Mario Balotelli e Matteo Salvini (combo Lapresse - Ansa))
Mario Balotelli e Matteo Salvini (combo Lapresse - Ansa))

Roma, 5 giugno 2018 - Ormai è scontro a distanza tra Matteo Salvini e Mario Balotelli, milanese uno e bresciano l'altro, e si tratterebbe un mero campanilismo calcistico in altri casi, ma il problema è che uno è il ministro dell'Interno e vice premier, poco favorevole all'immigrazione e alla concessione della cittadinanza agli stranieri, e l'altro l'attaccante di colore della Nazionale, che ha dovuto attendere i 18 anni per il passaporto italiano, e che probabilmente diventerà capitano degli azzurri.

E proprio l'assegnazione della fascia nera da apporre sulla blusa azzurra ha fatto scattare la polemica. Il neo ct della nazionale, Roberto Mancini, ha espresso l'intenzione di promuovere capitano proprio SuperMario, che subito ha commentato: "Fare il capitano non mi cambia più di tanto. Io sono qui per fare gol, posso essere un esempio anche senza fascia. Ma sarebbe un segnale importante per tutti gli africani italiani. Razzismo? È ora che l'Italia si svegli e impari ad integrare di più". Lanciando un appello: "Il razzismo fa molto male, dà fastidio. È ora che l'Italia diventi come tanti Paesi, più aperta, e cominci a integrare le persone che vengono da fuori".

Altolà, il leader della Lega ha subito espresso il suo pensiero, ospite di RTL 102.5: "Il capitano deve essere rappresentativo e deve giocare bene a pallone, non deve essere bianco, giallo o verde. Spero che l'allenatore della Nazionale sceglierà il capitano non per motivi sociologici, filosofici e antropologici ma perché è un ragazzo che fa spogliatoio, umile e che gioca bene. Magari Balotelli mi stupirà ma negli anni passati non mi è sembrata una persona umile in grado di mettere d'accordo tutti". Poi acclamato dai suoi a Fiumicino ha risposto ancora al bomber: "Di politica ed immigrazione ha parlato anche Balotelli: ognuno ha il profeta che si merita...".

L'ultimo capitolo oggi quando Balo, ospite della presentazione del libro 'Demoni' del giornalista Alessandro Alciato a Torino, torna sulla polemica: "Dove giocherò in futuro? C'è l'avvocato Rigo (collaboratore di Raiola, il suo agente, ndr), lui può dirvelo... Salvini lo sa". 

Mario scherza, ma si fa anche serio: "Nella mia vita posso dire che ci sono stati dei razzisti, però c'è stata anche tanta ignoranza, magari paura della diversità. Possiamo chiamarle come vogliamo ma sono convinto che queste cose devono cambiare". Poi racconta: "Di sicuro quando ero piccolo lo vivevo in modo differente. Era molto più pesante, perché ovviamente pensavo solo a giocare, ad essere felice. Poi magari c'erano delle cose che ancora non capivo. Magari i miei genitori capivano, io ancora non sapevo. Ora le so e cerco di trovare un modo per aiutare a cambiarle". Infine lancia un messaggio: "Si parla tanto di immigrazione, non sono un politico e non voglio fare politica. Non è il mio campo. Però io sono nato e cresciuto in Italia, non sono mai stato in Africa purtroppo. E' brutto diventare italiano a 18 anni". E a proposito della questione della cittadinanza italiana ai figli di stranieri nati in territorio italiano, Mario è chiaro, lo sente profondamente: "In questi casi penso che la legge debba cambiare". 

E la risposta non ha tardato ad arrivare, Matteo Salvini, attraverso Twitter ha scritto: "Caro Mario, lo 'ius soli' non è la priorità mia, né degli italiani. Buon lavoro, e divertiti, dietro al pallone". Alla prossima puntata.