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22 giu 2022

I 5 Stelle non sono più il primo partito: Conte tentato dall’opposizione

Tra i fedelissimi dell'ex premier c’è chi parla di appoggio esterno. E molti adesso aspettano la mossa di Grillo

22 giu 2022
Luigi Di Maio (a sinistra), con Beppe Grillo e Virginia Raggi. Il ministro degli Esteri e l’ex sindaca di Roma sono molto vicini
Luigi Di Maio con Beppe Grillo e Virginia Raggi (Ansa)
Luigi Di Maio (a sinistra), con Beppe Grillo e Virginia Raggi. Il ministro degli Esteri e l’ex sindaca di Roma sono molto vicini
Luigi Di Maio con Beppe Grillo e Virginia Raggi (Ansa)

Roma, 22 giugno 2022 - Il M5s perde lo scettro di partito di maggioranza relativa passando il testimone alla Lega che – a quel punto – potrebbe alzare la posta con Draghi e chiedere un "riequilibrio nel governo". È questa eventualità che ieri, per tutta la giornata, ha tenuto impegnato Giuseppe Conte davanti a un pallottoliere, chiuso con i fedelissimi nel suo ufficio nel centro di Roma. Lo strappo di Di Maio gli era noto da giorni, aspettava solo il momento della "dichiarazione di divorzio", ma un’emorragia così importante di "big", di figure storiche e – soprattutto – di tanti componenti di governo in quota 5 stelle se lo aspettava assai di meno. Dunque, consumata la rottura, ha passato ore ed ore a cercare di capire come arginare i danni. Perché sì – con 50 in meno alla Camera e almeno 11 al Senato – il M5s non è più il partito di maggioranza relativa, ma anche gli equilibri di governo ne escono fortemente alterati. "Sono tanti, ma non tantissimi", provavano a smorzare, ieri, i parlamentari vicini al presidente. Mentre Conte preparava le contromosse, dalla componente di Di Maio filtravano gli attacchi. "Sta pensando di mollare il governo, magari con un appoggio esterno". Ma chi è vicino all’ex premier ha smentito: "Sono altri che creano problemi al governo, non noi", ha detto il ministro M5s Stefano Patuanelli. Chi pensa che Conte voglia fare un passo indietro da Draghi "dice il falso – è la posizione del quartier generale 5 stelle – d’altronde, sono gli stessi che ci hanno accusato di voler disallineare l’Italia dalla Ue". Invece, si fa notare, nel momento della verità, il M5s ha dimostrato di stare col governo, come per la risoluzione sull’Ucraina. Ma poi, al di là delle dichiarazioni di rito, i nervi sono tesissimi dal ...

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