Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Roma, 13 luglio 2020 - Uno 'sconto' di due mesi sulla proroga dello stato d'emergenza. E' questa la strada verso cui sembra orientato l'esecutivo guidato da Giuseppe Conte: un prolungamento di soli tre mesi della misura verata il 31 gennaio scorso, che gli attribuisce poteri speciali al governo tra cui quello di adottare i Dpcm (decreti del presidente del Consiglio dei ministri), che non hanno bisogno dell'approvazione delle Camere. Già in settimana potrebbe arrivare una delibera ad hoc in Consiglio dei ministri, accompagnata anche da un decreto legge per fare ordine fra le varie scadenze fissate nel corso degli ultimi mesi. Lo stato d'emergenza era stato deliberato il 31 gennaio scorso, con validità fino al 31 luglio. Teoricamente potrebbe essere prorogato fino al 31 gennaio 2021, ma fino a pochi giorni fa si parlava di una proroga fino al 31 dicembre di quest'anno. Ora, l'orientamento sembra quello di un nuovo taglio: proroga fino al 31 ottobre. Scegliere una scadenza più ravvicinata però avrebbe qualche svantaggio e a Palazzo Chigi lo sanno: tra questi, rendere più incerto il destino degli interventi a favore di famiglie e imprese.

Lo stato d'emergenza attribuisce 'poteri straordinari' al governo e alla Protezione civile. Per l'attuazione degli interventi si procede in deroga a ogni disposizione vigente, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico. E' insomma lo strumento che permette al premier di utilizzare i Dpcm per chiudere scuole, istituire zone rosse o imporre restrizioni alla libertà di movimento, come è stato nelle settimane e nei mesi successivi all'arrivo dell'epidemia di Coronavirus in Italia. Inoltre lo stato d'emergenza prevede di seguire iter più 'snelli' nel settore sanitario e sul fronte dell'approvvigionamento dei dispositivi sanitari, mentre l'affidamento degli appalti può seguire percorsi agevolati, saltando alcuni passaggi. La proroga dello stato d'emergenza avrebbe chiaramente un effetto anche sulle misure attualmente in vigore: lo smart working  per dipendenti privati e pubblici per esempio sarebbe prorogato secondo le modalità concordate con l'azienda.

Per prorogare lo stato d'emergenza, comunque, c'è tempo fino al 31 luglio. Domani, invece, arriverà - con un Dpcm che il ministro della Salute Roberto Speranza illustrerà in Parlamento - la proroga delle misure di contenimento del virus che scadono il 14 luglio. La proroga sarà fino al 31 luglio, anche perché per ora quello è il giorno in cui scadrà lo stato d'emergenza: resterà valido l'obbligo di indossare le mascherine nei luoghi chiusi, ma anche dove non sia possibile garantire il distanziamento. Allo stesso tempo, fino a fine luglio, non riapriranno le discoteche al chiuso. Resterà in vigore il divieto di assembramento, anche in spiaggia dove sarà quindi necessario mantenere l'obbligo di distanziamento degli ombrelloni.

Le polemiche
Nettamente contrari alla proroga dello stato d'emergenza Lega e Fratelli d'Italia. "Non c'è nessuna emergenza medica o scientifica negli ospedali, se mai l'emergenza è sociale ed economica - ha detto il leader della Lega Matteo Salvini -. Domani interverrò in Senato per dire assolutamente no a qualsiasi rinnovo dello stato di emergenza".  Gli fa eco Giorgia Meloni (Fdi): "Non si può lavorare così, sono basita dalla superficialità, dall'irresponsabilità che il governo sta portando avanti, vuole avere mani libere e non rispondere ai dettami della democrazia". Netta la replica del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia: "L'estensione dello stato d'emergenza a seguito del Covid-19 non limita la libertà individuale delle persone ma consente di avere maggiore protezione da parte dello Stato".