Mattia Santori, uno degli ideatori delle Sardine (Imagoeconomica)
Mattia Santori, uno degli ideatori delle Sardine (Imagoeconomica)

Bologna, 23 gennaio 2020 - Sarà anche un leader porta-slogan più che voti, come dice chi lo critica, ma il trentenne capo delle Sardine, Mattia Santori, sa bene che domenica, alle urne, oltre al futuro della Regione rossa e forse del governo, si deciderà anche quello dei ‘nuotatori’ della politica. Ed è pronto per la sfida, che porterà – se Bonaccini vince – a "qualcosa di nuovo il 14 e 15 marzo nel congresso di Scampia". Altrimenti, "tutto sarà più difficile".

Santori, la notizia del giorno intanto la danno i grillini. Cosa pensa della loro implosione?
"Non sono sorpreso, credo che l’implosione ci fosse già stata, perché i 5 stelle hanno mostrato totale impasse nella presentazione dei candidati delle Regionali. Li abbiamo visti in una barca senza rotta. Cambiare può essere un’idea, ma temo che sia troppo tardi".

Quanti delusi, ‘orfani’ dei 5 Stelle, potreste recuperare?
"I delusi sono difficili da convincere. È più facile risvegliare i pigri, e noi questo abbiamo fatto: abbiamo dato una scossa allo snobismo di sinistra e di centro e all’antipolitica".

Giorni fa abbiamo assistito alla farsa dei partiti che, sul primo via politico al processo a Salvini, hanno fatto il contrario delle idee professate. La gente comune può capire questi bizantinismi?
"È il ’bug’ del sistema della politica moderna, basata tantissimo sul marketing e pochissimo sui fatti. Noi diciamo basta alle decisioni fondate solo sul consenso, logica che allontana i cittadini dalle cose concrete. Un governo che guarda anche a sinistra non può rimandare sempre lo Ius soli e non può non toccare il decreto sicurezza di Salvini. Tutti, comunque, si muovono per strategia. Il Pd ha scelto l’Aventino perché non vuole che si voti ora per la Gregoretti, Salvini lasciò il governo per non fare una finanziaria difficile...".

Lo sa che, storicamente, quando la sinistra ha ‘picchiato’ sul giustizialismo, Berlusconi poi ha stravinto.
"Qual è la domanda?".

Se fosse stato al posto del Pd, avrebbe scelto l’Aventino sull’autorizzazione a procedere contro il leader leghista?
"Il tema non era che il Parlamento assolvesse o condannasse Salvini, il punto era se dare il primo via libera a procedere oppure no. E non ci sarebbe stato nulla di male a dire che se ne devono occupare le persone competenti. Invece non è stato bello assistere allo spettacolo di partiti che si sono chiesti: ‘Ma Salvini poi vincerebbe oppure no?’".

E da lunedì, dopo il voto, che succederà?
"Se Bonaccini perdesse, sarebbe tutto più difficile. Se vincesse, noi saremmo il vero elemento nuovo del voto e qualcosa bisognerà costruire... È un dato di questi giorni che, su Google Trend, le Sardine hanno scalzato Salvini come prima ricerca".

Molti sostengono che voi non sposterete voti.
"Credo che noi siamo stati la risposta alla scelta di nazionalizzare il voto in Emilia Romagna. A livello locale la sfida è Bonaccini contro Borgonzoni, a livello nazionale il match è Salvini contro Sardine".

Oggi a Bibbiano cosa farete?
"Una grande festa della musica, ognuno porterà una strumento, sarà la più grande orchestra ittica della storia".

Ma, scusi, il messaggio quale sarebbe?
"Dopo il vortice negativo in cui si sono trovati i cittadini di Bibbiano nella presunta ‘terra degli orrori’, adesso deve iniziare una nuova storia: Bibbiano terra di accoglienza".

E sabato non è che vi congelerete facendo il bagno al Papeete?
"Ma noi siamo pesci!".

Seriamente, avete fissato l’incontro con Conte? Qual è la prima cosa da chiedergli?
"No, nessuna data. Per prima cosa comunque gli chiederemo di capire come si può rendere meno vergognoso il decreto sicurezza. E poi bisogna intervenire sulla democrazia digitale, ossia fare in modo che i social network amplifichino i messaggi della buona politica e non quelli della politica da bar".

E il congresso delle Sardine sancirà l’entrata in politica?
"La notizia vera è che sarà a Scampia, il 14 e 15 marzo. Là inizierà la nostra terza fase".