Giuseppe Conte e Mario Draghi (ImagoE)
Giuseppe Conte e Mario Draghi (ImagoE)

Roma, 9 luglio 2021 - Resta alta la tensione del M5s all'indomani del via libera della riforma della Giustizia da parte del Consiglio dei ministri. Il testo, inizialmente osteggiato dal Movimento soprattutto per il nodo prescrizione, è stato approvato all'unanimità.

Critico l'ex Guardasigilli, Alfonso Bonafede, che ha visto così cancellata la sua di riforma. "Ho sinceramente apprezzato i tentativi della ministra Cartabia di trovare una sintesi oggettivamente difficile. Tuttavia la norma votata ieri rischia di trasformarsi in una falcidia processuale che produce isole di impunità e che allungherà i tempi dei processi", scrive su Facebook puntando poi il dito contro i suoi: "Il M5s è stato drammaticamente uguale alle altre forze politiche", ha "annacquato la battaglia".

Contrario anche l'ex premier Giuseppe Conte. "Apprezzo il lavoro della ministra Cartabia, si è molto impegnata, ma io non canterei vittoria, non sono sorridente sull'aspetto della prescrizione, siamo ritornati a una anomalia italiana", dice l'avvocato al convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Il leader 'in pectore' dei 5S chiarisce: "Si cerca sempre la contrapposizione 'Conte contro Draghi'. Ma qui non è Conte contro Draghi", qui "si tratta di confrontarsi su principi e trovare delle soluzioni". "Penso che nessuno debba permettersi di dichiarare che si vuole fare un attacco al governo Draghi se semplicemente si vuole fare politica e invocare una legittima dialettica democratica che avverrà in Parlamento", conclude.

Parole di fuoco giungono, poi, da Alessandro Di Battista. "Mai mi sarei immaginato di vedere i miei ex colleghi non solo sedersi di fianco a ministri berlusconiani ma votarci insieme una riforma della giustizia credendo, oltretutto, che le rimostranze di Forza Italia fossero un segnale di vittoria, quando sono solo la conferma che sanno fare le trattative meglio di loro", scrive l'ex deputato grillino in un passaggio di un suo editoriale sul giornale online Tpi. E ancora "l'ultima settimana è stata un bagno di sangue" per il Movimento 5 Stelle, scrive Di Battista elencando tutte le "sconfitte" pentastellate (dal salario minimo sparito dai radar, a Berlusconi proposto al Quirinale, fino al cash-back prima cancellato e poi sospeso, solo per citarne alcune).

Pesantissime poi le parole che riserva ai ministri 5 Stelle. "Non è vero che Draghi è grillino, sono certi grillini ad essere ormai irrimediabilmente diventati draghiani. Intimoriti o interessati, i ministri a 5 stelle hanno dato prova di incapacità politica, pavidità, accidia e inadeguatezza. Roba da chiedere scusa ai milioni di elettori che li hanno sostenuti, posto che molti di loro non gli rivolgerebbero più la parola". "Urge una presa di posizione del gruppo parlamentare del Movimento, urge per dignità, per rispetto della Costituzione e anche per mera autoconservazione. Come pensano di prendere i voti tra due anni?".

Annuncia invece "barricate" contro la riforma approvata in Cdm la deputata Giulia Sarti. "L'unica cosa da fare adesso è essere coerenti: non ci sono più le condizioni per restare nel governo Draghi. Fine. Questo sarebbe il vero senso di responsabilità, per chi vuole riempirsi la bocca con belle parole - scrive la pentastellata su Facebook -. Deve essere chiaro che quanto è successo ieri avrà delle conseguenze e deve essere altrettanto chiaro che la resa di ieri sulla prescrizione, non è stata una decisione di tutto il M5s. Per quanto mi riguarda, è sottinteso che continuerò a fare le barricate in Parlamento".