Il segretario Fiom Maurizio Landini (S), il sottosegretario Graziano Delrio (C) (Ansa)
Il segretario Fiom Maurizio Landini (S), il sottosegretario Graziano Delrio (C) (Ansa)

Roma, 30 ottobre 2014 - Il ministro dell'Interno Angelino Alfano riferisce in Parlamento sugli incidenti di ieri a Roma durante il corteo dell'Ast di Terni. La polemica non si placa: Renzi in mattinata ha incontrato i sindacati dei metalmeccanici, ma la Fiom ha proclamato lo sciopero generale di 8 ore a novembre

RENZI E I SINDACATI - ll presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, hanno incontrato a Palazzo Chigi una delegazione sindacale degli operai delle acciaierie Ast. Sui disordini di ieri, Renzi assicura: "Faremo delle verifiche" e ci saranno "atti conseguenti su questo" mentre chiede "un confronto serio, nel merito, su Terni". Perché "portare a casa la vicenda Terni è un imperativo morale" per il governo, ha detto nell'incontro con i segretari Fiom, Fim e Uilm. In sostanza, insiste il premier, "la vicenda di Terni", con la vertenza sindacale riguardante gli Acciai speciali Terni, "va separata dal confronto politico".

SCIOPERO GENERALE - "Alla luce di quanto successo ieri, la proposta della segreteria è quella di arrivare allo sciopero generale della categoria a metà novembre, in vista di quello della Cgil previsto per inizio dicembre", dice il segretario generale Maurizio Landini, durante il comitato centrale della Fiom. "Abbiamo pensato che rispetto a un classico sciopero generale - ha continuato Landini - sarebbe più utile mettere insieme 2-3 manifestazioni con i rispettivi scioperi in diverse date per il nord, il centro e il sud. Le città potrebbero essere Milano, Napoli e Terni, quest'ultima da valutare in base a quello che succederà", ha concluso il leader della Fiom. In serata dal comitato centrale della Fiom, è arrivata la proclamazione ufficiale di 8 ore di sciopero generale dei metalmeccanici a novembre. "Ciò - si legge nel documento conclusivo del comitato - a sostegno e in preparazione dello sciopero generale di tutte le categorie, per contrastare le misure contenute nel 'jobs act' e per rivendicare scelte diverse di politica economica e industriale, che la Cgil deciderà nel proprio direttivo già convocato il prossimo 12 novembre".

CAMUSSO SCALDA I TONI -  "Il presidente del Consiglio dovrebbe provare ad abbassare i manganelli dell'ordine pubblico", tuona il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso alla trasmissione Radio Anch'io su Radio1, rispondendo a Renzi che invita ad abbassare i toni dopo gli scontri di ieri al corteo degli operai dell'Ast di Terni. "Non capisco questo riferimento ad abbassare i toni - aggiunge Camusso - Non si può paragonare la dialettica, l'agitazione che c'è a una manifestazione agli atti concreti. Se c'è qualcuno che ha alzato i toni sono quelli che non sanno leggere gli articoli e che usano i titoli per fare polemica. Direi che questo appello il presidente del Consiglio lo deve rivolgere in casa sua". "A me pare - dice ancora il segretario della Cgil - un segnale davvero pericoloso per una situazione economica in grande difficoltà e sociale molto difficile".

ALFANO - "Do la mia personale solidarietà ai lavoratori Ast e agli agenti della polizia rimasti feriti ieri", ha detto il ministro dell'Interno nella sua informativa urgente in Senato. "E' lontana anni luce da noi l'idea di manganellare gli operai, così come penso sia lontana dagli operai la volontà di scaricare tensioni occupazionali sulla polizia". Sappiamo distinguere bene tra manifestanti e manifestanti - ha aggiunto Alfano - e questa capacità di distinzione sarà applicata sempre, in ogni circostanza, quando a sfilare saranno gli operai". Però, ha detto ancora il ministro, "serve da parte di tutti uno sforzo di coesione".

"La mia è una rigorosa e oggettiva ricostruzione dei fatti: ho scelto di venire immediatamente qui a dichiarare che è stato un brutto giorno per tutti" . Nella sua ricostruzione, Alfano ha riferito che "nella mattinata di ieri dalle 9 in poi si sono concentrati circa 500 manifestanti dell'Ast davanti all'ambasciata di Germania, nei pressi di piazza Indipendenza. Una parte di loro è stata ricevuta ed al termine dell'incontro l'ambasciata ha emesso uno scarno comunicato, che non ha soddisfatto i lavoratori". A questo punto, ha proseguito il ministro, "c'è stata la richiesta della Fiom di autorizzare un corteo verso il ministero dello Sviluppo economico, che non è stata immediatamente accolta perché presso il ministero erano in corso analoghe iniziative sindacali e quindi c'erano difficoltà logistiche e di gestione dell'ordine pubblico".

SEL ANTI-ALFANO - Intanto a Montecitorio è stata fatta una raccolta di firme su una mozione di sfiducia individuale al ministro Alfano. Per la presentazione della mozione alla Camera dei deputati, a norma di regolamento, serve la sottoscrizione del 10 per cento dei parlamentari, 63 firme. La mozione, promossa da Sel, è in questo momento all'attenzione dei gruppi di opposizione al governo Renzi. Sel conta a Montecitorio 26 deputati che hanno già sottoscritto la mozione. Per la presentazione della mozione sarebbe sufficiente la firma di una piccola parte del Movimento Cinque Stelle, che alla Camera ha 104 deputati. Per Alfano si tratterebbe del secondo voto di 'sfiducia' individuale in Parlamento, dopo il caso Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Abliazov, espulsa dall'Italia in circostanze controverse la scorsa primavera.

BAGNASCO - Quella degli operai Ast di Terni "è una voce da prendere con tanta serietà" perché "ha espresso la preoccupazione e la paura di tante persone di perdere il lavoro e quindi di mettere in crisi la sussistenza dignitosa delle proprie famiglie", ha detto il presidente della Cei, Angelo Bagnasco.