Torino, 12 gennaio 2019 - "Sì Tav subito", è il grido che si è alzato dai partecipanti della manifestazione di piazza Castello a Torino, che vede anche la partecipazione di alcuni esponenti della Lega. Poco prima uno speaker aveva letto al megafono, tra gli applausi, i nomi di tutti i Comuni rappresentati, da Venezia a Sestriere. Soddisfatte le organizzatrici: "Siamo più di trentamila, come l'altra volta", assicurano. Una piazza particolarmente affollata di politici, in realtà: tra tutti il governatore ligure Giovanni Toti ("Il posto dei leghisti è qui", dice" e l'ex segretario del Pd Maurizio Martina, che rivendica la sua "coerenza" e invita il governo a decidersi: "Il tempo dell'ambiguità è finito".

SLOGAN SENZA BANDIERE - "Il mondo cambia ad alta velocità: sveglia! Sì Tav subito": è uno degli slogan che hanno scandito la manifestazione in piazza Castello. E anche: "Sì, Torino va avanti". A manifestare c'erano esponenti politici dei partiti favorevoli alla Torino-Lione, ma nessuna bandiera. Soltanto i cartelli di decine di Comuni del nord Italia che vogliono l'alta velocità. Sulle note dell'Inno di Mameli e We will rock you dei Queen la folla ha urlato slogan del tipo "Analisi costi-benefici. Trasparenza sempre", "Vogliamo più lavoro, l'Italia se lo merita", "I tir inquinano l'ambiente, la Tav no" e infine "La Tav siamo noi, la Tav è il nostro futuro"e "Il futuro è ad Alta velocità".

DI MAIO: NON MI SCANDALIZZO - Il vicepremier a 5 stelle minimizza le frizioni Lega-M5s sulla Tav: "Non mi scandalizzo per il fatto che si vada in piazza a dire che si era per il Sì alla Tav: diciamo che abbiamo fatto la campagna contro le trivelle insieme per il referendum sia noi che la Lega in tempi non sospetti, quando nel 2015 non avevamo nessuna intenzione di neanche di firmare un contratto di governo". 
"È semplicemente il fatto che queste sono due forze politiche che hanno convinzioni diverse - ha osservato Di Maio da Porto Torres, prima tappa del suo tour in Sardegna - Infatti per questo come Movimento 5 Stelle, quando abbiamo iniziato il percorso di governo, abbiamo chiesto un contratto di governo perché io sapevo che ci saremmo ritrovati in queste situazioni".

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MARTINA: BASTA AMBIGUITA' - Ma in piazza c'era anche l'ex segretario Pd Maurtizio Martina: "Siamo qui perché siamo coerenti con il lavoro che abbiamo sempre fatto per la Tav. Noi siamo quelli che hanno sbloccato l'opera, che l'hanno finanziata per intero, quelli che l'hanno fatta partire in concreto con i francesi", ricorda. Martina rimarca: "Siamo qui per dire al Governo che il tempo delle ambiguità è finito: devono dire chiaramente sì o no rispetto allo sviluppo e rispetto a queste infrastrutture strategiche. Non è più il tempo dell'ambiguità della Lega e di tante forze, anche il Movimento 5 Stelle, che hanno vissuto solo di propaganda e ambiguità".

E la senatrice dem  Simona Malpezzi twitta: "Ridicola la Lega che governa ma va in piazza contro se stessa". 

MOLINARI E SALVINI -  "Qualora il governo decidesse di non realizzare l'opera credo sia necessario indire un referendum, saranno i piemontesi a decidere", dice  Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, che stamattina marcia a favore della Tav. Molinari ha poi commentato le parole di Gianna Gancia, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, che aveva detto: Fin dal primo giorno avevo facilmente predetto che l'analisi costi-benefici commissionata dai 5 Stelle avrebbe portato a un secco no alla Tav. Anche i sassi erano in grado di capire che il verdetto era già scritto dal principio'. Per Molinari "Gianna Gancia farebbe meglio a fare opposizione in consiglio regionale a Chiamparino".

E riassume: "Siamo qui a ribadire una posizione storica della Lega, che è sempre stata a favore delle grandi opere". Con un certo ottimismo: "Il contratto serve a mitigare posizioni differenti, a trovare un compromesso. Credo che in questi sei mesi, per quanto nessuno desse un euro alla durata di questo governo, si è lavorato molto bene. Come si è trovato un compromesso su altri temi, credo che alla fine lo troveremo anche sulla Tav, come sul Terzo Valico, sulla Pedemontana, sulla Tap".

Sulla stessa linea anche il ministro dell'Interno e leader della Lega, Matteo Salvini. "Se non c'è una sintesi all'interno del governo decidono gli italiani come è giusto che sia", dice il vicepremier al gazebo della Lega in corso Vercelli a Milano. "Nel contratto di governo  ci sono i referendum propositivi come in Svizzera, giustamente, quindi se sulla Tav non c'è un accordo politico la parola passa agli italiani. Ho ben chiaro in testa che voterei a favore dello sviluppo e della crescita".

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DI BATTISTA - Molto più dure le parole di Alessandro Di Battista: "La Tav non si deve fare, per niente. Non si deve fare e non si farà. Si deve fare una bella ferrovia e un bel treno ad alta velocità, magari Roma-Matera", ha detto ad Accordi & Disaccordi andata in onda ieri sera sul canale Nove. Quanto alla possibilità di indire un referendum sulla questione "il referendum lo chiedono i cittadini e io non sarò mai contrario a un referendum".

TOTI - "Il posto della Lega è in questa piazza e dove si ragiona dell'ammodernamento del Paese, perché è nel suo Dna", ha affermato il presidente della  Liguria Giovanni Toti, in piazza a Torino. "Non credo che la Lega pensi di non fare la Tav - ha aggiunto - da quello che sento è a favore. La Lega non può rinunciare alla sua storia". Per Toti "bisogna smettere di perdere tempo, la sinistra ha perso troppo tempo in nome di un certo ambientalismo. Il centrodestra invece è sempre stato molto chiaro sulla Tav, costruire opere non è contro l'ambiente".