessario pervenire a una proroga". Cauto invece Matteo Salvini, che chiede di "aspettare i dati" per confrontarsi prima con sindaci e governatori. "Non do giudizi a priori ma io sono assolutamente fiducioso e ottimista". 

Meloni: ripristinare i diritti

Alla notizia di una proroga imminente sbotta Giorgia Meloni, all'opposizione con Fratelli d'Italia: "Dopo due anni lo stato di emergenza, ma che emergenza è? Non è emergenza, dopo due anni devi riuscire a combattere la pandemia ripristinando la pienezza dei diritti. È uno Stato che non fa il suo lavoro: i ristoratori devono fare i controlli, ma nei mezzi pubblici si sta tutti stipati. Potenziare il trasporto pubblico è più difficile, ma lo Stato dovrebbe fare le cose difficili, non quelle facili sulla pelle dei cittadini". 

Da Crisanti a Bassetti: cosa dicono i virologi

Anche virologi sono divisi. Critico Andrea Crisanti: "Prorogare lo stato di emergenza? Dipende a che cosa serve. Io penso che uno stato di emergenza che dura 2 anni non è più uno stato di emergenza. Diventa uno stato di continuità. Lo dico sinceramente: significa che abbiamo una classe politica, e ci metto sia maggioranza che opposizione, che non ha trovato una soluzione di normalità" per affrontare Covid-19. "Per andare oltre lo stato di emergenza - osserva il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova - ci deve essere un accordo bipartisan. E penso proprio che la si dovrebbe trovare questa soluzione bipartisan, avere il coraggio di fare le leggi per affrontare questa epidemia non in emergenza, ma strutturalmente". 

Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, osserva che "in questo momento c'è una situazione fluida con nubi all'orizzonte" e che "tutto ciò che serve a rendere più flessibile, con una capacità di reazione più rapida l'azione pubblica" va mantenuto. "Che poi venga chiamato 'emergenza' che venga ri-profilato in altro modo l'importante è che si mantenga la flessibilità rispetto a una serie di azioni che abbiamo ben visto che con le normali norme tutto ciò non si attua". 

Per Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, non ci sono "le condizioni sanitarie per uno stato di emergenza". 

Favorevole invece l'infettivologo del San Martino di Genova, Matteo Bassetti: "La situazione epidemiologica non è delle migliori per cui, se lo stato di emergenza vuol dire che è più facile assumere medici o mantenere una struttura commissariale di cui abbiamo un grande bisogno, penso sia meglio mantenerlo. Abbiamo ancora da fare, ci sono le terze dosi da portare avanti in velocità per una buona parte degli italiani". 

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