Davide Casaleggio (a destra) e il ministro Luigi Di Maio (Imagoeconomica)
Davide Casaleggio (a destra) e il ministro Luigi Di Maio (Imagoeconomica)

Roma, 14 novembre 2020 - Una defezione 'illustre': Davide Casaleggio non parteciperà agli Stati generali del Movimento 5 Stelle che si svolgono oggi e domani. Lo ha annunciato, il figlio di Gianroberto, con un post su Facebook. Comunque la si voglia vedere è una chiara conferma dei rapporti non facili che da qualche tempo intercorrono tra Casaleggio e il M5s.

Casaleggio: "Ecco perché non vado"

Scrive dunque Casaleggio: "Alcuni giornali si interrogano sulla mia eventuale presenza agli Stati Generali del Movimento 5 Stelle. Ho ricevuto ieri l'invito a partecipare nella discussione di domenica. Ho deciso di declinare perché ritengo che se ci sono delle regole di ingaggio, queste debbano essere rispettate".  Casaleggio poi argomenta così il suo rifiuto: "Leggendo il documento di guida della discussione del primo giorno, registro che molte decisioni sono già state date per acquisite e si chiedono solo i dettagli - aggiunge -. Su altre, come la questione sul vincolo dei due mandati l'indicazione dai territori è stata chiara, ossia che rimanga intoccabile, ma al primo punto del documento guida si indica esplicitamente di dibattere su eventuali deroghe da adottare".

A giudizio del figlio di Gianroberto è "doveroso pubblicare i voti sia dei delegati del sabato sia dei relatori della domenica prima dell'evento, come anche i verbali delle riunioni provinciali e regionali, nella versione originale, che riportino i risultati degli incontri ufficiali nei quali tutti hanno potuto partecipare e che oggi non sono pubblici - sottolinea Casaleggio -. Inoltre, le persone che dibatteranno dei nostri valori dovrebbero in primis aver rispettato le regole che abbiamo oggi. Non vorrei che si arrivi al paradosso che a scrivere le regole siano anche coloro che per primi non le rispettano".

Buffagni: "Di Battista nel direttorio"

Intanto Stefano Buffagni lancia un appello all'unità del M5s e si unisce al coro di quanti vogliono un rientro di Alessandro Di Battista nel Movimento. "Non è il momento per le divisioni", dice in un'inTervista a Repubblica. Il viceministro dello Sviluppo economico auspica la presenza di Dibba nel direttorio, un organo che, spiega, "può avere un senso in questa fase".

I lavori

Come ha scritto Casaleggio nel suo post, uno dei temi caldi sul tavolo dei lavori riguarda il vincolo del doppio mandato, uno dei principi fondaneti del Movimento. E' il primo dei quesiti che i 305 edelegati saranno chiamati a risolvere. "Valorizzare le competenze in ingresso e quelle acquisite nell'esperienza istituzionale dei portavoce, senza rinunciare al principio fondante del limite al doppio mandato". Un documento di lavoro
inviato ai partecipati il M5s informa infatti i delegati che "gli esiti delle assemblee regionali hanno confermato che il limite del doppio mandato va mantenuto, in quanto elemento distintivo e irrinunciabile del Movimento 5 Stelle" ma anche che "contemporaneamente, è emersa la necessità di capire come possano essere valorizzate le competenze acquisite dai portavoce nel corso dell'esperienza istituzionale".

Sul piatto ci sono varie soluzioni: come la possibilità di svolgere il "terzo mandato per meriti speciali" o, tra gli altri, mantenere la regola del mandato "zero" per i consiglieri comunali o "consentire un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno".