Gli scatoloni, a Palazzo Chigi, sono già pronti, ma Rocco Casalino ha già davanti a sé una nuova sfida: promuovere il libro delle sue memorie, dal titolo Il Portavoce, attraverso una fitta maratona tv degna delle migliori star della politica. E così ieri eccolo a "Propaganda Live", il programma di Diego ’Zoro’ Bianchi, intervistato per raccontare come è nato quel Rocco portavoce che tutti i cronisti di Palazzo hanno avuto modo di conoscere per oltre due...

Gli scatoloni, a Palazzo Chigi, sono già pronti, ma Rocco Casalino ha già davanti a sé una nuova sfida: promuovere il libro delle sue memorie, dal titolo Il Portavoce, attraverso una fitta maratona tv degna delle migliori star della politica. E così ieri eccolo a "Propaganda Live", il programma di Diego ’Zoro’ Bianchi, intervistato per raccontare come è nato quel Rocco portavoce che tutti i cronisti di Palazzo hanno avuto modo di conoscere per oltre due legislature.

Nelle pagine della sua autobiografia (perché di questo si tratta), Casalino, classe 1972, decripta finalmente il senso di rivincita e la voglia di emergere che lo hanno spinto, da un basso molto profondo, a trovarsi con il potere (vero) in mano da esercitare a modo tutto suo. In alcuni casi vendicativo, come ammette lui stesso con candore, nelle pagine del libro, quando racconta il sogno di ostentare dinanzi ai suoi nemici quel ’Rocco’ che è diventato adesso: "Sogno di andare in una tv tedesca importante – scrive – perché mi vedano quelli con cui sono cresciuto e che mi hanno fatto così male. Sogno che tornino a casa, accendano la televisione, mi vedano. E gli caschi la faccia nel piatto della zuppa".

Già, la voglia di rivalsa. Casalino è un ragazzo del Sud nato povero: 60 alla maturità; laurea in Ingegneria; quattro lingue parlate correntemente; un padre violento contro lui e la sorella. Genitore mai perdonato, in punto di morte gli ha detto, freddamente: "Muori. Devi morire". Casalino si consacra con la prima edizione del "Grande Fratello"’. Da quel momento per lui è un crescendo rossiniano: le tv private del nord, poi l’incontro con Lele Mora. E la politica.

Ma, prima, una digressione. Anzi, una confessione: il cuore di Casalino batte a sinistra. "A 20 anni aderisce a Rifondazione comunista, Che Guevara e la Taranta, il suo idolo televisivo è Michele Santoro. Sono gli anni di Tangentopoli con le monetine a Bettino Craxi davanti all’hotel Raphael. Per Casalino è una catarsi sociale", si legge nel libro. Nel 2008, poi, la folgorazione; Rocco individua il suo nuovo messia: Beppe Grillo. Da quel momento le sue ambizioni non conoscono più un freno, prima diventa l’uomo comunicazione dei 5 stelle, poi arriva il sodalizio con Conte, il ’ padre buono’ che lui non ha avuto. E che per Rocco è simile a Tony Blair e John Kennedy.