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30 mar 2022

Spese militari, il M5S è solo. Tutti gli altri stanno con Draghi

Letta preoccupato, l’area di Guerini all’attacco. Forza Italia e Lega chiedono lealtà. Renzi: "Il premier è uno statista, Conte un populista"

30 mar 2022
ettore maria colombo
Politica
L’ex premier Giuseppe Conte, 57 anni, leader del Movimento 5 Stelle
L’ex premier Giuseppe Conte, 57 anni, leader del Movimento 5 Stelle
L’ex premier Giuseppe Conte, 57 anni, leader del Movimento 5 Stelle
L’ex premier Giuseppe Conte, 57 anni, leader del Movimento 5 Stelle

"Se il Pd sarà al nostro fianco ci farà piacere – filosofeggiava Conte – altrimenti ne prenderemo atto". Ecco, il Pd ‘prende atto’ che la posizione di Conte e del M5s sulle spese militari è "peggiore di quella di LeU, dove sono più responsabili". Non è un bel vedere, per i dem, la contrapposizione al fulmicotone Draghi-Conte. Dal Nazareno, è ovvio, esce solo la "vivissima preoccupazione" e la "forte apprensione" di Letta, ma la ricostruzione che ambienti ben informati democrat fanno della sfida all’ok Corral tra Draghi e Conte è significativa: "Conte ha creduto di poter tirare la corda e Draghi lo ha spiazzato. Ha fatto uscire i dati sulle spese militari, governi Conte compresi, con tanto di grafici, e poi è salito al Colle. Conte pensava di poter sanzionare il nuovo corso piantando una bandierina pacifista, ma una rottura così non è mai indolore".

Il senatore Alessandro Alfieri, portavoce di quella Base riformista che è guidata da Lorenzo Guerini (e il ministro della Difesa sulla ‘credibilità’ dell’Italia e il rispetto degli impegni con gli alleati ha detto parole definitive due giorni fa), ha proposto un ordine del giorno di tutta la maggioranza, al Senato, come via d’uscita. A QN la mette così: "Comprendo l’esigenza di marcare un punto politico, ma questo non deve andare a detrimento dell’azione di governo e della direzione di impegni intrapresi a livello internazionale. Siamo disponibili a ragionare sulla gradualità, sulla difesa comune Ue, ma dentro gli impegni presi". Insomma, il M5s e Conte devono decidere cosa vogliono fare ‘da grandi’. Se non vogliono stare in maggioranza, lo dicano, se le assumeranno le conseguenze, è la voce che sale da un Pd irato.

Anche il centrodestra di governo è con Draghi. Da FI, l’ala liberal e riformista tuona con il ministro Mariastella Gelmini che dice: "è il momento della lealtà, della correttezza e della serietà. Noi gli impegni sulle spese militari li manteniamo perché l’Italia fa parte della Nato". Mentre in serata la Lega spiega: "Siamo leali al governo, senza voler portare l’Italia in guerra e lavorando per la pace". Matteo Renzi, leader di Iv, ha un tweet facile da lanciare: "Draghi è uno statista, Conte è un populista. Noi stiamo con Draghi e l’Italia". Il senatore dem, ex capogruppo, Andrea Marcucci usa eguali parole: "Gli accordi internazionali si rispettano, tanto più durante una guerra in Europa. Io sto con Draghi". Altri dem dicono: "Mettere a rischio la tenuta del Governo per un odg che conferma impegni già assunti è folle". I dem filo-M5s tacciono.

 

 

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