Scuola, un'immagine di repertorio
Scuola, un'immagine di repertorio

Roma, 29 luglio 2015 - Nelle scuole italiane non sarà insegnata la cosiddetta teoria gender, mentre saranno attuati "i principi di pari opportunità, di lotta alle discriminazioni, di prevenzione della violenza di genere, fondamentali in una società per formare giovani e adulti responsabili": ad assicurarlo è il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Stefania Giannini, rispondendo alla Camera a una interrogazione di Marco Rondini (Lega Nord) sulla paventata possibilità che il comma 16 della legge 107 (riforma della scuola approvata di recente, ndr) possa diventare il "cavallo di Troia" per la diffusione della toeria gender. 

"Il Miur - ha spiegato Giannini - è impegnato a promuovere nelle scuole la cultura del rispetto delle differenze e la consapevolezza dei diritti e dei doveri che derivano dalle differenze di qualunque tipo al fine di formare cittadini responsabili. Gran parte della legge la 'Buona Scuola' ha questo obiettivo educativo generale".

"In questa cornice - ha proseguito Giannini - si colloca un preciso comma della legge 107, cioè il 16, che parla di un principio educativo di questo tipo e stabilisce che il piano triennale dell'offerta formativa assicuri l'attuazione da un lato di principi di pari opportunità, attraverso l'educazione alla parità fra i sessi, dall'altro della prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione. Questi sono i due livelli su cui si lavorerà nelle scuole con attività che in autonomia saranno ispirate a questi principi. Ma la funzione fondamentale - ha continuato il ministro - non sarà solo la sensibilizzazione di tutte le componenti della comunità scolastica (genitori, studenti, insegnanti) su quei temi: la funzione sarà anche quella di far sì che questa modalità avvenga nella maniera più corretta e più trasparente possibile".

Gli istituti e i genitori, comunque, sono stati avvisati: "A tale riguardo il mio ministero ha inviato il 6 luglio scorso una nota esplicativa che, tra gli altri principi, richiama il corretto utilizzo degli strumenti normativi già esistenti per assicurare la massima informazione alle famiglie su tutte le attività previste dal piano dell'offerta formativa, inclusi i principi richiamati nel comma 16". 
Quindi, ha concluso Giannini, "ci sarà non solo l'informazione ma anche la condivisione di tutte le attività svolte. Questo è garantito nella sostanza e nella forma ed è stato comunicato con molta chiarezza a tutte le scuole italiane. Ribadisco che l'impegno del ministero per l'attuazione dei principi di pari opportunità, di lotta alle discriminazioni, di prevenzione della violenza di genere, fondamentali in una società per formare giovani e adulti responsabili non hanno nulla a che fare con la teoria gender che in qualche organo di stampa e in qualche dibattito è stata inserita impropriamente parlando di questo argomento".