Matteo Salvini (Imagoeconomica)
Matteo Salvini (Imagoeconomica)

Roma, 16 febbraio 2021 - A meno di 24 ore dal debutto del Governo Draghi alle Camere per ottenere la fiducia, e nonostante l'incontro 'cordiale' con Nicola Zingaretti, giusto ieri, Matteo Salvini non rinuncia a qualche stilettata ai nuovi compagni di governo. "Io diventato europeista? Il mio obiettivo resta portare più Italia in Europa", ha detto a "L'aria che tira", su La7 rispondendo a una domanda sulla politica monetaria dell'Unione. Per poi affondare: "Euro irreversibile? Solo la morte lo è, per fortuna. Solo il buon Dio può decidere". Poi, sul governo, il leader della Lega scende a più miti consigli: "Devono prevalere i punti di unione, non quelli di disunione - dice - Oggi mi tengo per me le mie simpatie e le mie antipatie". Ed è la seconda frizione in due giorni, tra i partiti della litigiosa maggioranza di Draghi, che ieri si sono scontrati sulla pandemia (vedasi l'attacco sullo stop allo sci del neoministro leghista Garavaglia).

Sull'euro replica a distanza il segretario del Pd Nicola Zingaretti  con un tweet secco: "L'Euro e l'Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell'Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo". Pur non citando esplicitamente il leader della Lega, sembra proprio una risposta alle dichiarazioni di Salvini sull'euro.  Il governatore emiliano dem Stefano Bonaccini sbotta: "Non dovevo stabilire io se ne valesse la pena" andare al governo con Salvini, "soprattutto se potesse accettare o no di far parte del Governo Draghi". E aggiunge: "Per chi metteva le magliette 'No euro' e presentava i libri 'No euro' andare al governo insieme a chi ha salvato l'euro, cioè Mario Draghi... l'imbarazzo di spiegare la conversione è loro, non è certamente mia".

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Dalla platea dei 5 stelle arriva subito il commento livido di Tiziana Beghin: "Il lupo perde il pelo ma non il vizio", è la reazione. Condita da un sospetto: "Quella di Salvini sull'Euro non è una battuta estemporanea ma l'amara verità, che cerca di camuffare con voti di facciata, come quello sul regolamento sul Recovery Fund". E ancora: "Il sovranismo e l'antieuropeismo della Lega sono alimentati da alleanze europee con Le Pen, Wilders, Meuthen e i partiti neo-fascisti dell'Est Europa e non possono essere cancellati con una pennellata di vernice fresca. Adesso lo aspettiamo alla prova dei fatti".