Matteo Salvini (Ansa)
Matteo Salvini (Ansa)

Roma, 15 gennaio 2018 - "Riaprire le case chiuse". La proposta di Matteo Salvini piomba sulla campagna in vista delle elezioni 2018. Il leader del Carroccio la rilancia via Twitter, dopo averla già avanzata in diverse occasioni. "Regolamentare e tassare la prostituzione come nei Paesi civili, riaprendo le 'case chiuse' - scrive Salvini -. Ne sono sempre più convinto". Al tweet il numero uno della Lega allega un articolo che racconta di una donna, moglie di un pensionato, che, stanca del marito che dissipava la pensione in un centro massaggi, avrebbe fatto scoprire un giro di prostituzione a Milano. Non è la prima volta che la Lega Nord lancia una proposta simile. Nel luglio 2015, di fronte alla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis, il leader del Carroccio aveva dichiarato: "La marijuana fa male, la prostituzione no".

In Italia le case di tolleranza sono state chiuse nel 1958, anno in cui fu emanata la celebre 'legge Merlin' che aboliva la regolamentazione della prostituzione, introducendo i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della stessa.

SU FONTANA - Poco prima Salvini aveva commentato la frase di Attilio Fontana, sindaco di Varese candidato del centrodestra alle elezioni in Lombardia, riferita ieri a Radio Padania. "Dobbiamo fare delle scelte: decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società deve continuare a esistere o la nostra società deve essere cancellata: è una scelta", le parole di Fontana circa l'accoglienza nei confronti dei migranti. Una dichiarazione che ha sollevato un polverone di polemiche, con la dura presa di posizione pure della comunità ebraica. "Al governo normeremo ogni presenza islamica nel Paese - dice oggi Salvini -. Esattamente come in tempi non sospetti ha sostenuto Oriana Fallaci, siamo sotto attacco, sono a rischio la nostra cultura, società, tradizioni, modo di vivere". E ancora: "E' in corso un'invasione, a gennaio sono ripresi anche gli sbarchi. Il colore della pelle non c'entra e c'è un pericolo molto reale: secoli di storia che rischiano di sparire se prende il sopravvento l'islamizzazione finora sottovalutata". Nel frattempo, il leader della Lega incassa l'allineamento (a distanza) del candidato del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio sull'obbligo dei vaccini. "Faremo una legge sulla raccomandazione dei vaccini - ha detto il pentastellato a 'Un Giorno da pecora' , noi siamo a favore della raccomandazione". Sull'obbligo introdotto dal governo non ha esitato: "Noi lo intendiamo come era prima del decreto Lorenzin".

image