La sindaca di Roma Virginia Raggi (Imagoeconomica)
La sindaca di Roma Virginia Raggi (Imagoeconomica)

Roma, 18 aprile 2019 - Virginia Raggi inciampa sui rifiuti. Secondo una denuncia - corredata da 'prova' audio -  dell'ex Ad Lorenzo Bagnacani, la sindaca di Roma voleva i conti di Ama in rosso e per questo esercitava pressioni indebite sul manager che, dopo il suo rifiuto, è stato licenziato lo scorso febbraio. In particolare, secondo l'esposto presentato da Bagnacani alla Procura di Roma - e anticipato online dall'Espresso - la sindaca voleva il bilancio in passivo "mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali". 

Di certo la vicenda, che si incrocia fatalmente con la notizia del sottosegretario leghista Armando Siri indagato per corruzione, getta altra benzina sul fuoco dei rapporti tra gli alleati di Governo. E difatti la Lega, con la ministra per gli Affari regionali e le autonomiea Erika Stefani e i capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, esprime sconcerto e "se le intercettazioni fossero vere" chiede le dimissioni della sindaca di Roma. Una richiesta respinta al mittente dai 5 stelle con un comunicato: "È una goffa ripicca la richiesta leghista di dimissioni del sindaco Raggi. Goffa perché parte in un momento in cui peraltro non c'è nessuna notizia di indagine in corso, come scrive anche l'Espresso, mentre sull'indagine nei confronti di Siri sembra esserci la mafia di mezzo. Non scherziamo".

L'AUDIO - Da "ho la città fuori controllo" a "Vedono la merda, non posso aumentare la Tari" fino a "se aumento la Tari metto la città a ferro e fuoco, altro che i gilet gialli". Ecco la trascrizione degli audio consegnati ai magistrati dall'ex manager Lorenzo Bagnacani.

"Non può fare il sindaco, non è adeguata"

SALVINI ATTACCA  - In serata, nella registrazione di Porta a Porta, l'attacco frontale di Matteo Salvini: "La Raggi non è più adeguata a fare il sindaco e non per eventuali illegalità, che eventualmente accerterà la magistratura, il mio è un giudizio politico. Se un sindaco dice che i romani aprono la finestra e vedono la merda e che ha la città fuori controllo, non può fare il sindaco a Roma come a Cernusco sul Naviglio".

"Sono stata io a subire pressioni"

LA RAGGI SI DIFENDE -  In una lunga intervista a Piazza pulita su La7, stasera la sindaca si è difesa contrattaccando: "Il manager ha una responsabilità: tenere la città pulita. Io non ho fatto nessuna pressione, mi sono limitata a riportare al manager di questa società una cosa che mi era stata detta dal ragioniere generale e dal dg del Comune, dall'assessore al bilancio, dal segretario generale e dai dipartimenti e dal collegio dei revisori: il bilancio così non era approvabile perché non veritiero e corretto. Non si può approvare, né io né la mia giunta, un bilancio non veritiero e corretto. Casomai sono stata io e i miei uffici a subire pressioni perché approvassimo un bilancio non veritiero e corretto". Insomma, "non permetto a nessuno di dire che volevo approvare il bilancio in rosso", ha aggiunto. 

Ma Virginia Raggi teme di essere indagata? "Io sono a disposizione della magistratura- risponde - Quello che sto dicendo è stato già riferito dall'assessore al Bilancio e dal dg del Comune in una audizione pubblica in Regione".

"Salvini? Se mi dà la felpa da ministro sgombero CasaPound"

L'attacco della sindaca è diretto a Salvini: "Forse vuole coprire quello che è successo oggi al suo sottosegretario Siri che mi sembra sia indagato per presunte corruzioni e tangenti?", si chiede. E va oltre: "Se invece di cambiarsi le felpe andasse a lavorare non farebbe danno. Se mi dà la felpa da ministro dell'Interno per un giorno intanto vado a sgomberare CasaPound. È una delle prime cose che potrebbe fare".

