Sara Cunial, ex grillina, deputata no vax
Sara Cunial, ex grillina, deputata no vax

Roma, 18 novembre 2021 - La deputata no vax Sara Cunial potrà entrare alla Camera senza Green pass, almeno fino al 1° dicembre.  Ad 'aprirle' di nuovo le porte dell'Aula è stato un ex grillino come lei. Il presidente del collegio di appello della Camera dei deputati Andrea Colletti di Alternativa c’è,  ha accolto infatti  la  richiesta di sospensiva della delibera che introduce appunto l'obbligo del certificato verde. Mentre la protagonista si dichiara “molto soddisfatta”, piovono nuove roventi polemiche sulla deputata, oggi del Gruppo Misto, che annuncia: “Da domani tornerò in Aula senza mostrare alcuna tessera di regime, coerente con me stessa, la nostra Costituzione e quella parte di popolo italiano che sta lottando contro insane, insensate e criminali restrizioni che umiliano la nostra democrazia e la nostra intelligenza”.

La deputata, assente dall’aula dal 15 ottobre scorso per protesta contro il Green Pass, si compiace: “Oggi tutti i miei colleghi parlamentari dovrebbero gioire della decisione del presidente del collegio d’appello Andrea Colletti, di accogliere, con un decreto cautelare monocratico, la mia richiesta di sospensiva della delibera con cui il collegio dei questori ha introdotto l’obbligo del Green pass per accedere a tutte le sedi della Camera. Così come tutti si sarebbero dovuti opporre con ogni mezzo per impedire che la nostra democrazia fosse calpestata e mortificata fino a tal punto - prosegue -. Purtroppo sempre meno uomini liberi e integri siedono nel nostro Parlamento. Per fortuna sempre di più ce ne sono fuori. Uomini e donne che conoscono il valore delle proprie scelte e il peso delle proprie azioni e che non sono più disposti ad abbassare la testa di fronte a quelle che ormai sono diventate vere e proprie angherie, illegittime, incostituzionali e immorali”.
Ma è pioggia di critiche. “Inaccettabile”, scrive su Facebook il vicepresidente della Camera e presidente di Italia Viva Ettore Rosato. Che si chiede: “Perché le regole che esistono per tutti i cittadini non dovrebbero valere qui a Montecitorio? Se ai lavoratori viene chiesto di esibire il green pass pena la sospensione e mancata retribuzione, perché ai parlamentari dovremmo consentire di votare anche senza il certificato? Mi stupisce la decisione del presidente del Collegio d’appello della Camera che ha sospeso le regole sul Green pass che ci eravamo dati per consentire alla collega dichiaratamente no vax Sara Cunial di entrare in Aula. È passata dal voler combattere la casta a chiedere trattamenti di favore”. Ancora più drastica Beatrice Lorenzin, ex ministro della Salute: “È inaccettabile, abbiamo il diritto di essere tutelati nell’esercizio della nostra funzione in un luogo salubre. Qua ci sono anche persone che non stanno bene, come la mettiamo se si prendono il Covid perché ce lo porta la Cunial? È una potenziale untrice, ha ribadito, sottolineando che “il Green pass è elemento di sicurezza, vale per tutti deve valere anche per il Parlamento”.

Giorni fa aveva fatto scalpore anche la decisione del presidente del Tribunale Ue che aveva deciso di sospendere temporaneamente l’imposizione del Green Pass per l’accesso agli edifici del Parlamento europeo. Sospensione valida solo per chi aveva fatto ricorso.

Ma Cunial può diventare un precedente?  “Il punto è che non si può non permettere a un parlamentare di rappresentare tutta una parte di elettorato per una motivazione che non ha un carattere chiaramente sanitario ma che rischia di averne uno più burocratico, diciamo”, risponde Colletti. Il Green pass non è una misura sanitaria? “Nel decreto c’è scritto che non può entrare chi è positivo e chi è in quarantena. Sono queste le motivazioni sanitarie”. Ma c’è solo il caso della Cunial all’attenzione dei ‘tribunali’ interni della Camera? “A livello di parlamentare a me è arrivato solo il ricorso della  Cunial ma so che dovrebbero esserci altri casi all’esame del primo grado. Poi ci sono ricorsi anche di dipendenti della Camera e su questi, avendo profili diversi, ci riserviamo di decidere”. Ovvero i dipendenti non hanno le prerogative del parlamentare? “Io devo far rispettare l’interpretazione dei diritti costituzionali, non faccio questioni politiche. Del resto ci troviamo in una situazione del tutto inedita. La decisione del collegio dei questori sul green pass è esplosiva, non si era mai avuta una cosa del genere nella storia di Montecitorio”.