Il vicepremier Matteo Salvini (Ansa)
Il vicepremier Matteo Salvini (Ansa)

Roma, 4 dicembre 2018 - Salvini non si fa attendere e risponde alle critiche del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. "C'è qualcuno che è stato zitto per anni quando gli italiani, gli imprenditori e gli artigiani venivano massacrati. Ora ci lascino lavorare e l'Italia sarà molto migliore di come l'abbiamo trovata", dice il vicepremier a margine delle celebrazioni di Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco. "Siamo qui da sei mesi - ha ribadito - ascolterò tutti, incontrerò tutti, ma lasciateci lavorare". Sulla richiesta degli imprenditori di andare avanti con le infrastrutture e gli investimenti necessari per realizzarle, Salvini ha detto: "Io sono per l'Italia del sì".

LA DIRETTA FACEBOOK - E intanto su Facebook va in onda la diretta del Salvini-pensiero su tutto un po', esordendo così: "Ben felice di quello che abbiamo fatto in questi sei mesi con la squadra di governo. Chiedo a quelli che attaccano il governo di giudicare il governo dai fatti, dalle promesse mantenute". Ne ha anche per il leader di Confindustria: "Le critiche di Boccia? La manovra ha un piano di investimenti pubblici e di sostegno alle imprese che non ha precedenti rispetto a tutte le altre manovre economiche". E ai critici del Dl sicurezza: "Io disumano? Il direttore di Avvenire ha scritto che il decreto sicurezza è disumano. Perché? Lo hai letto? Chi lo contesta lo ha letto? Ci sono più soldi per le forze dell'ordine, più poteri ai sindaci, c'è un passaggio per combattere l'abusivismo".

Tornando allo scontro con Confindustria, stavolta è Martina a replicare per primo al ministro dell'Interno. "Le imprese chiedono al governo di cambiare rotta. E Salvini risponde solo con l'arroganza. Quando il potere si fa prepotenza, a perdere è tutto il paese #ladridifuturo", scrive su Twitter il candidato alla segreteria del Pd. 

BOTTA E RISPOSTA A DISTANZA - Immediata anche la replica di Confindustria a Salvini, per bocca del vicepresidente Alessio Rossi: "Salvini vive in un altro Paese. Noi parliamo, critichiamo e cerchiamo di fare il bene del nostro Paese. Non guardiamo solo agli interessi delle imprese, ma di tutti. È bene che si faccia delle domande, che questo governo ascolti la voce degli imprenditori italiani senza fare battute. Oggi rappresentano delle istituzioni non un partito". Resta duro il giudizio sulla legge di Bilancio: "E' una manovra che indebita il Paese, soprattutto le future generazioni. Il tutto in cambio di assistenzialismo e misure che pagano solo la spesa corrente - attacca Rossi  - Non c'è niente per la crescita se non appena 5 miliardi. Ci sembra insufficiente e per questo la manovra la rispediamo al mittente. Speriamo che in queste ore riescano a trovare questi 4 miliardi che ci permetterebbe di non vedere l'Unione europea aprire una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia". "Potremmo farcela - conclude Rossi - il presidente Boccia ha suggerito di reperire questi soldi, due miliardi dal reddito di cittadinanza e altrettanti dalle pensioni. Se non riusciranno a trovarli ha invitato il premier Conte a dimettersi".

Al che il vicepremier leghista: "Le porte del ministero e del governo sono sempre aperte, penso che questo sia il governo che ascolta di più e che passa dalle parole ai fatti. Dunque se Boccia vuole lo incontro anche domani e gli offro un caffè". E ribadisce: la manovra del governo gialloverde "indispettisce qualcuno" a Bruxelles e in Italia. "Leggano e ci facciano lavorare - insiste Salvini - in questa manovra c'è un piano di investimenti in infrastrutture che non c'è mai stato in precedenza". E le critiche degli imprenditori? "Gli imprenditori del Nord li incontro quotidianamente, li ascolto e quando hanno proposte le portiamo avanti". Dunque, conclude Salvini, "nessuno riesce a farmi arrabbiare. Se fossimo qui da 6 anni accetterei le critiche, ma siamo qui da 6 mesi e quindi lasciateci lavorare un po' tranquilli".

E sull'onda del botta e risposta a distanza, interviene lo stesso Vincenzo Boccia: "Apprezziamo la disponibilità del ministro che ha detto che le sue porte sono sempre aperte, con due pregiudiziali se mi posso permettere: la prima che un caffè non basta, questa volta ce ne vogliono dodici, perché l'invito deve riguardare tutte le categorie che erano presenti a Torino. E la seconda, che l'invito deve essere da parte del segretario della Lega e non del ministro degli Interni, parliamo di economia e manovra economica". 

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