Rossana Rossanda (Alive)
Rossana Rossanda (Alive)

Roma, 19 settembre 2020 - Lutto nel mondo del giornalismo e della politica italiani. "E' morta nella notte a Roma la nostra Rossana Rossanda. Aveva 96 anni". Lo fa sapere 'il manifesto', che aggiunge: "Ricorderemo la nostra fondatrice sul giornale in edicola martedì". Nata a Pola il 23 aprile 1924, Rossana Rossanda è stata giornalista, scrittrice e dirigente del Pci negli anni Cinquanta e Sessanta.

L'esperienza nel Pci

Nel 1958 entrò nel comitato centrale del Pci e grazie anche alla sua vasta cultura venne nominata dal segretario Palmiro Togliatti responsabile della sezione di politica culturale del Pci, che diresse dal 1963 al 1966. Deputato alla Camera (1963-68), partecipò nel 1969 alla fondazione del mensile "Il Manifesto" con Luigi Pintor, Valentino Parlato, Lucio Magri, Aldo Natoli, Luciana Castellina, Massimo Caprara.

Radiata dal Pci

Accusata di frazionismo, fu radiata dal Pci. Contribuì quindi alla costituzione del movimento politico del Manifesto militando poi nel Partito di unità proletaria per il comunismo (Pdup, 1976-79), di cui fu cofondatrice. Tra i fondatori del quotidiano "il manifesto" nel 1971, che ha lasciato nel 2012 per discrepanze con l'allora nuova direzione, ne è stata più volte direttrice e, comunque, una delle figure più autorevoli e rappresentative.

Politica e scrittrice

Dopo essere stata direttrice del 'Manifesto', continua la riflessione e il dialogo sui movimenti operai e femministi, e si dedica soprattutto alla letteratura e al giornalismo attraverso varie pubblicazioni tra cui, nel 1979, Le altre. Conversazioni sulle parole della politica (Feltrinelli); nel 1981 Un viaggio inutile (Einaudi); nel 1987 Anche per me. Donna, persona, memoria, dal 1973 al 1986 (Feltrinelli); nel 1996 La vita breve. Morte, resurrezione, immortalità. Nel 2005 esce per Einaudi La ragazza del secolo scorso, autobiografia tra storia e memoria

Le reazioni

"Addio alla ragazza del secolo scorso che ci ha insegnato il valore del dissenso e del pensiero critico. Ci lascia una grande eredità: che cultura e politica non possono essere mai disgiunti. Lo scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.