Mattia Santori
Mattia Santori
Roma, 22 agosto 2021 - Mattia Santori, leader delle Sardine, si candida nel Pd alle comunali di Bologna. Come prima uscita, insulta gli ex renziani di Base riformista. Il coordinatore nazionale, senatore Alessandro Alfieri, è ‘diplomatico’ per vocazione, ma stavolta la diplomazia viene lasciata da parte. Senatore Alfieri, citiamo dal Santori-pensiero: ’Siete i cavalli di Troia di Renzi che hanno ampiamente inquinato il Pd’. Carino, come primo giudizio su Base riformista, no? "Sono parole inaccettabili dentro una comunità politica, ingenerose verso chi si spende...

Roma, 22 agosto 2021 - Mattia Santori, leader delle Sardine, si candida nel Pd alle comunali di Bologna. Come prima uscita, insulta gli ex renziani di Base riformista. Il coordinatore nazionale, senatore Alessandro Alfieri, è ‘diplomatico’ per vocazione, ma stavolta la diplomazia viene lasciata da parte.

Senatore Alfieri, citiamo dal Santori-pensiero: ’Siete i cavalli di Troia di Renzi che hanno ampiamente inquinato il Pd’. Carino, come primo giudizio su Base riformista, no?

"Sono parole inaccettabili dentro una comunità politica, ingenerose verso chi si spende da anni sul territorio. Sono critiche gratuite e sbagliate. Abbiamo contribuito a garantire il profilo riformista del Pd. Santori sbaglia del tutto analisi. Sono certo che Letta saprà spiegargli le regole interne del partito".

Chissà. Ri-citiamo sempre dal Santori pensiero di oggi. Voi di Base riformista “state trafficando per un renzismo 2.0“, siete “un avversario da combattere“. Vi sentite dei talebani? Brutti, sporchi e cattivi?

"Purtroppo, quello che dice Santori lo sentiamo, da mesi, anche dentro il partito. Credevamo fosse finita. Letta ha parlato chiaro: basta con le etichette del passato. Noi lo abbiamo preso alla lettera, ma non tutti hanno capito. C’è pure chi ha detto che siamo “un cancro da estirpare“. Spero che qualcuno, nel Pd, spieghi a Santori che, due anni e mezzo fa, noi, come Base riformista, abbiamo preso la nostra strada, non condividendo la decisione di Renzi di uscire dal Pd, partito che abbiamo contribuito a fondare e a preservare. Questa, il Pd, è la nostra casa. Santori dovrà imparare velocemente che uno dei principi fondanti del Pd è il rispetto e il riconoscimento reciproco. Spero si riparta da lì".

Santori si candida iscrivendosi direttamente a una corrente, quella degli ex zingarettiani. Eppure, appena ieri, aveva detto che il Pd “è un marchio tossico, nessuno di noi si iscriverà mai, i loro morti seppelliscano i loro morti“.

"Beh, meno male che ha cambiato idea… Saluto sempre positivamente le redenzioni. Se uno si vuole spendere nel Pd è sempre una buona notizia. Inoltre, così, fa ammenda dei giudizi ingenerosi che Santori ha espresso sul Pd in questi ultimi anni. Inoltre, se ci si evolve da una fase movimentista, a un impegno concreto nelle istituzioni è un bene. Per cambiare veramente le cose lo si può fare soltanto dentro le istituzioni".

Ultimo passaggio. Santori vuole unire il Pd e le Sardine in una “unica e grande formazione progressista“. Nascerà, dunque, una grande ‘Cosa rossa’ 2.0?

"Io sono per un Pd aperto, inclusivo e plurale. Scelte del genere si fanno in un percorso congressuale, ma non è questo il momento. Tutto il nostro sforzo è concentrato per sostenere il governo Draghi e fare le riforme. Inoltre, per me il Pd deve investire e scommettere su se stesso: ha dentro di sé grandi potenzialità da valorizzare".