Salvini spegne le candeline del suo 46esimo compleanno (Lapresse)
Salvini spegne le candeline del suo 46esimo compleanno (Lapresse)

Roma, 10 marzo 2019 - Ieri doveva essere una giornata felice, per Matteo Salvini. Il vicepremier e leader della Lega ha compiuto 46 anni e li ha festeggiati all’Hotel Principe di Savoia, in un ricevimento con oltre 200 invitati. Ciliegina sulla torta, una riproduzione della Coppa dei Campioni con sciarpa del Milan e dedica Al nostro capitano, più la maglia numero 6, sempre del Milan, offerta da un altro ‘capitano’, Franco Baresi, cui Salvini ha replicato orgoglioso: "Come Baresi, io non cambio maglia", assicura.

Inoltre, messaggi di auguri "da tutte le parti del mondo", come dice la canzone: Conte, Berlusconi, persino Di Maio. Il punto è che il compromesso trovato da Conte, sulla Tav vuol dire che i bandi Telt domani partiranno. E anche se Conte dice che "non sono bandi, è un invito", i bandi partiranno regolarmente, pur se revocabili

Il gioco di parole nasconde un compromesso che fa vedere a Salvini il bicchiere mezzo pieno. Del resto, era l’unico modo per evitare una crisi di governo al buio che sarebbe diventata inevitabile già a partire da domani e che rischiava di portarsi dietro le urne anticipate. Insomma, Salvini tiene, di fatto, il punto, come dice a Skytg24: "Non c’è nessuno che vince o che perde, la Lega governa perché vincano gli italiani". Parole, appunto, di compromesso e che le opposizioni già gli contestano, ma tant’è.

Eppoi, in gioco, non c’è solo la Tav. Quota cento e, persino, il reddito di cittadinanza devono andare avanti per incassare il dividendo elettorale, ma il ‘decretone’ che ne contiene l’applicazione legislativa è fermo nelle Camere, a rischio di saltare, in caso di voto.
Senza dire che il 20 marzo, al Senato, l’Aula deve votare sulla richiesta di autorizzazione del Tribunale dei ministri sul caso Diciotti e che, sempre al Senato, deve passare, per la terza lettura finale, la legge sulla legittima difesa. Una maggioranza serve. Insomma, niente crisi e domani, o subito dopo, nuovo cdm e poi ‘avanti alla via così’ come si dice in gergo marinaresco, fino alla prossima burrasca, leggasi le elezioni europee, momento chiave per le sorti del governo come. forse, dell’intera legislatura. 

Il resto del giorno Salvini lo usa per blandire alleati che, ormai, sembrano più che altro avversari: "Non c’è nessuna crisi in vista. La situazione economica è tale che nessuno si può permettere di giocare sul futuro degli italiani. Elezioni anticipate? Non ci penso". 
Ma una chiosa è indicativa: "Sono disponibile a tutto. Se non c’è accordo del governo, si può pronunciare il Parlamento e si possono pronunciare gli italiani con un referendum consultivo". 
E qui Salvini indica le vie che si lascia aperte: indire un referendum nelle regioni del Nord e far votare il Parlamento. In entrambi i casi, per dire Sì alla Tav.