Roma, 6 ottobe 2021 - Salvini torna all'attacco sulla riforma fiscale dopo che ieri la Lega ha disertato il Cdm che ha approvato la delega. "Il passaggio che porta all'emersione del nero e dell'abusivo va benissimo, ma ogni possibilità attuale o futura di un aumento della tassa sulla casa non potrà mai avere il sostegno della Lega. Il sostegno della Lega al governo non è in discussione quando si tratta di tagliare le tasse", dice oggi Salvini fuori dal Senato.

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Salvini si attira le critiche, aspre, del Pd che lo invita a fare "chiarezza", ma anche più contenute degli alleati del centrodestra governativo, Forza Italia e i centristi di Coraggio Italia e Udc. "Non firmo un assegno in bianco e non mi basta che il ministro dell'Economia mi dica che gli aumenti saranno dal 2026", sottolinea Salvini. "Questa è una patrimoniale su un bene già tassato. Io non ti do una delega in bianco perché fra qualche anno tu mi vada a fregare, questa è una patrimoniale nascosta". "Contiamo che il Parlamento, che può intervenire, modifichi questi passaggi e tolga qualsiasi ipotesi di riforma del catasto e di patrimoniale sulla casa dalla delega fiscale".

Ma Salvini assicura che non ritirerà il sostegno a Draghi. "No, no la Lega è dentro (la maggioranza, ndr). Se vogliono, escono Letta e Conte perché il Parlamento ha dato la fiducia a Draghi per abbassare le tasse non per aumentarle". 

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La replica di Draghi

Nelle intenzioni del governo la revisione del catasto è una operazione di "trasparenza" che non farà aumentare il carico fiscale sui cittadini, replica il premier Draghi. "In termini generali, perché nascondersi dietro l'opacità? - dice Draghi - perché calcolare le tasse sulla base di numeri che non hanno senso? Non è meglio essere trasparenti? Poi la decisione se far pagare o meno è una decisione diversa, ma noi abbiamo deciso che non si tocca assolutamente nulla, cioé le persone continueranno a pagare quanto pagano oggi. Inoltre la revisione" del catasto richiede cinque anni di tempo aggiunge il premier, "quindi di eventuali decisioni se ne parlerà dal 2026. Una è una operazione trasparenza, l'altra è una decisione di politica fiscale", aggiunge.

"Il governo va avanti. La sua azione non può seguire il calendario elettorale, perché deve seguire quello delle riforme", è ancora la replica del premier a Salvini, che continua: "Non ci sarà un aumento delle tasse e non c'è una patrimoniale sulla casa". Nessuna crisi in vista dunque, sostiene il premier, il governo va avanti perché la sua "azione non può seguire il calendario elettorale, ma quello negoziato con la Commissione europea sui fondi del Recovery". "Questo è il calendario di riforme da seguire", non quello elettorale, sottolinea Draghi, lasciando intendere che la presa di posizione di Salvini sia stata in qualche modo determinata dal risultato elettorale non brillante alle amministrative. "Ieri a una domanda sulla crisi di governo ho risposto 'chiedete a Salvini'. Oggi Salvini ha parlato, ha detto che la partecipazione al governo non è in discussione - afferma il premier - poi ci vedremo nei prossimi giorni", conclude.

Carfagna

Anche la ministra per il Sud Mara Carfagna commenta lo strappo di Salvini. "Naturalmente non posso decifrare le intenzioni della Lega e di Salvini e allo stesso tempo non voglio essere elusiva. Ieri il Consiglio dei ministri era chiamato a discutere e a votare un provvedimento importante. La riforma fiscale è una riforma abilitante del Pnrr, significa che se non viene approvata i soldi dell'Europa non arrivano in Italia. La lega ha deciso di non partecipare al voto: onestamente e personalmente è una scelta che io non comprendo, oltre che non condividere", sono state le parole della Carfagna. 

Conte

Duro anche il commento di Conte. "Se la Lega dovesse continuare così il rischio c'è. Obiettivamente sono atteggiamenti incomprensibili, non lineari e incoerenti. Questo non fa bene al governo", dice l'ex premier. "Dice che usciamo Pd e Lega? Così rimane lui (Matteo Salvini, ndr) - aggiunge - a dire cosa, ogni giorno il contrario di quello che ha detto il giorno prima? A parte che non ha i numeri. Dobbiamo essere seri perché il Paese è ancora in emergenza, lasciamo le battute e le polemiche". 

Governatori leghisti

governatori della Lega invece scendono in campo e lanciano un appello contro la riforma catastale. "Una misura di questo tipo ricadrebbe sulle spalle dei cittadini e in un momento come quello che stiamo vivendo non solo sarebbe ingiustificabile ma rischierebbe di condizionare, se non bloccare, la ripresa post pandemia di alcuni settori strategici", scrivono in una nota i presidenti di Regione e della Provincia autonoma di Trento: Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Donatella Tesei, Christian Solinas, Nino Spirlì, Luca Zaia. I governatori leghisti "ribadiscono il loro impegno nel sollecitare il governo ad attuare una riforma del sistema fiscale che vada davvero nella direzione di una sua semplificazione e riduzione d'imposizione nei confronti degli italiani ed un fermo no alla revisione del catasto che aumenterebbe esponenzialmente il peso fiscale e rischierebbe di escludere tante famiglie dal sistema di welfare" per l'effetto sull'ISEE, "deprimendo così il mercato immobiliare ed in generale l'economia nazionale".