I posti di blocco durante il lockdown (ImagoE)
I posti di blocco durante il lockdown (ImagoE)

Bologna, 11 luglio 2020 - Tecnici e ministeri lo davano per scontato da tempo e, ieri, il premier Giuseppe Conte lo ha di fatto confermato: lo stato di emergenza dichiarato dal governo il 31 gennaio scorso non scadrà il 31 luglio ma verrà prorogato con ogni probabilità fino al 31 dicembre. La decisione, che sarà presa in Consiglio dei ministri, ha scatenato le proteste delle opposizioni. A partire dal leader della Lega Matteo Salvini, che già ieri commentava: “Con tutte le attenzioni possibili, la libertà non si cancella per decreto”. Anche Giorgia Meloni (Fdi) si è espressa contro quello che definisce “uno strumento del quale il governo dispone per fare un po’ quello che vuole, accelerando dei passaggi che altrimenti avrebbero bisogno di maggiori contrappesi”.

La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha fatto sapere che martedì il Parlamento voterà sulla proroga dello stato d’emergenza. “Mi auguro che sia l’inizio di una democrazia compiuta, perché in Parlamento e al Senato siamo ormai gli invisibili della Costituzione”, ha aggiunto. Sulla stessa linea Mariastella Gelmini (Fi): “La levata di scudi delle opposizioni ha stoppato questo maldestro tentativo, adesso la decisione dovrà essere presa dal Parlamento”. Sostegno al premier e al governo invece arriva dal segretario del Pd Nicola Zingaretti: “Il Pd è pronto a sostenere qualsiasi scelta del Governo utile a contenere la pandemia. Chi nel mondo non lo ha fatto sta pagando un prezzo drammatico”.

Conte: "Prorogare è tema, non decisione presa"

"Non ho detto che il governo ha deciso di prorogare lo stato di emergenza. Ho detto che è un tema ed è una decisione collegiale con il governo e il Parlamento. Non ho mai detto che è stata presa una decisione". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine della sua missione all'Aja, dove ha incontrato il premier olandese, Mark Rutte. "Non c'e' dubbio che discussioni del genere debbano essere portate in parlamento. Come abbiamo sempre fatto", ha aggiunto Conte.

Stato d'emergenza, cosa prevede

I malumori su questa misura, in particolare all’opposizione, derivano dai poteri straordinari che essa attribuisce al governo e in particolare al premier, mettendo in secondo piano il ruolo del Parlamento. Un esempio sono i Dpcm (decreti del presidente del Consiglio dei ministri), che non hanno bisogno di essere votati per entrare in vigore e sono stati largamente utilizzati in questi mesi.

La norma

Il decreto legislativo n.1 del 2 gennaio 2018 (Codice della Protezione civile) dispone,e all’articolo 7 lettera c, che gli eventi emergenziali di protezione civile sono “emergenze di rilievo nazionale connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo che in ragione della loro intensità o estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo.

Poteri speciali

Lo stato d’emergenza attribuisce ‘poteri straordinari’ o ‘speciali’ al governo e alla Protezione civile. Per l’attuazione degli interventi si provvede in deroga a ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Insomma, lo stato di emergenza permette al premier di utilizzare lo strumento dei Dpcm, per esempio per chiudere scuole, istituire zone rosse (come quella di Codogno) o imporre restrizioni alla libertà di movimento (come è stato in tutta Italia), come si è visto nei mesi del lockdown, restringendo il più possibile i tempi e saltando, però, l’esame del Parlamento

Procedure più snelle

Con lo stato d'emergenza si possono seguire iter più 'snelli' nel settore sanitario e sul fronte dell'approvvigionamento dei dispositivi sanitari. Inoltre lo stato di emergenza consente di saltare alcuni passaggi per l'affidamento degli appalti, che seguono percorsi agevolati. Allo stesso modo, in caso di necessità si possono effettuare interventi straordinari come reperire posti letto, bloccare voli internazionali.

Smart working

Con la proroga dello stato d'emergenza lo smart working dei lavoratori pubblici e privati può continuare, secondo le modalità concordate con l'azienda. 

Durata e limiti

La durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può superare i 12 mesi ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi.

Il dl Rilancio e la proroga rimandata

Di prorogare lo stato d’emergenza al 31 dicembre 2020 si parlava già nella bozza del decreto Rilancio. La norma, però, era stata stralciata perché aveva suscitato molte polemiche. La versione definitiva del testo prevede la proroga di tutti gli stati d’emergenza in essere “diversi da quello dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020 per il Covid-19”. E il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà ha chiarito che il decreto legge Covid-19 “ha limitato la possibilità di intervento entro il termine invalicabile del 31 luglio”. Inoltre ha aggiunto che “un’eventuale proroga dello stato di emergenza non determinerà pertanto un’automatica estensione dei poteri straordinari previsti dal decreto stesso”.

Il decreto Covid e i Dpcm

Durante l’esame del decreto Covid, il provvedimento con in cui il governo ha riunito tutti i primi Dpcm sul lockdown, è scoppiata la polemica sui poteri dell’esecutivo e del premier: durante la fase dell’emergenza, infatti, il premier ha deciso di limitare le libertà attraverso Dpcm, che come detto non prevedono l’esame del Parlamento.

Nel decreto Covid, per trovare un bilanciamento, è stato così inserito un emendamento approvato da Camera e Senato che ‘parlamentarizza’ i Dpcm: la norma dispone che Il Presidente del Consiglio o un Ministro da lui delegato illustra preventivamente alle Camere il contenuto dei provvedimenti da adottare, al fine di tenere conto degli eventuali indirizzi dalle stesse formulati. Ove ciò non sia possibile, per ragioni di urgenza connesse alla natura delle misure da adottare, riferisce alle Camere entro 15 giorni”.