Il corteo a Reggio Calabria (Ansa)
Il corteo a Reggio Calabria (Ansa)

Reggio Calabria, 22 giugno 2019 - Sono 25 mila, per i sindacati, i partecipanti alla manifestazione "Ripartiamo dal Sud per unire il Paese" promossa da Cgil,Cisl e Uil oggi, a Reggio Calabria. "Una mobilitazione nazionale unitaria nel Sud perchè dal Mezzogiorno si deve ripartire per unire il Paese e rivendicare la centralità del lavoro come leva per contrastare le profonde diseguaglianze sociali, economiche e territoriali che attraversano l'Italia" spiega in una nota la Cgil nazionale.

I partecipanti arrivano dalla Sicilia, Campania, PugliaVeneto,Torino e da ogni angolo della Calabria. Ci sono lavoratori e pensionati, tantissimi lavoratori precari e molti migranti fra coloro che manifestano per chiedere attenzione e spazio nell'agenda del Governo per il Sud, che ha enormi potenzialità, secondo i sindacati, ma rischia di ancora posizioni accrescendo il divario con il resto del Paese e dall'Europa. Il corteo è giunto in piazza Duomo, dove si sono avvicendati sul palco i segretari generali Maurizio Landini, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo.

I DATI - L'Italia pur avendo un tasso di occupazione complessivo medio maggiore rispetto alla Grecia (il 63% contro il 59,5%) ha un divario più ampio tra le singole regioni, con l'Emilia Romagna al 74,4% e la provincia di Bolzano al 79%. Fra le regioni nelle quali lavora la più alta percentuale di persone tra i 20 e i 64 anni primeggia Stoccolma con l'85,7% (l'intera Svezia è all'82,6%). Ma il dato più allarmante è legato al fatto che quattro su cinque delle Regioni con il tasso di occupazione più basso in Europa sono nel Sud Italia con meno della metà delle persone tra i 20 e i 64 anni che ha un lavoro a fronte del 73,1% medio in Ue. I dati Eurostat riferiti al 2018 sono impietosi con la regione peggiore in graduatoria che è la Mayotte (Regione francese che si trova in Africa, vicino al Madacascar) con il 40,8% delle persone tra i 20 e i 64 anni al lavoro, seguita da Sicilia con il 44,1%, Campania con il 45,3%, Calabria con il 45,6% e Puglia con il 49,4%.

L'OCCUPAZIONE FEMMINILE - Fanno riflettere anche i dati relativi alla scarsa partecipazione al lavoro delle donne. In Italia, tra i 20 e i 64 anni lavora il 53,1% delle donne contro il 67,4% medio in Ue (il 75,8% in Germania), ma anche al'interno del nostro Paese ci sono differenze enormi con l'Emilia Romagna con il 66,9% delle donne occupate e la Sicilia con il 31,5%. In Campania sono occupate il 31,9% delle donne in età da lavoro (sempre senza considerare quelle tra i 15 e i 20 anni), in Calabria il 33,5% e in Puglia il 35,6%. Nella stessa fascia di età in provincia di Bolzano lavora il 73% delle donne mentre se si va a Stoccolma lavora l'84,3% delle donne (quasi in linea con gli uomini che sono all'87,2%).

LANDINI, FURLAN E BARBAGALLO - "Questa di Reggio Calabria oggi è una manifestazione imponente, storica. Segna uno spartiaque. Il sindacato unisce il paese. Migliaia e migliaia di donne, di uomini e soprattutto giovani giunti da ogni regione del Mezzogiorno e anche dal resto d'Italia, con la loro presenza, lanciano un messaggio al Governo che non può essere ignorato: l'Italia non esce dalla crisi senza lo sviluppo del Mezzogiorno. Occorre una svolta negli investimenti pubblici e privati. Dobbiamo fermare la fuga dei giovani del sud verso le altre regioni". Così il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan durante il corteo unitario a Reggio Calabria, toccando anche il tema della sicurezza sul lavoro. "Il governo cosa fa per gli infortuni sul lavoro? Fa cassa, diminuendo nel Dl crescita i contributi Inail che servono per la sicurezza, la prevenzione e il risarcimento per gli infortuni sul lavoro. Fa cassa sulla sicurezza". La flat tax "è iniqua, perché avvantaggia per definizione chi ha di più. Ma è anche sbagliata perché per sostenere i consumi bisogna creare lavoro e aumentare i salari. Non si inventino cose diverse. E avrebbe anche una ricaduta territoriale molto sbilanciata. Ed il sud sarebbe ancora una volta penalizzato" ha aggiunto. 

"C'è un arretramento di tutto il Paese rispetto all'Europa e non solo. Per noi l'Italia va unita e non divisa. Basta con le logiche dell'autonomia differenziata, che aumentano ancora di più le disuguaglianze". Ha detto il leader della Cgil Maurizio Landini a margine del corteo "C'è bisogno di fare investimenti, sia in infrastrutture materiali ma anche in quelle sociali e serve una politica industriale". E ancora: "Il ministro degli Interni deve combattere malavita organizzata e garantire che non ci sia capolarato e sfruttamento. Invece lo sblocca cantieri ci dice un'altra cosa. E' una logica pericolosa. Basta - ha continuato - con la logica dei condoni fiscali. Nel nostro paese bisogna combattere l'evasione fiscale. Per questo la flat tax non ci piace. Non bisogna dire che le tasse sono troppo alte, perchè sono alte solo per chi le paga. Oltre ad abbassare le tasse dobbiamo combattere l'evasione fiscale".

Nel suo intervento alla manifestazone, il segretario della Uil Carmelo Barbagallo, ha detto: "Approvano le leggi e poi ci chiedono conto dei risultati che non vengono raggiunti. Ci propongono il salario minimo, che non è comprensivo di tutte le voci che compongono il reddito in un Paese in cui il 30% del lavoro è nero o non contrattualizzato. Ci propongono l'autonomia differenziata e di differenziata c'è solo l'immondizia che affonda il Paese. Un Paese che si sta sbriciolando. Molte opere realizzate negli anni '70 devono essere rifatte o ristrutturate. L'unico ponte che non cade è quello sullo Stretto di Messina, che non è stato fatto". E ancora: "Si riempiono tutti la bocca di Mezzogiorno, ma di fatti concreti non c'è nulla."