Un carabiniere impugna una pistola elettrica (Ansa)
Un carabiniere impugna una pistola elettrica (Ansa)

Roma, 14 aprile 2019 - "A giugno arriva in dotazione delle forze dell'ordine la pistola elettrica". Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, partecipando questa mattina alla convention della Lega nel Lazio. È, infatti, appena terminata la sperimentazione avviata, nei mesi scorsi, in alcune città italiane: Milano, Brindisi, Caserta, Catania, Padova e Reggio Emilia in cui sia gli agenti ma anche i militari dei carabinieri e della guardia di finanza hanno potuto testare la pistola elettrica.

Taser è in realtà il nome del marchio più famoso di pistole che usano l’elettroshock, e che è poi diventato il nome comune per indicare questo tipo di arma. Il taser è un’arma non letale: utilizza l’elettricità (una scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente) per paralizzare i movimenti facendo contrarre i muscoli di chi viene colpito. E’ stato inventato alla fine degli anni Settanta, ma i modelli che permettono l’immobilizzazione totale di una persona sono stati progettati a partire dalla fine degli anni Novanta. L’ipotesi di utilizzare il taser era stata valutata già nel 2014 quando, con Angelino Alfano al ministero dell’Interno, era stato approvato un emendamento dentro al decreto legge sulla sicurezza negli stadi per avviarne la sperimentazione da parte dei reparti mobili. Soltanto negli ultimi mesi si è arrivati ad una soluzione condivisa con i sindacati di polizia, che ritengono la pistola elettrica possa ridurre gli interventi corpo a corpo. Inoltre ogni operatore – secondo le previsioni auspicate anche dai sindacati – dovrebbe avere sulla propria divisa una particolare telecamera a colori ad alta definizione (dotata anche di visione notturna) che si accende automaticamente non appena viene tolta la sicura dell’arma, così da controllarne l’operato.

E proprio ieri, un marito violento a Genova è stato fermato dai poliziotti proprio grazie all'utilizzo del taser. L'uomo ha picchiato la moglie perché geloso, ha distrutto casa e minacciato di morte i poliziotti. L'episodio nel quartiere è avvenuto nel quartiere di Begato, protagonista un italiano di 40 anni, ubriaco. A chiamare la polizia la donna, dopo che l'anziana madre, terrorizzata dal fatto, respirava male. All'arrivo dei poliziotti l'uomo ha lanciato oggetti dalle scale e gridato "vi ammazzo". Uno, per calmarlo, ha usato il taser solo nella fase in cui emette un rumore di solito fa da deterrente. Non è bastato e durante la mediazione l'uomo si è spogliato, ha gridato "sparatemi" e ha lanciato una bicicletta contro i poliziotti. A questo punto è stato usato il taser con i dardi: l'uomo si è accasciato rimanendo cosciente. Il quarantenne, portato in ospedale dove è stato sedato, è stato arrestato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. La moglie (prognosi 7 giorni) lo ha denunciato per maltrattamenti. Genova era stata inserita nella sperimentazione del taser dopo i tragici fatti di via Borzoli, dove un agente aveva sparato e ucciso un giovane sudamericano che aveva accoltellato un collega  nell'ambito di un intervento per un trattamento sanitario obbligatorio.