Matteo Salvini
Matteo Salvini

Roma, 12 giugno 2018 - Alle elezioni comunali 2018 la Lega ha sfondato nel Nord-Est, il Pd ha sofferto, ma è riuscito a vincere a Brescia al primo turno. Per i 5 Stelle, invece, la partita delle Amministrative è stata deludente, dando il via a un ritorno (a livello locale) del bipolarismo classico tra centrosinistra e centrodestra. Ma cerchiamo di capire meglio come sono andate queste elezioni. In soldoni, chi ha vinto e chi ha perso? L'Istituto di Cattaneo di Bologna fa un bilancio molto confortante per il centrodestra (che conquista 8 Comuni e ne perde solo tre), in chiaroscuro per il centrosinistra (ha confermato 9 città, ma ne ha perse dieci) e in 'perdita' per il M5S (delle sei amministrazioni che controllava, ne ha persa una). Certo, mancano ancora i ballottaggi per avere un quadro più chiaro, ma già si può dire che la Lega ha trainato il centrodestra e va alla grande nel Nord Est (Vicenza e Treviso), mentre il candidato forzista regala una vittoria anche agli alleati a Catania.

RISULTATI COMUNE PER COMUNE

PD - Per i dem il risultato è sicuramento quello di un partito in affanno, ma va anche sottolineato il fatto che riesce a portare a casa il risultato in città dove non era scontato. A Brescia, per esempio, il bis di Del Bono al primo turno non era certo e pure la vittoria con percentuali molto alte a Trapani è stato salutato con soddisfazione. Male, invece, nelle roccaforti rosse dove va al ballottaggio a Siena, Massa, Pisa e Imola.

Elezioni comunali 2018, i risultati. Lega trascina centrodestra, M5s frena

M5S - Per quanto riguarda i grillini, invece, non c'è molto da sorridere. Al di là delle frasi di circostanza di Di Maio per tenere alto il morale delle truppe (“Davide continua a vincere contro Golia”), le sfide principali non hanno premiato i 5 Stelle. Dal flop dei Municipi romani (non arrivano neanche al ballottaggio), test negativo per la Raggi, alla sconfitta a Ivrea, città dei Casaleggio, fino alle difficoltà ad accedere al secondo turno (ma ce la fa a Imola, dove per la prima volta dopo 73 anni la sinistra non vince al primo turno).

AVANZATA DEL CENTRODESTRA - Facendo un confronto con le ultime elezioni Politiche e le precedenti comunali, l'Istituto Cattaneo rileva in modo inequivocabile l'avanzata del centrodestra che cresce di circa 5 punti rispetto al 4 marzo e di 15 punti rispetto alla tornata precedente del 2013. Per quanto riguarda il centrosinistra, il trend è discesa rispetto alle precedenti comunali (si passa dal 41,7% al 34,6% di domenica 10 giugno), ma è in risalita netta rispetto alle Politiche dove – considerando i risultati dei 20 comuni capoluogo al voto – si era fermato al 25%.

CROLLO DEL MOVIMENTO - Il Movimento 5 Stelle, invece, dimostra le sue difficoltà a livello amministrativo e raccoglie appena lo 0,6% in più rispetto alle Comunali 2013. L'erosione dei consensi, però, è molto più determinante se si rapportano i dati dei 5 Stelle con quelli delle Politiche: il 4 marzo il M5S aveva raccolto il 32,7% dei voti, il 10 giugno ha raccolto in media il 12%, disperdendo quasi 21 punti percentuali.

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Altro dato allarmante, sempre per i grillini, è dove sono andati a finire questi '21 punti'. Secondo il Cattaneo – che ha analizzato i flussi di alcune città – prevalentemente verso l'astensione o verso altri partiti. Da qui, da segnalare, l'enorme volatilità del voto grillino disposto a modificare le proprie preferenze di voto tra competizioni diverse e anche ravvicinate in termini di tempo. Al Sud la situazione non va meglio per i pentastellati che passano dal 48,1% di consensi del 4 marzo al 15,1% di domenica. Certo è che, di fronte a un confronto con le Comunali 2013, i grillini al Sud raddoppiano.

LEGA SU - In termini numerici, comunque, l'unico partito che cresce in consensi è la Lega di Salvini: da 25mila voti del 2013 è arrivata a quasi 111mila domenica. I 5 Stelle perdono soprattutto rispetto al 4 marzo, mentre il Pd rispetto alle amministrative 2013 cala di circa 98mila voti.

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