Matteo Salvini (Lapresse)
Matteo Salvini (Lapresse)

Roma, 27 gennaio 2019 - Se Di Battista invita Salvini a farsi processare sul caso Diciotti, Di Maio si offre volontario testimone a favore, all'eventuale procedimento. Potrebbe sembrare un tranello M5s al leader della Lega il duetto: la posizione quasi di sfida dell'ex deputato di M5s verso l'alleato di governo, a cui fa eco l'intervento dell'altro vicepremier, che non rinnega il processo, anzi si offre come testimone (quello che spaventa i grillini è dover votare in Parlamento sull'immunità di Salvini, con tutte le conseguenze del caso).

"Sulla richiesta all'autorizzazione a procecere credo che Salvini dovrebbe rinunciare all'immunità evitando che il Parlamento si pronunci". Ha detto chiaramente Alessandro Di Battista su Canale 5 a "Domenica live". 

E poi ha affondato: "Fermo restando che l'azione sui migranti a bordo della Diciotti è stata di tutto il governo se Salvini rinunciasse a l'immunità (dopo la richiesta di autorizzazione a procedere avanzata al Senato nei suoi confronti dal Tribunale dei ministri - ndr) il problema del voto contro o a favore di M5S si risolverebbe".

DI MAIO: IO TESTIMONE - "Se Salvini andasse a processo io sarei il primo ad andare a testimoniare che quella fu una decisione del governo". Il vicepremier Luigi Di Maio ha così risposto a Massimo Giletti su la7. E spiega: il processo "finirà con un nulla di fatto perché si trattò di una legittima decisione politica del governo". Di Maio: "Se Salvini ha detto 'mi voglio fare processare', il problema del nostro voto sull'immunità non esiste più. Che facciamo? Gli facciamo un dispetto e gli votiamo contro? Quindi M5S non gli "farà un dispetto" e voterà sì alla richiesta di autorizzazione a procedere". E conclude: "Si cerca ogni pretesto per far scardinare il Movimento Cinque Stelle dalla Lega nella speranza di far cadere il governo. Non succederà". 

LA RICHIESTA - Il tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno per la vicenda della nave Diciotti. La decisione arriva dopo la richiesta motivata di archiviazione avanzata dalla procura di Catania. A questo punto la Procura di Catania, in ottemperanza alla decisione del Tribunale dei ministri, ha inviato al Senato l'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini - "per sequestro di persona aggravato" e gli atti relativi all'inchiesta sulla nave Diciotti. Il tribunale sottolinea tra l'altro: "L'obbligo di salvare la vita in mare costituisce un preciso dovere degli Stati e prevale su tutte le norme e gli accordi bilaterali finalizzati al contrasto dell'immigrazione irregolare". Ancora: "Le Convenzioni internazionali cui l'Italia ha aderito - sottolineano i giudici - costituiscono un limite alla potestà legislativa dello Stato e, in base agli art.10, 11 e 117 della Costituzione, non possono costituire oggetto di deroga da parte di valutazioni discrezionali dell'autorità politica".

La Giunta per le immunità parlamentari del Senato, presieduta dal forzista Maurizio Gasparri, dovrà esaminare il fascicolo in poche settimane e prendere le sue decisioni entro il 22 febbraio. L'Aula di Palazzo Madama dovrà pronunciarsi invece entro il 24 marzo. Entro due mesi, anche se i termini per la legge non sono perentori, si saprà dunque se i senatori daranno ai giudici siciliani l'autorizzazione a processare il segretario della Lega.