E ancora, sulla richiesta di dimissioni: "Sarebbe come dire: visto che devi ancora restituire 49 milioni che la Lega in qualche modo si e' presa, allora dimettiti perche' non sei capace di fare il ministro dell'Interno.

"Dico quello che direbbe qualsiasi romano"

SU FACEBOOK - In un lungo post su Facebook Raggi paragona il suo 'caso' con quelli di Armando Siri e della governatrice umbra Catiuscia Marini e poi specifica: "'Parlano di audio rubati in cui dico quello che direbbe qualsiasi altro cittadino di Roma: me la prendo duramente con l'ex amministratore delegato dell'Ama perché ci sono i rifiuti in strada e non lo posso accettare''. ''Uso parolacce ma non me ne vergogno perché sono incazzata quando vedo chi pensa a prendere i premi aziendali piuttosto che a pulire la città. Perché questo è quello che si ascolta in quegli audio''. Quindi, rivendica: ''Nessuna pressione ma solo tanta rabbia per chi non ha fatto bene il lavoro per il quale era pagato. Si pretendeva che approvassi un bilancio con il quale i dirigenti di Ama avrebbero avuto centinaia migliaia di euro in più. I vertici del Campidoglio - il ragioniere generale, segretario generale, il direttore generale, l'assessore al bilancio, i dipartimenti competenti - hanno bocciato la proposta dell'ex ad Bagnacani. E io e la mia Giunta abbiamo votato contro come avrebbe fatto qualsiasi romano''.

CAMPIDOGLIO OCCUPATO - L'assemblea capitoline è nel caos. Prima i cartelli 'Dimettiti', 'Raggi a casa', 'Raggi chiediamo spiegazioni, vanno bene anche le molliche', poi l'occupazione degli scranni della Giunta nell'aula Giulio Cesare: ''Abbiamo occupato l'Aula e finché non viene la sindaca non ce ne andiamo. Va in tv ma non capiamo perché non possa venire in Assemblea", ha detto il capogruppo dem Giulio Pelonzi. Al momento la seduta dell'assemblea capitolina è stata sospesa.

La protesta davanti al Campidoglio delle donne di Non Una Di Meno (Dire)

A margine delle polemiche anche la protesta delle femministe di Non Una Di Mano: "Virginia facci entrare" e "Vergogna vergogna", urlano nel presidio in piazza del Campidoglio a Roma. Alla testa delle attiviste bloccate dalla transenne c'è una donna che, con parrucca e tricolore, ha messo in scena una parodia della sindaca Raggi al tavolo di trattativa degli spazi femministi.

LE REAZIONI - Per il dem Stefano Pedica la sindaca deve andarsene: "L'ex ad di Ama accusa Raggi di pressioni per chiudere il bilancio dell'azienda in rosso e spuntano anche gli audio. Cos'altro deve succedere a Roma per convincere Di Maio e tutti i vertici del M5s che Roma va liberata subito? Siamo sempre in attesa delle dimissioni della sindaca. Così la città non può più andare avanti. La Capitale ha bisogno di amministratori competenti". E la collega di partito Monica Cirinnà sottolinea:  "La sedicente banda degli onesti si sta ogni giorno di più rivelando un comitato d'affari che mette le mani sulle municipalizzate piegandole ai suoi voleri e comodi politici". 

Anche da Forza Italia arrivano richieste di dimissioni. La deputata Annagrazia Calabria sostiene: "Una cosa emerge in maniera chiara dalle parole del sindaco: l'ammissione di una città 'fuori controllo'. Come sosteniamo da tempo, questa giunta non è in grado di amministrare la Capitale e il sindaco è palesemente inadeguato al ruolo che ricopre".
La deputata romana della Lega Sara De Angelis attacca: "Il silenzio del Sindaco Raggi sul caso del bilancio Ama è più assordante delle intercettazioni stesse che, se confermate, le attribuirebbero responsabilità penali gravissime".

Stefano Fassina di LeU si chiede: "Perché spingere il bilancio Ama in rosso?" e aggiunge: "La risposta è chiara: portare Ama in rosso per privatizzarne le attività di trattamento dei rifiuti, quelle a maggior valore aggiunto, da far sfruttare a un privato".