Il primo Cdm del Conte bis (LaPresse)
Il primo Cdm del Conte bis (LaPresse)

Roma, 13 settembre 2019 - Trattative febbrili, fino all'ultimo, nella maggioranza di governo per chiudere la lista dei sottosegretari. Dopo la fumata nera di ieri, un nuovo Consiglio dei ministri è stato convocato per stamane. Il premier Giuseppe Conte ha chiesto a Pd e M5s di chiudere la partita quanto prima, dopo il rush finale notturno per arrivare in Cdm con la lista definitiva. Al momento, secondo quanto si apprende da fonti di governo, non tutti gli elementi del puzzle sarebbero stati incastrati. "Manca poco, ci siamo quasi", assicurano però dal M5s.

L'irritazione del presidente del Consiglio viene rimarcata da fonti parlamentari di entrambe le forze politiche. Conte insomma si aspetta che il governo parta con il piede giusto, che non inciampi in litigi e discussioni all'infinito, come accadeva nel governo giallo-verde. La maggioranza ha trattato tutta la notte per completare la squadra. Ma nel Pd si sottolinea come lo schema per quanto riguarda il partito del Nazareno sia composto e che non c'è neanche un problema di deleghe con il Movimento 5 stelle. Sono i pentastellati a dover sciogliere gli ultimi nodi. Lo scontro principale è sempre legato al ministero dell'Economia, con M5s che avrebbe chiesto di essere maggiormente tutelato perchè a via XX settembre siede un ministro dem. 

Le quote restano comunque quelle stabilite: 42 sottosegretari (20 a M5S, 18 a Pd e 2 LeU). Le grane restano l'editoria e i servizi segreti, il cui destino sembra viaggiare di pari passo. Conte ha già annunciato di voler tenere per sè la responsabilità degli 007, mentre Di Maio vorrebbe piazzarci uno dei suoi. Le pressioni sarebbero per Vito Crimi, che lascerebbe così vacante il posto all'editoria, dove sarebbe tornato in pole Walter Verini e conseguentemente sarebbero scese le quotazioni di Andrea Martella (entrambi del Pd).Nella squadra M5S sembrerebbero quasi certi Vittorio Ferraresi (Giustizia), Manlio Di Stefano (Esteri), Giancarlo Cancelleri (Mise), Claudio Cominardi o Davide Tripiedi (Lavoro) , Stefano Buffagni e Laura Castelli (Economia), Mauro Coltorti (Mit), Giorgio Trizzino (Salute), Carlo Sibilia (Interno), Francesco D'Uva (Cultura), Angelo Tofalo (Difesa), Emilio Carelli (Editoria o Mise). In quota Pd, ma tra i renziani, si fanno avanti Anna Ascani (Istruzione), Luigi Marattin (Economia), Emanuele Fiano (Interno), Simona Malpezzi (Istruzione), Salvatore Margiotta, Mario Cociancich e Dario Stefano. Al Nazareno in aggiunta si parla di Antonio Misiani (Economia), Giampaolo Manzella (Mise), Lia Quartapelle e Marina Sereni (Esteri), Roberto Morassut e Debora Serracchiani. A Leu potrebbero andare, invece, due 'poltrone' tra Michela Rostan e Rossella Muroni.