Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini (Imagoeconomica)
Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini (Imagoeconomica)

Roma, 26 novembre 2020 - Via libera praticamente unanime sia alla Camera che al Senato alla risoluzione di maggioranza che autorizza lo scostamento dal pareggio di bilancio.

In mattinata alla Camera i voti a favore sono stati 552, nessun contrario, sei gli astenuti. In base alla Costituzione era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea, pari a 316 voti. Quindi anche il centrodestra ha votato sì. Era stato Silvio Berlusconi ad annunciare il voto favorevole di Forza Italia nel corso di un collegamento telefonico con il gruppo forzista alla Camera. "Il governo ha accolto tutte le proposte del centrodestra" ha sottolineato il leader azzurro che aveva lanciato una sorta di appello anche a Lega e Fratelli d'Italia a fare lo stesso.

Il bollettino Covid del 26 novembre

Subito dopo arrivava la risposta di Lega e Fratelli d'Italia. "Siamo pronti a votare si', come correttamente spiegato da Berlusconi sulla base di un documento informale del governo che accoglieva le nostre proposte, ma attendiamo che l'esecutivo presenti il testo definitivo", dicevano Matteo Salvini e Giorgia Meloni. E Lega e Fratelli d'Italia al momento della votazione si esprimevano per il sì.

Nel pomeriggio nessuna sorpresa anche al Senato: la risoluzione di maggioranza ha ottenuto 278 sì e 4 no. Il forzista Tajani aveva annunicato già prima della discussione il voto favorevole di tutto il centrodestra anche a Palazzo Madama.

Il voto di oggi rappresentava il primo banco di prova per la tenuta della maggioranza.  Ma il vero banco di prova sarà quando in aula approderà la discussione sul Mes, argomento che vede la maggioranza stessa divisa.

Conte: "Ottimo segnale"

Soddisfatto il premier Giuseppe Conte: "La votazione alla Camera sulla risoluzione di maggioranza relativa allo scostamento di bilancio
è un ottimo segnale in questo momento di particolare difficoltà che sta attraversando il Paese. Tra le forze di opposizione prevale la via del dialogo e di un approccio costruttivo e per questo ringrazio, in particolare, quanti l'hanno voluta perseguire sin dall'inizio, con determinazione ma sempre nella chiarezza dei ruoli".

Fondi per il fisco

Il governo utilizzerà "la quasi totalità delle risorse" dello scostamento da 8 miliardi "sul terreno fiscale per rinviare le scadenze fiscali dal 30 di novembre in avanti, il secondo acconto irpef, Ires, Irap, i versamenti di Iva, contributi e ritenute, privilegiando chi subisce significativi cali di fatturato, abbiamo il dovere di essere selettive per aiutare chi più ha bisogno". Lo ha detto in Aula al Senato il viceministro all'Economia Antonio Misiani.

La risoluzione della maggioranza

"Nel quadro delle risorse sono da considerarsi favorevolmente le proposte volte a rafforzare l'efficacia degli interventi per il sostegno dei lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti, attraverso l'ampliamento della moratoria fiscale a tutte le attività economiche che hanno subito cali rilevanti di fatturato". Lo prevede la risoluzione di maggioranza allo scostamento di bilancio che l'Ansa può anticipare. "È necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico di natura perequativa che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici ATECO e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato".

Il governo "accetta la risoluzione della maggioranza e dà parere contrario" a quella delle opposizioni sullo scostamento. Lo ha detto in Aula alla Camera il viceministro all'Economia Laura Castelli.