Salvini in Senato (Ansa)
Salvini in Senato (Ansa)

Roma, 12 febbraio 2020 - Sì al processo per Salvini. Oggi il Senato ha votato a favore dell'autorizzazione a procedere per l'ex vicepremier, accusato del reato di sequestro di persona per la gestione dei 131 migranti della Gregoretti, bloccati sulla nave militare per 4 giorni. I senatori erano chiamati a esprimersi sull'ordine del giorno presentato da Forza Italia e Fratelli d'Italia, che chiedeva di negare l'autorizzazione, sostenendo che l'ex ministro agì a tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante e in accordo con il governo. La maggioranza - con voto palese, come previsto in questi casi - ha respinto l'odg (avallando dunque il processo) mentre i senatori delle Lega uscivano dall'Aula su invito dello stesso Salvini. La votazione, iniziata nel pomeriggio, si è chiusa alle 19 con 76 voti favorevoli, 152 contrari e nessun astenuto.

"Io ho difeso l'Italia - è stato il primo commento del diretto interessato - essere processato per questo... ma ho piena e totale fiducia nella magistratura. Sono assolutamente tranquillo e orgoglioso di quello che ho fatto. E lo rifarò appena tornato al governo". Sull'incandidabilità in caso di condanna, "non sono preoccupato": nessun piano B, assicura Salvini. Più tardi, a Radio Radio, attacca: "Confido che in Italia ci sia una magistratura sana, stabile e indipendente, che non si faccia condizionare dalle richieste del Pd di turno". E ancora: "Di solito i politici scappano dai processi. Magari sono un cretino, ma sono abituato a affrontare la vita di petto. Non ho paura di non essere più candidabile. Si vive una volta sola".

SCHEDA / Cosa succede ora

Il discorso di Salvini

Nel suo intervento in Aula, prima del voto, Salvini era tornato a chiedere ai suoi di non opporsi al processo, perché "male non fare, paura non avere". "L'evidenza vorrebbe che il Parlamento tutelasse le sue prerogative", ha detto l'ex ministro. Ma "se c'è qualcuno che scappa oggi non è tra la Lega ma tra i banchi del governo. Io ritengo di avere difeso la mia patria, se ci deve essere un processo ci sia. Io andrò con orgoglio a rivendicare che ho difeso la mia Italia". Quindi: "Facciamo decidere un giudice se ho difeso il mio paese o se sono un criminale. Usciamo da quest'aula e facciamo decidere a lui".

Salvini non ha risparmiato attacchi al governo: "E' tenuto insieme dalla paura del voto e applica il rinvio eterno: il non scegliere sul Mes, sulla prescrizione, sulle autostrade, state tenendo ferma la Gronda, state tenendo in ostaggio i genovesi e i liguri, fate qualcosa ma decidete sull'Ilva, sull'Alitalia. Sono sei mesi che litigate su tutto ma uniti da Salvini è cattivo". Da una parte l'appello ai senatori della Lega ("andiamo dritti, affrontiamo questa aggressione politica"), dall'altra il messaggio rivolto alla maggioranza: "Non ho nemici in quest'aula, in questo Paese, ho avversari con idee diverse. Dividiamoci sui temi ma mai sui valori fondamentali. Mai vorrò che un giudice entri qua a un giudicare un atto politico".

"Ho difeso la mia terra"

"Sono pronto per intervenire in Senato - twittava poco prima di entrare a Palazzo Madama - a testa alta e con la coscienza pulita di chi ha difeso la sua terra e la sua gente".  Ai giornalisti di Palazzo Madama ha ricordato che "ho scelto io contro il mio quieto vivere di andare davanti a un tribunale. Orgoglioso di aver salvato migliaia di vite umane". Via social ha fatto poi notare le assenze fra i banchi dell'esecutivo: "Vogliono mandare Salvini a processo. Governo assente! Che pena, senza vergogna...". 

I numeri in Senato 

Salvini era cosciente dell'esito del voto: "Vada come vada, i numeri sono evidenti e c'è una maggioranza di Pd, Iv e M5s che ritiene che io debba essere processato". Sapeva infatti che l'ordine del giorno di FdI e Forza Italia, sarebbe passato. E così è stato. 

Crimi: da Salvini solo menzogne

Al discorso di Salvini replica, per il Movimento 5 Stelle, il capo politico 'reggente'. "Da mesi il capo della Lega vive in uno stato confusionale", commenta Vito Crimi sul blog delle Stellein un post dal titolo 'Da Salvini solo fughe e menzogne'. "Basta ricostruire le sue dichiarazioni - va avanti il pentastellato -. prima rivendica di essere stato lui a decidere sul caso Gregoretti, poi grida al complotto, affermando che si è trattato di un'azione promossa da tutto il governo. Prima dice di volersi far processare, poi non vuole più, poi vuole di nuovo. Ha cambiato idea talmente tante volte che è impossibile capire come la pensi veramente".