Il leader di Italia Viva Matteo Renzi durante una conferenza stampa sulla proposta di estendere ai giornali on line ''18 app'', Roma, 23 gennaio 2020. ANSA / ETTORE FERRARI

Roma, 3 febbraio 2020 - Scontro aperto sulla riforma della prescrizione, voluta dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Ad alzare ulteriormente l'asticella dello scontro è oggi direttamente il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Che lancia un avvertimento (che sa di ultimatum) a Bonafede. "Se vuole forzare, sappia che almeno in Senato non ha i numeri in  Parlamento", scrive Renzi nella sua e-news. Poi invoca la mediazione di Conte: "Il presidente del Consiglio ci dia una mano a sminare le questioni che il ministro Bonafede ha messo sul tavolo". Nel frattempo, nel vertice di maggioranza sugli emendamenti tenutosi a Montecitorio, non sono stati affrontati "i temi caldi" come la prescrizione. "Sono argomenti da vertice di Palazzo Chigi", dice Marco Di Maio (Italia Viva).

E mentre il ministro della Salute di Leu Roberto Speranza si dice "sicuro che si possa trovare una sintesi", dal segretario Pd Nicola Zingaretti traspare una certa irritazione sulle divisioni tra Italia Viva e Movimento 5 Stelle. "Forse incontrandosi e mettendosi tutti su una predisposizione alla soluzione, le vie d'uscita si trovano", dice. "Se non si trovassero andremo avanti con la nostra legge", aggiunge precisando che "la nostra iniziativa è per trovare soluzioni non per rompere o distruggere". E alla domanda se si possa stare al governo come Italia Viva che sulla prescrizione ipotizza di votare con le destre, Zingaretti risponde: "Noi non lo facciamo, chiedetelo a chi lo fa". 

Renzi sulla prescrizione

"Abbiamo detto che sulla prescrizione non si può andare contro tutti", scrive Renzi nella sua e-news. "Noi siamo dalla parte del garantismo, non del giustizialismo - aggiunge il leader di Italia Viva -. E con noi c'è la totalità degli avvocati, la stragrande maggioranza dei magistrati e dei commentatori, il parere unanime degli esperti". Poi attacca:  "La riforma Bonafede/Salvini viola i principi costituzionali e fa del male all'amministrazione della Giustizia". E lancia la possibile mediazione: "Partiamo dal lodo Annibali (che sospende per un anno l'efficacia della legge di Bonafede, ndr) per bloccarne gli effetti e discutiamone insieme". Quindi avverte: "Se invece Bonafede vuole forzare, sappia che almeno al Senato non ha i numeri in Parlamento".  Quindi la frecciata agli ex compagni di partito, con Renzi che confida che il "Pd torni su questo tema a pensarla come la pensava qualche anno fa e difenda la legge voluta dall'allora ministro Orlando".

Ospite de 'L'aria che tira' su La7, all'ora di pranzo Renzi aggiusta il tiro e chiarisce: "Non credo cascherà e non voglio che il governo cada, dico che una forza politica che non ha la maggioranza in Parlamento non detta legge contro tutti gli altri", dice. "Su questo tema Bonafede deve trovare una soluzione", aggiunge. Poi la frecciata al Guardasigilli: "Chi è che ricatta chi? Faccio due più due: questa legge che noi proponiamo è convidisa da tutti, contro c'è solo Bonafede. Quindi chi è che ricatta il governo: Bonafede che dice o si fa come dico io o succede il 48 o noi?". Infine, l'appello a Conte perché "smini" questa situazione"

Meloni: Renzi vada fino in fondo

Sulla prescrizione ''spero che Renzi vada fino in fondo - dice Giorgia Meloni a Start su SkyTg24 -. Non ho alcuna simpatia per il fenomeno Renzi, però penso che questa norma così fatta, in assenza di qualunque provvedimento sui tempi dei processi e che annulla i tempi della prescrizione addirittura quando nel primo grado di giudizio c'è una dichiarazioni di innocenza, devasta lo stato di diritto''.