Debora Serracchiani 'usata' per una campagna social di Forza Nuova
Debora Serracchiani 'usata' per una campagna social di Forza Nuova

Trieste, 13 maggio 2017 - Non c'è pace per la governatrice della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani: dopo essere stata aspramente criticata - soprattutto sui social - per il suo commento a un tentativo di stupro (dichiarò "E' più odioso se commesso da un profugo"), l'esponente Pd si trova addirittura 'arruolata' suo malgrado come testimonial dall'estrema destra. Farà discutere sicuramente anche il post pubblicato su FacebooK da Forza Nuova:

Spicca l'irridente commento del partito: "#Serracchiani. Sottoscriviamo quanto dichiarato dalla Governatrice e la invitiamo a ritirare la tessera onoraria del nostro movimento, anche lei, a quanto pare, comincia a capire. ULTIM'ORA Laura Boldrini ha chiesto a Zuckerberg di oscurare le pagine della pericolosa razzista Debora Serracchiani...

Certo la campagna social che richiama il volto e le parole dell'esponente Pd è davvero imbarazzante: accanto a una sua fotografia e alla frase sugli stupri messa tra virgolette domina lo slogan "La realtà è più forte di ogni ideologia buonista". Il tutto condito dall'hashtag #arrendeteviallarealtà e dal simbolo della formazione.

Ricordiamo che due sentenze della Cassazione (2010 e 2011) hanno ritenuto legittimo equiparare Forza Nuova a una formazione "antisemita" e "nazifascista".

Comunque sia, l'uscita della Serracchiani sulla violenza sessuale continua a mietere critiche anche da destra: il 'collega' governatore della Liguria Giovanni Toti non fa sconti: quello che ha detto la Serracchiani "la voglio definire, in italiano, un'idiozia, diciamo che è stata una scivolata. Fosse capitato a qualcuno di noi avremmo sentito cori, latrati, peana e ci sarebbero stati raduni in piazza per dire che siamo razzisti. Ma siccome l'ha detto una governatrice del Pd sento un grande silenzio. Certo, ha detto una sciocchezza penso che non la ripeterà e che se ne renderà conto da sola. Le sciocchezze capitano a tutti, basta ammetterle".

Un po' a sorpresa, c'è anche chi difende la Serracchiani. è il saggista e storico Paolo Mieli che al contrario commenta: la polemica contro Debora Serracchiani "è peggio che gratuita" è una polemica da dove viene fuori "un'Italia rozza, ignorante che non sa più leggere, capire, discutere". E spiega: "Le cose dette da Debora Serracchiani - spiega Mieli - sono quelle che ci sono nell'Odissea, nell'Iliade, nella Divina Commedia. Cioè tutti sanno, o almeno chiunque abbia degli studi anche elementari, che l'accoglienza si deve accompagnare con dei privilegi per gli ospiti e bisogna esigere che gli ospiti, per una loro crescita culturale, siano all'altezza di questi privilegi".