Salvini all'inaugurazione della nuova Questura di Monza (Lapresse)
Salvini all'inaugurazione della nuova Questura di Monza (Lapresse)

Monza, 15 aprile 2019 - Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è di nuovo indagato per sequestro di persona. Stavolta il reato sarebbe stato "commesso in Siracusa dal 24 al 30 gennaio 2019" (ovvero si tratta del caso Sea Watch 3,  la nave con a bordo i 47 migranti sbarcati il 31 gennaio scorso). A rivelarlo è lo stesso leader della Lega, sottolineando che il procuratore Carmelo Zuccaro ha presentato una "contestuale richiesta di archiviazione". Assieme al ministro dell'Interno risultano indagati anche il premier Giuseppe Conte, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli e il ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Anche per loro è stata presentata richiesta di archiviazione al Tribunale dei ministri di Catania, che dovrà decidere sulla loro posizione e quella di Salvini entro i prossimi 90 giorni. 

In conferenza stampa dalla prefettura di Monza, il vicepremier ha spiegato con una nota d'ironia: "Quale occasione migliore, oggi in Brianza, per ricevere un'iscrizione a giudizio di un altro reato, un altro sequestro di persona? Sono nuovamente indagato, ma finché faccio il ministro i porti italiani rimangono chiusi. Il business delle armi e della droga qui non entrano". 

FRECCIATA A DI MAIO E TRENTA - E visto che Di Maio aveva dichiarato ieri che la chiusura dei porti è una soluzione "solo temporanea", Salvini ci mette la carica: "Io rispetto il lavoro del collega Di Maio che si occupa di lavoro e sviluppo economico. Lui si occupa di crisi aziendali e io porto rispetto. Chiedo altrettanto rispetto: di ordine, di sicurezza e confini me ne occupo io. Io ci metto la faccia e rischio personalmente -  sottolinea Salvini - Se il ministro Di Maio e il ministro Trenta sono in disaccordo me lo dicano in Consiglio dei ministri e faremo una sana e franca discussione. Finché sarò ministro, i porti restano indisponibili, chiusi e sigillati per i trafficanti di esseri umani". Il riferimento alla ministra della Difesa riguarda quanto detto oggi dalla Trenta a proposito della situazione in Libia: "Chi scappa dalla guerra non è più migrante, è rifugiato e va accolto".

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Insomma, "i colleghi ministri possono dire quello che vogliono, i porti italiani rimangono chiusi. Possono aprire altri 18 procedimenti penali nei miei confronti, ma non cambio idea". E a chi gli chiedeva se le ultime polemiche sui porti chiusi e i migranti potessero portare a una crisi di governo replica a muso duro: "Non lo so, io non cambio idea". 

DI MAIO-  "Le indagini a carico del ministro Salvini? Ieri ho ricevuto la stessa notifica, sono indagato anche io ma non mi sento Napoleone".Ha rspiegato il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in visita a Dubai. "Lavoriamo con il massimo del supporto, questo è un momento molto importante, è il momento di essere uniti come paese europei, bisogna stabilizzare la Libia", ha aggiunto.

E poi il vicepremier del Movimento 5 stelle replica su Facebook a Salvini anche sulla questione dei porti: "Il vero dibattito non è sull'Italia ma sugli altri. Sono gli altri che devono aprire i porti e per 'altri' mi riferisco anche agli alleati della Lega. Sono loro che devono cambiare atteggiamento nei confronti del nostro Paese. Orban in Ungheria, Afd in Germania, Le Pen in Francia, tutte forze politiche alleate della Lega che fanno i sovranisti con le frontiere italiane. Se la Lega si allea con loro, sarebbe utile che gli ricordasse i propri doveri e che noi abbiamo smesso di farci carico da soli dell'emergenza migranti".

IL CASO SEA WATCH - A margine della conferenza stampa, Salvini precisa il contesto: "E' la nave olandese che è intervenuta in acque libiche. Se n'è fregata dell'alt e delle indicazioni del governo olandese di andare in Tunisia e ha messo a rischio la vita delle decine di migranti a bordo per arrivare in Italia con un gesto politico". Poi aggiunge: "Sono arrivati in Italia, li abbiamo curati e li abbiamo fatti sbarcare e abbiamo lavorato per redistribuirli. Il risultato è che c'è un procedimento penale nei miei confronti".

Su Facebook il ministro dell'Interno pubblica la diretta della conferenza stampa a Monza. La notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati è solo l'ultima nella 'scaletta' di Salvini:

L'ISTRUTTORIA  - La Procura di Siracusa ha dunque inviato al Tribunale dei ministri gli atti del procedimento penale per i reati "previsti dagli articoli 81, 110 e 605" (sequestro di persona) del codice penale riguardanti il caso Sea Watch 3, commessi dal 24 al 30 gennaio. Il pm Zuccaro, ha spiegato Salvini, ha fatto richiesta di archiviazione, come successo per la nave Diciotti

Il Tribunale dei ministri di Catania ha già avviato l'istruttoria del procedimento sul ministro dell'Interno. La composizione del Tribunale del ministri di Catania è la stessa di quella che chiese sempre per Salvini l'autorizzazione a procedere - poi bocciata dal Senato - per lo stesso reato per i tempi sullo sbarco di migranti su nave Diciotti dello scorso agosto nel capoluogo etneo. I giudici dovranno decidere entro 90 giorni dal deposito della richiesta di archiviazione. Potranno inviare una nuova richiesta di autorizzazione a procedere al Senato o archiviare il fascicolo, decisione quest'ultima che sarebbe definitiva perché non appellabile.