Piazza Maggiore piena di sardine a Bologna (Dire)
Piazza Maggiore piena di sardine a Bologna (Dire)

Bologna, 16 novembre 2019 - Il segreto è così semplice che non c’è. "Era notte, non riuscivo a dormire e leggevo i proclami di Salvini. Così mi sono detto: non se ne può più, troviamoci in piazza, mi basta essere uno più di loro". Altroché. Sono arrivati in 15mila (almeno). E Mattia Santori, uno dei quattro ragazzi che ha promosso la manifestazione delle sardine anti-Lega a Bologna giovedì sera, è diventato in poche ore una delle persone più cercate d’Italia. Non è un caso. Una manifestazione spontanea, di popolo e di queste dimensioni, non si vedeva da molto tempo. In poche ore è diventata popolarissima sul web, un tormentone sui social e cavalcata dalla politica.

Famiglie, bambini, pensionati, gente normale: tutti in strada a sfidare il freddo, rispondendo a un invito Facebook che si è tramutato in passaparola sotto i portici, sugli autobus e via whatsapp. Nessuna chiamata di partito. Anzi, con la politica i ragazzi delle sardine non c’entrano e non vogliono c’entrare nulla: "L’abbiamo detto subito e ripetuto dal palco: non volevamo bandiere, non volevamo partiti e non volevamo insulti". Così è andata.

L’invasione del ‘crescentone’ è stata, però, salutata dal sospiro di sollievo di tutto il centrosinistra, dal segretario dem Nicola Zingaretti e soprattutto dal governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che forse in quell’adunata popolare ha visto una speranza per invertire "il vento che ci soffia contro", come ha definito l’ondata sovranista che rischia di travolgere lui e la regione rossa per eccellenza. Qualche segnale sembra esserci.

La piazza di giovedì si sta espandendo come un contagio, tanto che lunedì toccherà a Modena, sempre in contemporanea all’arrivo in città di Salvini e – spiega ancora Santori - "altre città ci hanno già contattato". In effetti, a sinistra certe manifestazioni ormai sono un lontano ricordo. Questo weekend il Pd si ritrova proprio a Bologna, ma per una tre giorni al chiuso dei palazzi storici dedicata a cambiare lo statuto, a presentare la nuova fondazione di Cuperlo e a portare avanti tavoli tematici da cui sviluppare le proposte del futuro. Unica eccezione: la classica cena con i volontari di stasera.

Tutti temi rispettabili, ma non proprio il massimo per riaccendere una passione in crisi. A scene del genere, invece la città è abituata. Spontaneo è il corteo che si forma ogni 2 agosto, senza bandiere e senza appartenenze, se non l’orgoglio di chi chiede verità per la strage più sanguinosa del dopoguerra. E nel 2007, in quella stessa piazza, l’Italia si accorse di Beppe Grillo: per il primo V-Day arrivarono in decine di migliaia, anche in quel caso grazie al passaparola. Il miracolo si ripropose tre anni dopo, quando il comico ‘surfò’ la folla in canotto. Erano altri Cinque Stelle, diversi nelle persone e nei temi da quelli di oggi, ma sotto le Due Torri si comprese in anticipo la portata del cambiamento che stava arrivando. Bologna città laboratorio, che anticipa le tendenze del Paese, si è detto per lungo tempo. E dopo giovedì, la speranza del centrosinistra è proprio questa: lo scoppio di una scintilla per combattere l’avanzata del sovranismo, un segreto così semplice e allo stesso tempo così difficile da svelare.