Il premier Mario Draghi (ImagoE)
Il premier Mario Draghi (ImagoE)

Roma, 29 marzo 2021 - Riaperture e situazione vaccini. Sono questi i temi al centro del vertice di oggi tra Stato e Regioni, in cui è è stata ribadita la volontà di un impegno comune per il buon esito della campagna di immunizzazione superando ogni incomprensione, con la massima collaborazione. A tal proposito il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e il suo vice Giovanni Toti hanno spiegato da cosa sia nato il corto circuito- Resta anche il nodo di quelle che i governatori di centrodestra definiscono "riaperture ragionevoli". In particolare, i presidenti della Lega hanno insistito affinché nel prossimo Decreto siano previste delle clausole per ripristinare le zone gialle nei territori laddove i numeri lo consentono (stessa posizione già espressa dal leader del Carroccio, Matteo Salvini, pochi giorni fa). I governatori hanno chiesto di rivalutare i criteri per individuare l'andamento del contagio (criteri che sono influenzati anche dal numero di tamponi effettuati). Inoltre 

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Il premier Mario Draghi, dal canto suo, ha detto che soltanto attraverso un sincero rapporto di collaborazione tra Stato e Regioni si riuscirà a vincere questa battaglia, tornando su una frase pronunciata in Parlamento nei giorni scorsi. Per Draghi c'è il comune impegno ad assicurare non solo la sicurezza e la salute ma anche la ripresa dell'attività economica. Il presidente del Consiglio, secondo quanto si apprende, ha rinnovato l'invito a iniziare a guardare al futuro con ottimismo, sottolineando come la campagna vaccinale stia andando migliorando "continuamente e rapidamente". Gli obiettivi prefissati per aprile e maggio, in riferimento alle forniture di vaccini e al numero delle vaccinazioni, pari al mezzo milione di vaccinati al giorno, non sembrano più così lontani."Per quanto riguarda le forniture dei vaccini per i prossimi mesi la Commissione ha assicurato - ha detto Draghi - che le dosi dovrebbero essere più che sufficienti per raggiungere l'immunità per il mese di luglio in tutta l'Europa". 

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Draghi ha ribadito che lo Stato farà di tutto per rispondere alle esigenze delle Regioni, anche con riferimento al tema delle carenze di personale: "Questo è l'atteggiamento del Governo: aiutarvi a raggiungere gli obiettivi che sono di tutti noi". Per Draghi occorre ridare speranza al Paese, "pensando a programmare e alle riaperture". "Bisogna cominciare ad aver di nuovo il 'gusto del futuro' - ha detto ancora il premier -. Occorre uscire da questa situazione di inattività. Sono certo che, tutti insieme, raggiungeremo qualunque obiettivo. Questa è la mia certezza, non è una speranza né un pronostico".

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Gelmini: "Riaperture se i numeri migliorano"

"Il testo del prossimo decreto Covid non è ancora pronto. Ma stiamo dicendo a tutti la stessa cosa: occorre dare ai cittadini una prospettiva di speranza. Allo stesso tempo questo non è il momento per dire 'riapriamo tutto'. Fino al 15-20 aprile ci vorrà ancora molta attenzione, ma poi se i numeri migliorano all'interno del dl servirebbe un automatismo per prevedere aperture mirate senza il bisogno di approvare un nuovo provvedimento". Cosi - a quanto si apprende - il Ministro per le Autonomie, Maria Stella Gelmini, all'incontro tra Governo e Regioni. E ancora: "Sono soddisfatta di questa riunione e per le parole del presidente Draghi. E' indispensabile la collaborazione tra governo e Regioni per arrivare all'obiettivo che ci siamo prefissati in merito alla campagna vaccinale. Stasera usciamo da questo incontro consapevoli che i nostri destini sono legati. I cittadini ci giudicheranno per la nostra sinergia e per ciò che faremo, insieme, in concreto".