Elezioni in Emilia Romagna: Lucia  Borgonzoni e Stefano Bonaccini
Elezioni in Emilia Romagna: Lucia Borgonzoni e Stefano Bonaccini

Bologna, 13 dicembre 2019 - A un mese e mezzo dalle elezioni regionali del 26 gennaio, continua il testa a testa fra Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni. Al governatore uscente, candidato del centrosinistra – dato in vantaggio e in crescita dagli ultimi sondaggi – non riesce l’allungo sulla leghista appoggiata dal centrodestra.
La forbice più ampia fra i due principali sfidanti che si giocheranno la presidenza della Regione, è quella della rilevazione realizzata da Noto Sondaggi per Porta a porta, andata in onda ieri sera. Bonaccini si attesta infatti tra il 45 e il 49%. La Borgonzoni insegue tra il 41 e il 45%.
Il candidato del Movimento Cinque stelle raccoglierebbe solo il 4-8%, ma il sondaggio è stato svolto prima della scelta del forlivese Simone Benini, ufficializzata ieri sera dopo la votazione sulla piattaforma Rousseau.
Salgono le quotazioni di Bonaccini anche per Emg Aqua. Nella nuova rilevazione, condotta fra il 2 e il 4 dicembre su un campione statistico di mille persone, presentata ieri ad Agorà , le intenzioni di voto per il governatore uscente sono al 46,5% (+1% rispetto al sondaggio di novembre), con la sua lista civica accreditata di oltre il 10%. 

Rimane stabile, invece, la Borgonzoni, ferma al 44% di un mese fa. L’ex sottosegretaria ai Beni culturali rimane comunque ancora vicina a Bonaccini, ma con un distacco che sale a 2,5 punti percentuali.
In discesa nelle intenzioni di voto, il candidato dei Cinque stelle, stimato al 5,5%. Si tratta di un calo dell’1,5% rispetto alla rilevazione di novembre. Un rimanente 3,5% degli intervistati invece preferisce altri candidati.
Cresce anche il giudizio positivo su Bonaccini, premiato dal 68% degli emiliano-romagnoli (con un +1% su novembre), che vedono in lui "un aspirante presidente più serio e preparato" della sua avversaria.
Per quanto riguarda la valutazione dei candidati, infatti, Bonaccini stacca la Borgonzoni nel giudizio degli elettori sia in fatto di serietà e onestà (55% contro 29%) sia sotto il profilo della preparazione e della competenza (58% contro 26%).
In questi ultimi venti giorni, insomma, Bonaccini sembra tentare un primo, sia pure piccolo, allungo. Fino a fine novembre, infatti, secondo i principali istituti di ricerca, la distanza fra i due candidati non era superiore al punto percentuale. In qualche caso, Bonaccini e la Borgonzoni venivano dati alla pari.

Non mancavano, però, alcune eccezioni. Secondo un sondaggio Swg di fine novembre, la coalizione del centrodestra veniva accreditata del 48,5% nel caso in cui i grillini si fossero candidati, contro il 40% del centrosinistra.
Secondo l’ Izi (Istituto indipendente di ricerca guidato da Giacomo Spaini), invece, ai primi di dicembre Bonaccini (intenzioni di voto al 45,4%) veniva dato in buon vantaggio sulla Borgonzoni (40,6%). Il candidato grillino veniva dato staccatissimo, appena sotto il 10% (9.9%).