Il premier Conte apre gli stati generali dell'editoria (Ansa)
Il premier Conte apre gli stati generali dell'editoria (Ansa)

Roma, 25 marzo 2019 - Al via gli Stati generali dell'editoria. Presenti i rappresentanti di editori e testate. Il premier Giuseppe Conte sottolinea: "Sono un momento importante e tutti devono dare il loro contributo. Compete al governo esprimere un indirizzo politico, ma è da anni che se ne parla e da anni non si fa nulla. È un settore delicato per la democrazia. Sarà un percorso complesso ma incluso. Sarete chiamati a esprimere proposte speriamo innovative". E assicura: "Non vogliamo stravolgere alcunché, vogliamo migliorare il sistema dell'informazione". Insomma, con la riforma dell'editoria che il governo ha intenzione di realizzare "il nostro obiettivo è giungere a un sistema di informazione efficiente, rigoroso, equo e libero". 

"A settembre saranno presentati i ddl"

LE AREE TEMATICHE - Sono 5 le aree di discussione che verranno affrontate nel corso di quattro giornate.  Ovvero: riflessione sull'informazione primaria, analisi su compensi e contratti dei giornalisti, pluralismo dell'informazione, trasparenza della comunicazione, diritto dei cittadini a essere informati. Il premier definisce anche la road map: "Oggi potrete già fare le prime proposte. A giugno potranno essere argomentate le riflessioni. A luglio ci sarà una sintesi ragionata con le prime valutazioni del governo. A settembre saranno presentati i disegni di legge definitivi".

"Non si tratta il tema dei social"

I SOCIAL MEDIA - Nell`ambito della riforma dell'editoria "il tema dei social non può non essere trattato", ha sottolineato Conte. Nella discussione, ha detto, "verrà fuori il tema dell`informazione dei social. Per voi è disinformazione, per cittadini è la corretta informazione. Si ragiona sulla disintermediazione". Conte ha spiegato che spesso i politici fanno dirette su Facebook. "Poi i commenti a volte stravolgono, ma è la democrazia".

"Sostegno al pluralismo tema centrale"

VITO CRIMI - Nella riforma del sistema dell'editoria uno dei temi centrali è "il sostegno al pluralismo", assicura il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega all'editoria, Vito Crimi.  "Dobbiamo sostenere il pluralismo - ha detto - e non le singole testate editoriali. Bisogna capire come assicurare questo diritto costituzionalmente garantito". Gli Stati generali vogliono essere "un momento in cui tendere la mano per cercare insieme delle soluzioni su un settore che è in crisi: gli interventi che il settore ha ricevuto in passato non hanno contribuito a superare la crisi, ma noi non vogliamo guardare al passato ma al futuro", spiega Crimi nel suo intervento. Poi cita la situazione di "equilibrio di Nash nella teoria dei giochi, in cui nessun giocatore ha un vantaggio nell'adottare una mossa". E dallo stallo si esce solo "cercando insieme una strategia".

La giornata inaugurale di oggi degli Stati dell'editoria "è solo un taglio del nastro, il percorso sarà partecipato e condiviso: tutti avranno la possibilità di essere coinvolti. Non saranno più solo i soliti soggetti a intervenire perché oggi serve una visione più ampia. Oggi ci sono le nuove professioni, ci sono i social, ci sono i nuovi strumenti di disintermediazione di cui bisogna prendere atto".