Milano, murales con Salvini che picchia Di Maio (ImagoE)
Milano, murales con Salvini che picchia Di Maio (ImagoE)

Roma, 11 maggio 2019 - Qualche settimana fa, l’intervista al quotidiano spagnolo El Paìs avrebbe fatto il rumore impercettibile di una foglia che cade. Cosa dovrebbe dire un premier se non che è lui a guidare il governo? "L’idea che comandi Salvini è un’illusione ottica", scandisce Conte. Il quale già in passato aveva provato a tirar fuori la testa, salvo rimetterla prudentemente al riparo quando il gioco si era fatto duro, dopo lo scontro sui gilet gialli con la Francia.

Per quanto siano ovvie come nota il leader del Carroccio ("io mi occupo di ordine pubblico, lui è il presidente del Consiglio"), stavolta quelle dichiarazioni arrivano dopo fatti inconfutabili: ieri i porti erano aperti e a gestire gli sbarchi dei migranti è stato Conte. L’altro ieri lui ha lanciato l’altolà a manovre propagandistiche sulla droga. E il giorno precedente è stato il protagonista del licenziamento di Siri.

Tre indiziI sufficienti al Carroccio per ritenere che – puntando al core business leghista – voglia rialzare il capo come premier dei 5stelle non di garanzia, alimentando così l’ira di Salvini. Pronto a tirare un siluro verso questa rinnovata velleità di contare con una lettera in cui chiede a lui (e a Moavero) sostegno sui rimpatri. Della serie: caro Giuseppe, rivendichi lo scettro? Occupati allora di una questione che, per esser risolta, richiede accordi internazionali che solo non posso fare. C’è da dire che l’entrata in scena dell’antagonista alloggiato a Palazzo Chigi si somma a una quantità industriale di guai che portano molti a via Bellerio a tifare per una rottura con i pentastellati dopo le Europee: dal caso Siri all’offensiva giudiziaria fino ad arrivare al nodo Casapound. Sono così tante le tegole che il sottosegretario Giorgetti avanza apertamente i dubbi che da giorni albergano nell’anima di qualsiasi leghista: "Quando la Lega sale nei sondaggi succede sempre qualcosa. Non mi riferisco solo alle inchieste dei magistrati, ma anche alle polemiche su fascismo e antifascismo". Dietro le ultime vicende, intravede un gioco di sponda tra diversi soggetti che mira a ridimensionare il Carroccio in una manovra avvolgente che finisce per fare perno proprio sul premier.

Salvini: "Sarò avversario irriducibile dei porti aperti"

E fanno tale e tanto rumore le voci di sviluppi delle inchieste che andrebbero a colpire il cuore del potere leghista, da alimentare le preoccupazioni di Salvini. Uno scenario da incubo in una campagna elettorale che doveva essere trionfale e invece registra proprio sulla giustizia i primi scricchiolii. Ufficialmente il Capitano mostra di non dare peso ai sondaggi che certificano le difficoltà:"Siamo comunque al 30%, con largo vantaggio sui 5stelle". Ma cerca di recuperare sia sottraendosi all’accusa di far sponda all’estrema destra garantendo a Lucano (sindaco di Riace) la possibilità di parlare alla Sapienza, sia rilanciando sui temi concreti: dopo flat tax, immigrazione e Autonomia, getta sul tavolo il decreto sicurezza bis. Subito placcato dai pentastellati: "È l’ennesima invenzione per coprire il fallimento sui rimpatri. Matteo ha perso la ragione", il ragionamento di Di Maio che bombardare l’alleato su tutti i fronti. "Dialettica normale fino al 26 maggio", butta acqua sul fuoco Conte. Difficile, però, ora capire quale pagina si aprirà dopo per i giallo-verdi.